“Accedono solo gli Host Broadcaster”, così il governo istituisce la stampa di regime


Il 28 giugno si terrà la Ministeriale della Coalizione Anti-Daesh, che vedrà anche la partecipazione del Segretario di Stato americano Blinken. Un evento atteso da molti giornalisti, che però dovranno farsi bastare la versione ufficiale di RAI e ANSA e la conferenza lampo



Il 28 giugno presso la Nuova Fiera di Roma si terrà la Ministeriale della Coalizione Anti-Daesh, che vedrà la partecipazione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del Segretario di Stato americano Antony L. Blinken e delle delegazioni di 83 Paesi. Un evento atteso da molti giornalisti, che però dovranno farsi da parte e farsi bastare la versione ufficiale che sarà diramata dall’ANSA e dalla RAI. I cronisti dovranno infatti fare fideisticamente riferimento ai partner privilegiati del governo, che oltre alle riprese e alle fotografie distribuiranno e gestiranno monopolisticamente la fruizione degli interventi. I lavori inizieranno alle 10.00 con l’arrivo delle delegazioni, e andranno avanti oltre le 15 con la conferenza stampa – ad accesso limitato – sulla Siria. Oltre 5 ore di confronti ad accesso sbarrato per i cronisti che non sono stipendiati dall’esecutivo, fatta eccezione per una conferenza stampa lampo di appena mezz’ora che, visti i tempi, sarà caratterizzata da poche domande debitamente preparate. Per accedervi, inoltre, servirà il solito tampone obbligatorio: dopo lo schiaffo in faccia ai giornalisti e alle testate accreditate trattate come se fossero di serie B, quello all’articolo 32 della Costituzione.


Rec News dir. Zaira Bartucca

Cosa dovrebbero essere gli Host Broadcaster e qual è il pericolo legato alla loro applicazione in ambito istituzionale

Il sistema degli Host Broadcaster non è certo nuovo, ma fino a questo momento veniva applicato in prevalenza per gli eventi sportivi e per le grandi manifestazione di carattere non politico. In pratica una emittente “padrona di casa”, si occupa dell’acquisizione delle immagini e delle riprese, e poi le gira agli altri organi televisivi e di stampa. Un sistema che crea uniformità e se vogliamo appiattimento, che però si rivela utile per seguire da remoto un avvenimento. E’ così, per esempio, un canale televisivo può dare conto delle partite degli Europei trasmessi in esclusiva da altri, o un’emittente dal budget ridotto può avere il suo occhio sulle Olimpiadi senza inviare degli operatori. Ma che succede se questo sistema prende piede anche per gli eventi istituzionali e politici? Che si dà un colpo secco e definitivo al pluralismo dell’informazione, e perfino alla libertà dei giornalisti di fare il loro lavoro. Ad uscirne frantumato, ovviamente, sarà il diritto del lettore e del telespettatore ad essere informato e a farsi un’idea personale e soggettiva, visto che ad essere disponibile sarà solo la versione ufficiale. Il passato coinvolgimento – in epoca pre-covid – di tutta la stampa accreditata, ha fatto in modo che Rec News potesse per esempio documentare l’incontro tra il ministro Luigi Di Maio e il suo omologo russo Sergej Lavrov a Villa Madama, a Roma. Anche in quel caso si parlava di Siria, e il nostro sito ha potuto raccontare ai propri lettori tutto lo svolgimento dei lavori. Questa volta non potrà farlo, e sarà perché le testate che non dipendono dal governo sono state escluse dalla parte rilevante della Ministeriale.

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