“La Chiesa deve accogliere tutti”, ma il parroco di Casale Monferrato non è d’accordo


Il singolare cartello appeso nella Chiesa di San Giorgio e la bella lezione di attivismo a lieto fine che ha fatto cambiare idea a don Busto, impiegato alla Caritas e alla “Grande Famiglia” di giorno, hater anti free-vax di notte



“La Chiesa non si stanca mai di accogliere con cuore materno ogni uomo e ogni donna”. Le parole di Papa Francesco forse avranno senso in Vaticano, ma non a Casale Monferrato, dove il parroco tuttofare Pier Paolo Busto aveva deciso di escludere dalle messe chi non si è potuto o voluto vaccinare. Immunodepressi, persone che non rientrano per fascia di età nella campagna di vaccinazione di massa come i bambini (che magari nella Chiesa di San Paolo Apostolo – quella interessata da un annuncio singolare – potevano contrarre Battesimo), allergici, soggetti a rischio trombosi o con problemi cardiaci: secondo Pier Paolo Busto non hanno diritto di partecipare a una funzione religiosa e dunque alla vita sociale, come se il dio vaccino (a quanto pare venerato da alcuni religiosi più di Gesù) avesse cancellato con un colpo di spugna l’articolo 19 della Costituzione sulla Libertà di Culto e quello 32 sulla libertà di scelta.


Non vaccinati considerati contagiosi a priori

“Chi non è vaccinato costituisce grave pericolo e non è gradito in questa Chiesa”, ha sentenziato don Busto in un cartello scritto alla buona appiccicato con il nastro adesivo sul portone della “sua” Chiesa. Un paradosso vivente, se si pensa che il parroco lavora alla Caritas ed è il direttore di una rivista che si chiama “La Grande Famiglia”. Una parentela estesa che in tempi di covid si deve assottigliare, fino ad escludere chi non si vuole immolare (con spirito cristiano, s’intende) al siero sperimentale. Che poi, in fondo, il don ha ragione: in tempi di modernismo ecclesiastico l’accoglienza si fa a suon di distinguo: ne viene proclamata la fondatezza per migranti ed omosessuali, ma lo stesso inspiegabilmente non vale per le persone che per un motivo o per l’altro non si sono prestate alla sperimentazione di massa, che vengono considerate come contagiose a prescindere. E’ la “Chiesa 2.0” di Papa Francesco, da oggi anche la chiesa dei virologi e dei provax. Gli altri si chiudano in casa, come vogliono quelli democratici.


Non è vero che le cose non possono cambiare

C’è chi dice che segnalare i disservizi e le ingiustizie e scrivere articoli in un momento come questo non serve a niente. E’ vero il contrario se – fa sapere la Nuova Bussola Quotidiana – il tam tam della rete e l’ovvio sdegno dei fedeli messi alla porta dallo zelante don Busto ha fatto in modo che il cartello incriminato venisse rimosso. Una bella lezione di attivismo con lieto fine: ora tutti potranno partecipare liberamente – come è ovvio – alle funzioni religiose, anche nella Chiesa di San Paolo Apostolo di Casale Monferrato. Anche perché chi voleva sbarrare l‘accesso alle Chiese per decretino con la scusa del covid, è già andato.


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Zaira Bartucca
Zaira Bartucca
Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell’attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l’abilitazione per iscriversi all’Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell’Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l’incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull’affare Coronavirus e su “Milano come Bibbiano”. Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de “I padroni di Riace – Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato”. Telegram: t.me/zairabartucca


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????
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1 mese fa

La libertà di uccidere (di Covid-19 gli immuno-depressi muoiono!),non è una libertà cristiana,…..ma questo i ‘finti cristiani’ non lo capiranno mai…..

Rec News
Admin
1 mese fa
Reply to  ????

Gentile “6107f2fb211e0”,
gli immunodepressi sono maggiormente esposti anche agli effetti avversi dei vaccini sperimentali, come dimostrano numerosi studi.
Cristiani o non cristiani, forse si fa fatica a capire che non c’è morte migliore o peggiore.
Morire di covid non è peggio che morire di una miocardite o di una trombosi indotta da un siero in sperimentazione.
Se ci si ammala di covid, ci si può curare, invece le reazioni avverse ai farmaci genetici in sperimentazione sono spesso letali.
Se ne trae la conclusione che la “libertà di uccidere” a cui fa riferimento non dovrebbe essere neppure a pannaggio dei governi che stanno trattando i cittadini come cavie da laboratorio.

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