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Casal Bruciato. I romani non sono razzisti, c’è razzismo verso gli italiani

Per loro niente assegnazioni privilegiate, anche se vivono in macchina, nei camper o se rovistano nell’immondizia. Sono esuli in terra propria, disprezzati da chi li dovrebbe amministrare e perfino dalla Chiesa

Per Virginia Raggi, cui persino il compagno di partito Luigi Di Maio ha dato in queste ore forfait, assegnare le case popolari ai rom è una “questione di civiltà”. Ma è “civile”, per la sindaca, che migliaia di romani in lista di attesa da anni, famiglie con figli anche piccoli, vengano scavalcati da chi deve essere privilegiato per il solo fatto di far parte di un’etnia diversa, che in tempi di globalismo è l’unica vera assicurazione sulla vita?


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E’ “civile” che ci siano romani che vivono in macchina, nei camper, che rovistano nell’immondizia, che vengono cacciati dalle loro abitazioni o che non possono entrarci perché qualcuno le ha occupate? E’ “civile” il Comune e l’amministratore che permette questo, che guarda con spregio e sufficienza ai propri cittadini e pensa ad agevolare a tutti i costi gli altri, quelli che vengono da fuori e sono spesso irregolari che non rispondono neppure al sistema italiano ma da questo ottengono sistematicamente privilegi?


Qual è il concetto di civiltà, quale quello di priorità? Più che di italiani razzisti, sarebbe forse più giusto parlare di razzismo verso gli italiani. Quel popolo cui si tenta di negare l’esistenza con azioni sistematiche e organizzate: dalla perdita del lavoro a quella del proprio territorio, dall’annullamento del potere decisionale (lo fa sistematicamente la politica ignorando il sentire popolare) a quello delle possibilità di crescita.


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Agli italiani, unici versi esuli in terra propria, rimangono solo le mortificazioni che li attendono negli sportelli degli uffici, nelle corsie di ospedali dove entrano sani per uscire spesso malati, nello sguardo colmo di privazioni che leggono nei figli piccoli che non possono ma vorrebbero accontentare. Per gli italiani non esistono sportelli, associazioni, messaggini solidali. Sono i nuovi greci, quelli che i potentati di oggi condannano per far scontare secoli di grandezza verso cui hanno sempre provato invidia.


I romani che hanno occupato lo stabile di Casal Bruciato, quelli che hanno urlato parole certamente poco felici, quelli che manifestano e quelli che appendono la bandiera al balcone in gesto di muta protesta, non sono razzisti. Razzista è un sindaco che non guarda al benessere dei propri cittadini, o un papa che disprezza la terra dove ha sede il suo potere spirituale, sempre in viaggio dagli altri e a ricevere gli altri, senza mai un gesto di vicinanza, preghiera e comprensione verso i milioni di italiani in condizione di indigenza. A stare male e ad avere bisogno di aiuto, per i razzisti global sono sempre gli altri. Se offendono gli altri, è solo per giustificare loro stessi.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.