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Quando le decisioni vengono prese in fretta, raramente si possono prevedere tutte le conseguenze. Qualunque sia l’impatto oltre l’obiettivo originale di eliminare “il cattivo”, (chi ha diffuso un virus), le cose che ne conseguono sono considerate conseguenze indesiderate. Tuttavia, una volta che i fatti sono sul tavolo e gli effetti collaterali negativi sono documentati, è necessario adottare misure correttive. Se il decisore sa che le azioni intraprese influenzano profondamente il sostentamento delle persone al di là dell’obiettivo originale e non prende misure per mitigare l’impatto negativo, allora queste non sono più conseguenze indesiderate. Il diritto internazionale le qualifica come danni collaterali.

Dobbiamo ricordare che la Corte Internazionale di Giustizia qualifica gli effetti indesiderati come danni collaterali sulla base di tre parametri: (1) necessità; (2) distinzione; (3) proporzionalità. In primo luogo la Corte determina se il dolore inflitto era necessario e inevitabile in determinate circostanze. Quindi afferma se le decisioni sono state prese intenzionalmente per raggiungere un obiettivo specifico (ridurre il numero di persone infette) e per differenziare l’impatto negativo sul resto della popolazione. Infine, il numero degli effetti negativi (in particolare il bilancio delle vittime) deve essere notevolmente inferiore rispetto ai benefici ottenuti per la società in generale (numero di persone salvate).

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Mentre tutti riconoscono che queste tre condizioni sono all’altezza di interpretazioni arbitrarie, la seguente valutazione indica che la stragrande maggioranza dei responsabili politici non comprende i danni collaterali che hanno causato (e stanno causando) nel tentativo di gestire questa pandemia. Peggio ancora, sembra che alcuni responsabili politici abbiano deciso di condurre una guerra ideologica “per proteggere la gente” ignorando che stanno causando ancora più danni, anche al di là dei loro obiettivi. Guardiamo la realtà davanti a noi.

1. L’ONU avverte: 1,2 milioni di bambini potrebbero morire nei prossimi sei mesi

Tre quarti dei bambini del mondo vivono in un Paese dove è stato ordinanto di chiudersi in casa. Questo ha scatenato il pericolo più letale della pandemia: la paura. Gli ospedali di tutto il mondo riferiscono che sono vuoti, ad eccezione del reparto di emergenza convertito in un reparto coronavirus. Le ostetriche non consegnano più bambini, le future mamme hanno paura di avvicinarsi troppo e i controlli di routine per madre e figlio sono crollati nella maggior parte dei Paesi. Le madri in attesa, i genitori di bambini piccoli, semplicemente non vanno più dal medico per paura, o quando lo fanno è troppo tardi.

I mass media creano una psicosi della paura con un’attenzione singolare e persino ossessiva su quattro numeri semplicistici relativi a: (1) il numero di persone infette; (2) il numero di pazienti in terapia intensiva; (3) il numero di persone recuperate; e, (4) il numero di persone decedute. Tuttavia la gestione della pandemia si traduce in dure nuove statistiche che non sono mai segnalate: il tasso di mortalità infantile causato dalle decisioni di contenere il virus. La John Hopkins University (USA) stima che altri 1,2 milioni di bambini potrebbero morire prima del loro quinto compleanno nei prossimi 6 mesi! Il tasso di mortalità delle madri aumenterà di un terzo. Questo è il peggior numero assoluto dal 1960. Questo si traduce in 1,5 milioni di morti (in aumento), 5 volte l’attuale numero di morti del virus (in aumento).

I politici che affermano di “salvare i poveri dalla morte imminente” condannano di fatto le persone a condurre una vita nella paura e causano un numero di vittime superiore all’impatto del virus. Questo è un danno collaterale.

2. 135 milioni di persone stanno marciando verso l’orlo della fame

L’imposizione di un arresto domiciliare che si traduce come standard a 10 persone in 20 metri quadrati in baraccopoli senza acqua corrente o l’accesso a qualsiasi cibo con la polizia messa a far rispettare il blocco, crea condizioni di vita disastrose. I Lockdown stanno bloccando l’accesso al cibo e all’acqua. Queste misure impediscono anche ai poveri di guadagnare la loro indennità giornaliera, in particolare alle madri single che si occupano della pulizia e della cucina. I venditori ambulanti che forniscono un cuscino all’economia dei più poveri dei poveri, hanno visto evaporare la loro base di clienti. I beni deperibili che vendevano direttamente dalle fattorie stanno marcendo, privando il lato del Paese di un denaro necessario per sopravvivere. Le distanze sociali hanno disastrosamente ridotto il loro reddito a zero.

Il mondo sta affrontando un’ondata di fame indotta dalla pandemia. Le statistiche delle Nazioni Unite hanno aggiunto nel maggio 2020 più di 135 milioni di persone che soffrono di fame! L’ONU si aspetta che un prolungamento del blocco raddoppi il numero. Il che significa che nel 2020 il mondo conterà 1,15 miliardi di persone che soffrono la fame, rispetto a 880 milioni di solo un anno fa. La successiva drammatica crescita della malnutrizione porta a un bilancio delle vittime dieci volte più alto dalla fame causata da politiche che avevano lo scopo di proteggere le persone dal coronavirus. Questo è un danno collaterale.

3. La morte per suicidio e violenza domestica supera il Coronavirus

Mentre le morti indotte sopra descritte possono colpire principalmente L’Africa, L’Asia e l’America Latina, il terzo dramma che si svolge è il suicidio e la violenza domestica. Questo è anche il peggiore in Europa e Nord America. In primo luogo, il blocco costringe milioni di donne ad essere confinate in uno spazio limitato con i loro abusatori. In secondo luogo, è stato stimato che il numero di suicidi colpisce tutti i tempi. Il numero di queste vittime in metà dei 118 paesi che impongono il rigoroso ordine “state a casa” e il distanziamento sociale supera quello delle vittime da coranavirus. Il caso della Colombia è scioccante: con solo 525 vittime registrate dal virus fino ad oggi, il numero stimato di suicidi aggiuntivi e omicidi domestici è almeno il doppio di quello! Il sindaco di Bogotà sta combattendo il governo centrale per consentire una vera e propria apertura del paese e dell’economia.

La violenza domestica raggiunge ora una stima di 100 ogni 100.000 cittadini a Bogotà (dai 69/100,000 riportato nel 2015). Un terzo della violenza danneggia i bambini. Stiamo parlando di 3.000 ulteriori casi gravi di violenza causati da questo blocco obbligatorio di persone in case piccole, anche di 20 metri quadrati! Si stima che il numero di suicidi raddoppi nella fascia di età più colpita da questo drammatico blocco: 500 giovani tra i 20 e i 24 anni! L’aumento del numero totale di suicidi in Colombia supererà quelli che hanno ceduto al virus.

Dobbiamo stare molto attenti al numero di suicidi e vittime della violenza domestica, poiché la maggior parte dei governi censura i media. La raccolta informale dei dati sembra confermare che i numeri sono sparati dal tetto, ma ai media è vietato parlarne. La censura e l’oppressione delle notizie reali, è peggiore della diffusione di notizie false.

Come possono i politici attenersi rigidamente al soggiorno forzato a casa e persino alle distanze sociali ossessive per combattere il virus, quando le statistiche del suicidio e della violenza superano le statistiche eccessivamente semplificate del virus? Questo è un danno collaterale.

4. La mafia sta prendendo il controllo della situazione

Il rigoroso blocco imposto dai governi taglia le entrate alle organizzazioni criminali (la mafia) il cui sostentamento tradizionale deriva dalla prostituzione, dalla droga e dall’estorsione. Tutto sembra paralizzato dal blocco, ma questo mancato “guadagno” è pieno di compiacimento. La mafia guadagna sempre forza quando c’è crisi. L’ordine di stare a casa elimina il reddito di coloro che vivono giorno per giorno. L’incapacità di raggiungere la strada “vendere, pulire i finestrini dell’auto o rubare” crea una penosa carenza di denaro. La mafia è un finanziatore disponibile, in particolare verso le micro imprese. Essi fanno incetta degli operatori delle nascenti imprese, lasciati in strada senza clienti. La mafia fornisce prestiti, cibo, clienti e consegne. Poi chiede a coloro che hanno ricevuto denaro l’assunzione di qualcuno: un favore che è difficile rifiutare.

In pochissimo tempo la nuova persona gestirà l’attività con o senza la volontà del proprietario. Il beneficiario dei “prestiti generosi” viene convertito in un front-man. La mafia ne sfrutterà posizione, relazioni, finanziamenti governativi e relazioni bancarie. Una volta che la situazione si è spostata, la prostituzione, la droga e l’estorsione conteranno su una nuova rete di business.

La frutta fresca sta marcendo, le forniture mediche scarseggiano a causa degli aeroporti chiusi, quindi la mafia intraprenderà una mossa aggressiva per controllare la catena di approvvigionamento di frutta, verdura e forniture mediche. Contraffazione, mascherine scadenti, guanti e prodotti farmaceutici, oltre a risky farm pick-up e consegne a domicilio. La mafia acquista fedeltà e dipendenza. Non si tratta di danni collaterali, ma di una grave perdita per la società civile. I politici che fingono di “salvare i poveri”, in realtà li consegnano alla mafia!

Continuare a contenere il virus senza danni collaterali

I governi devono comprendere che sono responsabili dei danni collaterali e dell’aumento di potere della mafia. Il numero di morti causate dalla fame, dalla mancanza di servizi medici ricercati, dal suicidio e dalla violenza domestica come risultato diretto della gestione della pandemia, supera di gran lunga gli individui che hanno contratto il virus.

Le tendenze stanno peggiorando di giorno in giorno. Di conseguenza, è urgente frenare gli impatti negativi con decisioni intelligenti. I governi che rifiutano di correggere il corso, un giorno potrebbero essere giudicati in tribunale per aver deliberatamente causato danni inutili causando un bilancio delle vittime palesemente sproporzionato rispetto all’obiettivo intenzionale originale, e per aver favorito l’ascesa della mafia. Nel momento in cui l’informazione lo dice, nessun politico può fingere di “non sapere”!

Per ulteriori informazioni si può scaricare gratuitamente il mio libro “100 domande” disponibile in inglese, francese, italiano e spagnolo.

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Gunter Pauli è il fondatore della Blue Economy e della Strategia "Zeri". Economista belga, ha all'attivo decine di pubblicazioni sul rilancio dei territori e sull'economia sostenibile. Ultimo in ordine di tempo: "Piano A: La Trasformazione dell'Economia Argentina". All'Italia ha appena regalato "100 domande in 100 pagine". Su Rec News pubblica degli Editoriali in cui mette in campo idee e suggerimenti pratici per uscire dalla crisi, per aver cura di sé stessi e dell'ambiente.

LETTERE

Caro futuro premier, si ricordi di tutti i totalitarismi

di Antonio Ballarin*

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Caro futuro premier, si ricordi delle foibe e di tutti i totalitarismi | Rec News dir. Zaira Bartucca

Egregio Signor Presidente, da italiani, sia per scelta sia per nascita, non possiamo che essere contenti per l’esercizio di democrazia registrato con le elezioni dello scorso 25 settembre. Finalmente saremo guidati da un governo espressione del voto popolare e non da uno maturato da accordi di Palazzo, come accaduto negli ultimi anni.               

Abbiamo ascoltato con grande interesse, in questi giorni, le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza appena eletta e che lei, signor presidente, avrà l’onore e l’onere di guidare. Da tali esponenti, in queste ore, è stato espresso ripetutamente un concetto che ci sentiamo di condividere totalmente: uno Stato è tanto più credibile ed è tanto più considerato, quanto più onora e rispetta i Trattati internazionali che esso stesso ha sottoscritto.

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Noi crediamo che sia arrivato, alfine, il momento di rispettare quei Trattati che non sono stati ottemperati fino ad oggi, provocando, in tal modo, un grave danno al mondo dell’Esodo Giuliano-Dalmata. Ci riferiamo al Trattato di Pace di Parigi del 1947 il quale, al punto 9 dell’allegato XIV, stabilisce che: “I beni degli italiani residenti nei Territori ceduti […] non potranno essere trattenuti o liquidati […], ma dovranno essere restituiti ai rispettivi proprietari”.

Come sappiamo a tale Trattato, ampiamente disatteso, seguirono diversi accordi bilaterali tra Italia e Jugoslavia – accordi del 23/05/1949, 23/12/1950, 18/12/1954 – tutti poi tramutati in Leggi attuative, che in sintesi sancivano il pagamento dei debiti di guerra dell’Italia nei confronti delle Jugoslavia utilizzando i beni degli Esuli a fronte dell’impegno dello Stato italiano di un successivo risarcimento per l’esproprio perpetrato.

Ebbene, gli Esuli istriani, fiumani e dalmati ed i loro discendenti, sono ancora in attesa di un “equo indennizzo”, avendo percepito solo una minima parte di quanto promesso. Si tratta di un indennizzo che, secondo i nostri calcoli, si aggira intorno ai 4,5 miliardi di euro. Una cifra che sembra enorme, ma che se confrontata con l’attuale debito pubblico (ad oggi pari a circa 2770 miliardi) rappresenta l’1,6 per mille.

Quanto fin qui non è solo una questione di vile danaro, si tratta, piuttosto, di un’espressione di civiltà attesa da lunghi decenni da un intero popolo. Gli Esuli e i loro discendenti si sono rifatti una vita in Patria, eppure resta l’insopportabile retrogusto amaro nella consapevolezza di essere stati ignobilmente usati per questioni geopolitiche giocate sulla propria pelle.

La vita della nostra Gente è stata tutta in salita per troppo tempo, anche dal punto di vista culturale. Sempre a dover giustificare la propria identità, sentendosi dire che la sofferenza patita era il giusto scotto per colpe di altri. Il giustificazionismo è un concetto terribile che porta allo stupro della ragione, definendo accettabile l’eliminazione di un qualcosa o qualcuno – magari per mezzo di una foiba -, su cui far ricadere i misfatti di qualcun altro.

Per questi motivi auspichiamo anche l’emendamento della Legge 167/2017 che punisce la propaganda, l’istigazione e l’incitamento al razzismo e chiediamo l’inserimento di una menzione specifica al negazionismo e giustificazionismo per i crimini commessi in Istria, Fiume e Dalmazia in merito alla persecuzione anti-italiana avvenuta a guerra finita. Così come auspichiamo che possa essere emendata la Legge 178/1951 che disciplina il conferimento delle onorificenze al Merito della Repubblica, senza la quale non è possibile la revoca del cavalierato assegnato al Maresciallo Tito, causa di dolore e sofferenza non solo per la nostra Gente, ma per centinaia di migliaia di persone che si opponevano alla dittatura comunista jugoslava.

A tale proposito vogliamo ricordare il pronunciamento del 19 settembre 2019 in cui il Parlamento Europeo – presieduto da David Sassoli – approvò a larghissima maggioranza (89%) la risoluzione: “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”, che condanna tutti i totalitarismi del XX secolo, equiparando in tal modo il comunismo al nazismo. L’attuale maggioranza, così come maturata il 25 Settembre, ha dimostrato nel tempo grande sensibilità ai temi qui riportati. Confidiamo nella sua futura opera.

*Esule di seconda generazione nato al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma nel 1959. Past-President FederEsuli – Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati  – Vicepresidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Consigliere Associazioni Dalmati Italiani nel Mondo – Fondatore MondoEsuli – Movimento per la memoria e la promozione di Istria, Quarnaro e Dalmazia»

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LETTERE

Perché boccio la Meloni

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Perché boccio la Meloni | Rec News dir. Zaira Bartucca

Non vorrei andare troppo lontano con un “da che esiste il mondo”, purtuttavia si può affermare con scienza storica che la disoccupazione è residente in Italia da sempre. Che ora la Meloni pretenda di avere la ricetta risolutiva al problema – dopo che nemmeno i grandi economisti del passato e il fior fiore di statisti alla guida della nostra Nazione e dei suoi governi, lungo il corso democratico dell’Italia unita, l’abbiano mai potuta redigere, odora di presunzione. A meno che gli ingredienti non siano chiari, e chiari non sembrano affatto.

La Meloni immagina “per chi è in condizione di lavorare non di essere trattato come qualcuno che non è in condizione di lavorare ma di avere un posto di lavoro”. Sagace! Ora: ma se anche l’immaginazione supera la conoscenza come giustamente afferma Albert Einstein, qui manca la conoscenza degli ingredienti, che la Meloni pretende di avere spiegato senza nulla avere chiarito, dato che non si capisce dove sono i posti di lavoro di cui tanto straparla.

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Affermare come fa lei “che nella serietà delle proposte di Fratelli D’Italia gli italiani troveranno un futuro decisamente più dignitoso di quello garantito dalla sinistra” è una locuzione che definire assolutamente priva di contenuti è come chiamare docce le cascate del Niagara, perché dopo l’assoluto, dopo l’immaginazione, dopo la conoscenza esiste solo la fantasia pura.

Che “Il lavoro si può generare e trovare con politiche intelligenti”, come spiega brillantemente (?) Meloni, ricorda quel famosissimo “Ho detto tutto” di peppiniana memoria nei film del grande Totò. Forse è convinta che quelle povere ragazze e quei poveri ragazzi che nottetempo ti portano la pizza a casa siano meno intelligenti? o siano figli di un dio minore? o appartengano a famiglie inferiori? visto che dignitosamente, questi giovani, ma anche brizzolati, svolgono un lavoro schiavizzante anziché munirsi di Reddito di Cittadinanza?

Secondo l’interessata “bisogna abbattere il cuneo fiscale per favorire il lavoro”. Bene. E allora corre l’obbligo di chiederle: visto che sei cosi brava e certa delle tue idee fantasiose, perché nel tuo programma prima non realizzi i posti di lavoro? Sulle ulteriori, preoccupanti, scoraggianti rassicurazioni, Meloni ha detto testualmente: “Il salario minimo non credo che risolva molto. La gente ha salari inadeguati perché la tassazione sul lavoro è al 46,65 per cento”, e ha pure detto che “bisogna abbattere il cuneo fiscale per favorire il lavoro”.

E allora: se il salario minimo non risolverebbe molto, non si capisce perché, tra quelli che percepiscono il Reddito di Cittadinanza ci siano tantissimi lavoratori con guadagni da fame (Meloni si informi all’INPS), cioè lavoratori che percepiscono il Reddito di Cittadinanza; la risposta è semplice: è proprio perché il Reddito sostiene la povertà e non la disoccupazione, come vorrebbe propinarci Meloni. Tanto è vero che nessun disoccupato benestante può percepire il Reddito di Cittadinanza.

Dunque, se la gente ha salari inadeguati, è perché secondo lei la tassazione sul lavoro è al 46,65%. Cioè Giorgia Meloni è convinta, o così vuol farci credere perché torna utile alla sua campagna elettorale, che se un datore di lavoro pagasse meno tasse di sua iniziativa aumenterebbe lo stipendio ai propri dipendenti. Cos’è? una nuova favola per sprovveduti? o una promessa alle multinazionali che divorano già le piccole aziende e il lavoro degli artigiani?

Invito colei che parla del Reddito di Cittadinanza come di un metadone per tossici, ad andarsene al cinema a vedere Spaccaossa, perché dimentica, o fa finta di non sapere, che in Italia tanti poveri si sono fatti letteralmente rompere le ossa per simulare incidenti stradali e ottenere soldi dalle Assicurazioni. Per fame.

Perciò anziché basare la sua campagna elettorale sull’abolizione del Reddito di Cittadinanza (un’inezia, se rapportata ai mille veri sprechi miliardari italiani), Meloni cerchi e trovi altre argomentazioni più convincenti. Per esempio, cerchi tra agevolazioni, sussidi, finanziamenti, indennità, elargizioni a fondo perduto, e mille altre ancora, sono tantissime e abbracciano tutti i settori produttivi e, soprattutto, improduttivi.

In Italia, attraverso il debito pubblico, cioè indebitando gli italiani compresi quelli delle generazioni future, si finanziano giornali inutili, associazioni fantasiose, cooperative di comodo, industriali volponi, cliniche private, e via dicendo. Pertanto stranisce parecchio tanto fervore contro il Reddito di Cittadinanza, specie se si riflette sui milioni, milioni di stipendi per mantenere dipendenti pubblici figli del clientelismo, inattivi e improduttivi negli innumerevoli uffici pubblici del Paese.

Per non dire dei lavoratori in nero perché pensionati, perché percettori dell’indennità di disoccupazione, perché cassintegrati, e via dicendo, che sottraggono lavoro ai disoccupati. Ma forse ai loro furbetti datori di lavoro la formula senza rischi vertenza fa comodo. Ah dimenticavo: Meloni cerchi anche nei vari paradisi fiscali.

*Opinionista, critico d’arte

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LETTERE

Sfatare il mito dell’LSD “terapeutica”

Di Jan Eastgate*

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Sostituire il Prozac con LSD è come scambiarsi poltrona sul Titanic | Rec News dir. Zaira Bartucca

La leggenda metropolitana (ormai ampiamente sbufalata) secondo cui la depressione sarebbe causata da uno squilibrio chimico nel cervello, ha determinato un boom di vendite di antidepressivi negli ultimi decenni, e viene rimodulata oggi per venderci l’idea che per la nostra salute mentale sarebbe invece assicurata da droghe psichedeliche. É da poco giunta conferma dal mondo scientifico che gli antidepressivi come Prozac, Zoloft e Paxil non sono più efficaci del placebo, e che non c’è alcuna evidenza scientifica di uno squilibrio chimico nel cervello, e l’industria psicofarmaceutica, spaventata dalla perdita di profitti, già propone di sostituirli con droghe psichedeliche in grado di generare guadagni per oltre 10 milioni di dollari. (1)

Un ulteriore incentivo per un revival delle sostanze psichedeliche viene dalla scadenza dei brevetti per alcuni dei più venduti antidepressivi: questa variazione di strategia assomiglia a un cambio di poltrone sul Titanic.  La teoria dello squilibrio chimico era basata sull’idea che gli antidepressivi potessero rimediare a un basso livello di serotonina nel cervello. Una teoria simile era stata proposta negli anni ’60 e ’70 per promuovere gli allucinogeni come l’LSD, prima che fosse messo al bando nel 1968: le sostanze psichedeliche sono oggi eufemisticamente ribattezzate “allucinogeni serotoninergici”. (2)

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David B. Yaden, professore associato presso il Centro per la Ricerca Psichedelica e Conscia della facoltà di medicina della Johns Hopkins University, nel maggio di quest’anno ha presentato al congresso annuale dell’Associazione Psichiatrica Americana un lavoro sull’evidenza scientifica dell’uso di sostanze psichedeliche in psichiatria, scrive: “le molecole di serotonina di fatto assomigliano molto a quelle di LSD e psilocibina – due allucinogeni serotoninergici.” (3)

Secondo la rivista Slate, le società farmaceutiche giudicano “inefficaci” i farmaci da prescrizione attualmente usati e vedono le sostanze psichedeliche come validi sostituti (4): una di loro nel reclamizzarle fa riferimento al “fallimento dei farmaci tradizionali”, sostenendo che “antidepressivi e ansiolitici a malapena fanno meglio del placebo” e che “è ora di trovare rimedi potenti che funzionino.” Di fronte alla minaccia di perdite finanziarie, l’industria psicofarmaceutica ora ammette che questi farmaci sono inefficaci e non fanno meglio del placebo, contraddicendo così ciò che loro stesse hanno sostenuto da trent’anni a questa parte. Ma se hanno mentito per tre decenni sullo squilibrio biochimico e sull’efficacia, cosa raccontano oggi riguardo le sostanze psichedeliche? 

Secondo quanto riferito da alcuni media, il 65% degli americani con problemi di salute mentale chiede di poter accedere al trattamento con sostanze psichedeliche. Questo “sondaggio” però era stato commissionato per la Delic Corporation, proprietaria dei Ketamine Wellness Centers (KWC – una rete di 13 cliniche ‘per il benessere’ cui se ne aggiungeranno altre 15 entro il 2024). Secondo la loro teoria, le proprietà allucinogene della ketamina sarebbero collegate al suo presunto effetto antidepressivo. La rivista Psychiatric Times ammette che l’uso di ketamina – in aumento nonostante la mancanza di approvazione FDA – “va oltre la comprensione scientifica” ma ciò non impedisce di concludere che “la ketamina potrebbe indurre alterazioni nella coscienza e nella personalità simili a quelle provocate dai serotoninergici psichedelici.” (5)

Un altro produttore di ketamina sostiene che sia possibile “ricalibrare il cervello durante il periodo ottimale della neurogenesi” (lo sviluppo di nuove cellule) e magnificando lo stato mentale ottenibile con un’iniezione di ketamina. La ditta in questione ha protetto con copyright il suo metodo di mescolare psicoterapia e ketamina, che “aiuta i pazienti a interpretare le loro esperienze durante lo stato mentale alterato.”! 

Le spiegazioni del perché queste sostanze psichedeliche “funzionano” sono dei veri slogan pubblicitari e, come quelle relative al presunto squilibrio chimico, sono prive di fondamento scientifico. I commenti del luminare di turno sono conditi di verbi al condizionale e al congiuntivo, e abbondano parole come “sembrerebbe” “suggerisce” “si ritiene”. Nel seguito qualche esempio:  

  • “Si pensa che gli allucinogeni producano il loro effetto di alterare le percezioni agendo su circuiti neurali del cervello che usano serotonina.”” (6)  – U.S. National Institute on Drug Abuse (NIDA) 
  • Gli allucinogeni causano un “temporaneo squilibrio chimico nel cervello che causa allucinazioni e altri effetti come l’euforia.” (7) – Elizabeth Hartney, psicologa, direttore del Centre for Health Leadership and Research al Royal Roads University, Canada. 
  • “Le sostanze psichedeliche inducono il cervello a cambiare transientemente in modalità che sembrano agevolare un reset e permettere l’alterazione delle modalità, precedentemente bloccate, di percepire e sentire le cose.”  (8)  – Dr. Jerrold Rosenbaum, direttore del Center for the Neuroscience of Psychedelics ed ex primario di psichiatria al Massachusetts General Hospital  
  • Le sostanze psichedeliche “cambiano le stesse strutture dei neuroni, il che può influenzare il cablaggio del cervello e, di conseguenza, il modo di percepire, pensare e comportarsi.” (9) – David E. Olson, professore associato, Department of Chemistry; Department of Biochemistry & Molecular Medicine; Center for Neuroscience, University of California, Davis 
  • “Gli scienziati non sono del tutto sicuri del perché le persone rispondano in maniera diversa a queste sostanze psichedeliche, ma nuove ricerche suggeriscono che la variazione genetica di un recettore di serotonina possa essere un fattore.”  (10)  – Healthline 

Conflitti d’interesse: gli strumenti del mestiere 

Nel settembre del 2021 Scientific American pubblicava un articolo molto elogiativo sui benefici delle sostanze psichedeliche. Gli autori, Danielle Schlosser e Thomas R. Insel, rispettivamente vicepresidente e azionista di Compass Pathway – una società che, secondo Bloomberg Businessweek, ha prodotto oltre trentamila dosi di psilocibina (11) scrivono che la loro ricerca ‘suggerisce’ che la psilocibina ‘è potenzialmente in grado’ di curare l’abuso di sostanze, compreso nicotina e alcol, e anche la depressione, aggiungendo che ‘quando è efficace, la sostanza sembra conferire effetti a lungo termine, suggerendo dunque che non si limiti a ridurre i sintomi ma rappresenti una vera cura’. 

Anche se questo “studio” è tutt’altro che conclusivo, il professor Paul Hutson, dell’Università del Wisconsin, ha anticipato che la FDA approverà questi farmaci per almeno qualcuno di questi scopi, probabilmente entro i prossimi 5 anni. (12) Da parte sua, il governo USA ha già attivato una corsia preferenziale per consentire l’approvazione veloce di ecstasy e psilocibina. (13)

L’uso ‘clinico’ aumenta l’abuso stradale 

Come già successe negli anni ’60, l’uso di allucinogeni si sta trasmettendo dal lettino psichiatrico ai marciapiedi. Una ricerca pubblicata dalla rivista Addiction (‘tossicodipendenza’) evidenzia un raddoppio di uso di allucinogeni tra il 2002 e il 2019 e, relativamente alla fascia di età da 18 a 25 anni, un aumento di quattro volte. (14)

I rischi sono ben noti: 

  • Seconodo NIDA (National Institute of Drug Abuse), “Gli effetti degli allucinogeni con LSD possono essere descritti come una psicosi indotta da sostanze: distorsione o disorganizzazione della capacità di riconoscere la realtà, ragionare in maniera razionale o comunicare con altri. Inoltre “L’uso di sostanze allucinogene produce anche tolleranza di altre sostanze appartenenti alla stessa classe, come psilocibina e peyote”. (15)
  • Secondo Katharine Neill Harris, ricercatrice alla Rice University in Texas, “Possono scatenare esperienze negative che cambiano la vita”.(16)
  • Il microdosaggio di LSD o psilocibina è già in uso ed è pericoloso. Si ritiene che l’assunzione di piccole dosi (circa 10% del consueto) distanziate di qualche giorno possa indurre benefici senza scatenare i famigerati ‘viaggi’, ma secondo il New York Times “può essere dannoso, e c’è perfino evidenza di possibili danni al cuore con l’uso prolungato”. Il microdosaggio di LSD sui topi produce un effetto opposto al ‘viaggio’: apparivano segni di psicosi e aggressività.” 

Dopo l’accettazione entusiasta degli antidepressivi, avvenuta nella seconda metà degli anni ’80, e durata fino ai giorni nostri, stiamo ora assistendo a una nuova accettazione entusiasta di queste sostanze (17) trainata da una riesumata teoria dello squilibrio chimico che preannuncia un ‘rinascimento’ nel campo della salute mentale. Ci sono voluti più di trent’anni per riconoscere che la teoria dello squilibrio chimico era pseudoscienza, in grado di fuorviare i consumatori in maniera pericolosa. Dovremmo ora riconoscere i segnali di una identica campagna di marketing sulle sostanze psichedeliche. 

*Presidente CCHR International


(1) Sonari Glinton, “Big Pharma Is Betting on Psychedelics for Mental Health: Will it Pay Off,” Slate, 18 Aug 2022
(2) NCBI
(3) “The Recent Resurgence of Psilocybin: Is It Here to Stay?” Psychiatric Times, 22 Aug. 2022
(4) Op. cit., Sonari Glinton, Slate, 18 Aug 2022l 
(5) Psychiatric Times – “Revisitinh hallucinogenic potential ketamine”
(6) “How Do Hallucinogens (LSD, Psilocybin, Peyote, DMT, and Ayahuasca) Affect the Brain and Body?,” National Institute of Drug Abuse
(7) “How Psychedelic or Hallucinogenic Drugs Work,”Very Well Mind, 25 Nov. 2020
(8) Peter Grinspoon, MD, “Back to the future: Psychedelic drugs in psychiatry,” Harvard Health Publishing, Harvard Medical School, 22 June 2021
(9) “Mind molding psychedelic drugs could treat depression and other mental illness” – The Conversation
(10) “People respond differently to psychedelic drugs and genetics could be one reason” Healt Line
(11) “Shroom-Therapy Startup Edges Toward FDA Approval: The feds have designated Compass Pathways’ experimental psilocybin treatment for depression a ‘breakthrough therapy,’” Bloomberg Businessweek, 6 Jan. 2020
Danielle Schlosser, Thomas R. Insel, “A Renaissance for Psychedelics Could Fill a Long-Standing Treatment Gap for Psychiatric Disorders.” Scientific American, 14 Sept. 2021
(12) Danielle Schlosser, Thomas R. Insel, “A Renaissance for Psychedelics Could Fill a Long-Standing Treatment Gap for Psychiatric Disorders.” Scientific American, 14 Sept. 2021
(13) Op. cit., Sonari Glinton, Slate, 18 Aug 2022 
(14) Hannah Sparks, “Millions more are tripping on psychedelic drugs than ever before: study,” New York Post: 19 Aug 2022
(15) “How Do Hallucinogens (LSD, Psilocybin, Peyote, DMT, and Ayahuasca) Affect the Brain and Body?” National Institute of Drug Abuse
(16) Kat Eschner, “The Promises and Perils of Psychedelic Health Care,” New York Times, 5 Jan. 2022
(17) “Comfortably Numb: How Psychiatry Is Medicating a Nation,” Medscape J Med. 2008

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