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“Il 2020 non è stato un anno semplice per il nostro sistema educativo, ma siamo riusciti ad affrontare le nostre sfide principali. Per quanto riguarda l’apprendimento a distanza o l’istruzione domiciliare, è stata una misura forzata che abbiamo dovuto prendere l’anno scorso per proteggere la salute dei nostri insegnanti e studenti in mezzo alla pandemia. Questo è il motivo per cui le nostre scuole hanno introdotto l’apprendimento remoto. Ma non sostituirà mai l’apprendimento tradizionale. Le nostre scuole hanno riaperto il primo settembre e tornano all’apprendimento a distanza in modo mirato solo quando questo è assolutamente necessario”.

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“Per quanto riguarda i nostri obiettivi per il 2024, il nostro primo obiettivo è costruire nuovi istituti scolastici. L’anno scorso abbiamo costruito 828 asili per 122.000 bambini e quest’anno ne costruiremo altri 767. L’anno scorso abbiamo costruito 277 scuole per 169.000 studenti. Quest’anno lanceremo un progetto di quattro anni per costruire 1.910 scuole per 1,2 milioni di studenti. È importante che abbiamo coordinato l’assegnazione di ulteriori 300 miliardi di rubli con VEB e Sberbank, il che significa che saremo in grado di costruire altre 500 scuole”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Istruzione russo Sergei Kravtsov nel corso di un colloquio con il presidente Vladimir Putin che si è tenuto ieri.

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Amnesty: “Forze ucraine hanno collocato basi militari all’interno di scuole e ospedali. Violazione del diritto internazionale”

L’organizzazione: “Chiediamo al governo ucraino di assicurare immediatamente l’allontanamento delle sue forze dai centri abitati o di evacuare le popolazioni civili dalle zone in cui le sue forze armate stanno operando. Gli eserciti non devono mai usare gli ospedali per attività belliche e dovrebbero usare le scuole o le abitazioni dei civili solo quando nessun’altra alternativa è percorribile”

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Amnesty: "Forze ucraine hanno collocato basi militari all'interno di scuole e ospedali. Violazione del diritto internazionale" | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’organizzazione Amnesty International a sorpresa ha pubblicato un report sul conflitto russo-ucraino in cui vengono menzionate violazioni del diritto umanitario da parte delle forze ucraine. E’ forse il segno più diretto del fatto che l’attenzione si andrà via via spostando sempre di più su Taiwan, il prossimo teatro di guerra. Di seguito il testo integrale.

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Nel tentativo di respingere l’invasione russa iniziata a febbraio, le forze ucraine hanno messo in pericolo la popolazione civile collocando basi e usando armamenti all’interno di centri abitati, anche in scuole e ospedali. Queste tattiche violano il diritto internazionale umanitario perché trasformano obiettivi civili in obiettivi militari. Gli attacchi russi che sono seguiti hanno ucciso civili e distrutto infrastrutture civili.

“Abbiamo documentato un modello in cui le forze ucraine mettono a rischio i civili e violano le leggi di guerra quando operano in aree popolate”, ha affermato Agnès Callamard, Segretario generale di Amnesty International.

“Essere in una posizione difensiva non esenta l’esercito ucraino dal rispetto del diritto umanitario internazionale”.

In altre località in cui Amnesty International ha concluso che la Russia ha commesso crimini di guerra, incluse aree della città di Kharkiv, l’organizzazione non ha trovato prove di forze ucraine dislocate nelle aree civili prese di mira illegalmente dall’esercito russo.

Tra aprile e luglio, i ricercatori di Amnesty International hanno trascorso diverse settimane a indagare sugli attacchi russi nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv. L’organizzazione ha visitato luoghi colpiti dagli attacchi, ha intervistato sopravvissuti, testimoni e familiari di vittime, ha analizzato le armi usate e ha svolto ulteriori ricerche da remoto.

Durante queste ricerche, i ricercatori di Amnesty International hanno riscontrato prove che le forze ucraine hanno lanciato attacchi da centri abitati, a volte dall’interno di edifici civili, in 19 città e villaggi. Per convalidare ulteriormente queste prove, il Crisis Evidence Lab dell’organizzazione per i diritti umani si è servito di immagini satellitari.

La maggior parte dei centri abitati dove si trovavano i soldati ucraini era a chilometri di distanza dalle linee del fronte e, dunque, ci sarebbero state alternative che avrebbero potuto evitare di mettere in pericolo la popolazione civile. Amnesty International non è a conoscenza di casi in cui l’esercito ucraino che si era installato in edifici civili all’interno dei centri abitati abbia chiesto ai residenti di evacuare i palazzi circostanti o abbia fornito assistenza nel farlo. In questo modo, è venuto meno al dovere di prendere tutte le possibili precauzioni per proteggere le popolazioni civili.

Attacchi lanciati dai centri abitati

Sopravvissuti e testimoni degli attacchi russi nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv hanno riferito ai ricercatori di Amnesty International che l’esercito ucraino era operativo nei pressi delle loro abitazioni e che in questo modo ha esposto la popolazione civile alle rappresaglie delle forze russe.

“I soldati stavano in una casa accanto alla nostra e mio figlio andava spesso da loro a portare del cibo. L’ho supplicato diverse volte di stare lontano, avevo paura per lui. Il pomeriggio dell’attacco io ero in casa e lui in cortile. È morto subito, il suo corpo è stato fatto a pezzi. Il nostro appartamento è stato parzialmente distrutto”ha dichiarato la madre di un uomo di 50 anni ucciso da un attacco russo il 10 giugno in un villaggio a sud di Mykolaiv. Nell’appartamento dove, secondo la donna, avevano stazionato i soldati ucraini Amnesty International ha rinvenuto equipaggiamento e divise militari.

Questa è la testimonianza di Mykola, che vive in un palazzo di Lysychansk, nel Donbass, più volte centrato dagli attacchi russi:

“Io non capisco il motivo per cui i nostri soldati sparano dalle città e non dai campi”.

E questa è quella di un uomo residente nella stessa zona:

C’è attività militare qui nel quartiere. Quando c’è fuoco in uscita, subito dopo c’è fuoco in entrata”.

A Lysychansk i ricercatori di Amnesty International hanno visto soldati in un palazzo a 20 metri di distanza dall’entrata di un rifugio sotterraneo usato dagli abitanti e dove un anziano è stato ucciso.

In una città del Donbass, il 6 maggio, le forze russe hanno colpito con le bombe a grappolo (vietate dal diritto internazionale e inerentemente indiscriminate) un quartiere di case per lo più a un piano o a due piani dove era in funzione l’artiglieria ucraina. I frammenti delle bombe a grappolo hanno danneggiato l’abitazione dove Anna, 70 anni, vive con la madre novantacinquenne.

“Le schegge sono passate attraverso la porta. Io ero dentro casa. L’artiglieria ucraina si trovava nei pressi del mio giardino. I soldati erano dietro al giardino e dietro la casa. Da quando la guerra è iniziata li ho visti andare e tornare. Mia madre è paralizzata, per noi è impossibile fuggire”.

All’inizio di luglio, nella regione di Mykolaiv, un contadino è rimasto ferito nell’attacco delle forze russe contro un deposito di grano. Ore dopo l’attacco, i ricercatori di Amnesty International hanno notato la presenza di soldati ucraini e di veicoli militari nella zona del deposito. Testimoni oculari hanno confermato che quella struttura, situata lungo la strada che porta a una fattoria dove persone vivono e lavorano, era stata usata dalle forze ucraine.

Mentre i ricercatori di Amnesty International stavano esaminando i danni arrecati a palazzi e ad altre strutture civili nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv, hanno udito spari provenienti dalle postazioni ucraine situate nelle vicinanze.

A Bakhmut, molte testimonianze hanno parlato di un edificio usato dai soldati ucraini e situato a neanche 20 metri di distanza da un palazzo a più piani. Il 18 maggio un missile russo ha colpito il palazzo distruggendo parzialmente cinque appartamenti e danneggiando edifici vicini.

Tre abitanti hanno riferito che prima dell’attacco delle forze russe, quelle ucraine avevano utilizzato un edificio dall’altra parte della strada e che due camion dell’esercito ucraino erano parcheggiati di fronte a un’abitazione rimasta danneggiata dal missile.

I ricercatori di Amnesty International hanno rinvenuto tracce, all’interno e all’esterno dell’edificio, della presenza dei soldati ucraini, tra cui sacchi di sabbia, pezzi di plastica nera per coprire le finestre e nuovi kit di pronto soccorso di manifattura statunitense.

“Non ci è permesso dire nulla su cosa fa l’esercito, ma siamo noi a pagare le conseguenze”, ha detto ad Amnesty International un sopravvissuto all’attacco.

Basi militari all’interno degli ospedali

In cinque diverse località, i ricercatori di Amnesty International hanno visto le forze ucraine usare gli ospedali come basi militari. In due città decine di soldati stavano riposando, passeggiando o mangiando all’interno di strutture ospedaliere. In un’altra città i soldati stavano sparando nei pressi di un ospedale.

Il 28 aprile un attacco aereo russo ha ucciso due impiegati di un laboratorio medico alla periferia di Kharkiv dopo che le forze ucraine avevano installato una base nelle immediate adiacenze.

Usare gli ospedali a scopi militari è un’evidente violazione del diritto internazionale umanitario.

Basi militari all’interno delle scuole

L’esercito ucraino colloca abitualmente le sue basi all’interno delle scuole dei villaggi e delle città del Donbass e della regione di Mykolaiv. Le scuole sono temporaneamente chiuse ma molte sono situate vicino a insediamenti urbani.

In 22 delle 29 scuole visitate, i ricercatori di Amnesty International hanno trovato soldati o rinvenuto prove delle loro attività, in corso al momento della visita o precedenti: tenute da combattimento, contenitori di munizioni, razioni di cibo e veicoli militari.

Le forze russe hanno colpito molte delle scuole usate dall’esercito ucraino. In almeno tre città, dopo i bombardamenti russi, i soldati ucraini si sono trasferiti in altre scuole, mettendo ulteriormente in pericolo i civili.

In una città a est di Odessa, Amnesty International ha notato in molte occasioni i soldati ucraini usare aree civili per alloggiare e fare addestramento, tra cui due scuole situate in zone densamente popolate. Tra aprile e giugno gli attacchi russi contro le scuole della zona hanno causato diversi morti e feriti. Il 28 giugno un bambino e un’anziana sono stati uccisi nella loro abitazione, colpita da un razzo.

A Bakhmut, il 21 maggio, un attacco delle forze russe ha colpito un edificio universitario usato come base militare dalle forze ucraine uccidendo sette soldati. L’università è adiacente a un palazzo a più piani, danneggiato nell’attacco insieme ad altre abitazioni civili a non più di 50 metri di distanza. I ricercatori di Amnesty International hanno visto la carcassa di un veicolo militare nel cortile dell’università bombardata.

Il diritto internazionale umanitario non vieta espressamente alle parti in conflitto di installarsi in scuole dove non sono in corso lezioni. Tuttavia, le forze armate devono evitare di usare scuole situate nei pressi di insediamenti civili, salvo quando non vi sia un’urgente necessità di tipo militare. Anche in questo caso, devono avvisare i civili e se necessario assisterli nell’evacuazione, cosa che nei casi esaminati da Amnesty International non pare si sia verificata.

I conflitti armati pregiudicano gravemente il diritto all’istruzione. Inoltre, l’uso a scopo militare delle scuole può dar luogo a distruzioni che, a guerra finita, possono continuare a negare quel diritto. L’Ucraina è uno dei 114 stati che hanno sottoscritto la Dichiarazione sulle scuole sicure, un accordo che intende proteggere l’istruzione durante i conflitti armati e che prevede l’utilizzo di scuole abbandonate o evacuate solo quando non vi siano alternative praticabili.

Attacchi indiscriminati delle forze russe

Molti degli attacchi delle forze russe documentati da Amnesty International nei mesi scorsi sono stati portati a termine mediante l’uso di armi inerentemente indiscriminate, come le bombe a grappolo che sono messe al bando a livello internazionale, o di armi esplosive che producono effetti su larga scala. Altri attacchi sono stati condotti con armi guidate con vari livelli di precisione che, in alcuni casi, hanno effettivamente colpito il bersaglio designato.

La tattica delle forze ucraine di collocare obiettivi militari all’interno dei centri abitati non giustifica in alcun modo attacchi indiscriminati da parte russa. Tutte le parti in conflitto devono sempre distinguere tra obiettivi militari e obiettivi civili e prendere tutte le precauzioni possibili, anche nella scelta delle armi da usare, per ridurre al minimo i danni ai civili. Gli attacchi indiscriminati che uccidono o feriscono civili o danneggiano obiettivi civili sono crimini di guerra.

“Chiediamo al governo ucraino di assicurare immediatamente l’allontanamento delle sue forze dai centri abitati o di evacuare le popolazioni civili dalle zone in cui le sue forze armate stanno operando. Gli eserciti non devono mai usare gli ospedali per attività belliche e dovrebbero usare le scuole o le abitazioni dei civili solo come ultima risorsa, quando nessun’altra alternativa sia percorribile”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

Ulteriori informazioni

Il diritto internazionale umanitario chiede a tutte le parti in conflitto di fare il massimo possibile per non collocare obiettivi militari all’interno o nei pressi di centri abitati. Altri obblighi circa la protezione delle popolazioni civili prevedono la loro evacuazione da luoghi prossimi a obiettivi militari e un preavviso efficace su ogni attacco che possa avere conseguenze per le popolazioni civili.

Il 29 luglio Amnesty International ha trasmesso al ministero della Difesa di Kiev le conclusioni delle sue ricerche. Al momento, non è ancora pervenuta una risposta.

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ECONOMIA

Le cause dell’inflazione e della “crisi” energetica e alimentare secondo Putin: “Da Ue e USA tante bugie”

Lungo intervento del presidente della Federazione russa al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Nessuno sconto ai partner occidentali: “Puniscono chiunque non vuole obbedire e non si adatta al mainstream. Sono colonialisti, basta ricordare quello che è successo in Iraq. A loro non importa nulla del benessere delle persone e delle imprese”. Sulle sanzioni: “Costeranno all’Europa 400 miliardi l’anno”, poi l’affondo: “Crisi e carenze dovute a errori di sistema e a politiche economiche errate”

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Le cause dell'inflazione e della "crisi" energetica e alimentare secondo Putin: "Da Ue e USA tante bugie" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si può quasi dire che il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo che si è tenuto ieri rappresenti uno spartiacque per l’economia e per gli assetti geo-politici per come li abbiamo sempre conosciuti, e il motivo si capirà leggendo. Da notare che l’evento è stato anticipato negli scorsi giorni dalle dichiarazioni secche del ministro degli Esteri Sergej Lavrov, che ha fatto sapere che “i contatti con l’Europa non sono più una priorità della Russia”. Un po’ il sunto stringato di quanto ha detto il presidente della Federazione russa intervenendo al summit, che ha visto anche la partecipazione del presidente della Cina – con cui la Russia ha recentemente avviato un partenariato di ferro – del presidente della Repubblica del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev e del presidente della Repubblica Araba d’Egitto Abdel Fattah el-Sisi.

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Un Putin, dunque, tutt’altro isolato, che stavolta è un fiume in piena: “Perché sto rilasciando tutti questi dettagli?”, domanda retoricamente alla platea di giornalisti nel corso del lungo intervento. La risposta, implicita, è contenuta in un’analisi che si può riassumere così: non è l’operazione speciale militare o la guerra, comunque la si chiami, la causa del disastro economico che sta travolgendo i Paesi europei e statunitensi. La crisi alimentare ed energetica, l’inflazione e l’aumento esorbitante dei prezzi a detta di Putin hanno radici più lontane. C’è un motivo per tutto a voler dare per buono il filo logico dipanato dal capo di Stato, che ha raccontato la sua versione dei fatti che tra ieri e oggi è stata – come sempre – distorta dai media commerciali. Vediamo cosa ha detto davvero.

“Sono loro i colonizzatori”

“I nostri colleghi – ha detto Putin – non si limitano a negare la realtà. Più di questo; stanno cercando di invertire il corso della storia. Sembrano pensare nei termini del secolo scorso. Sono ancora influenzati dalle loro idee sbagliate sui Paesi al di fuori del cosiddetto “miliardo d’oro”: considerano tutto un ristagno, o il loro cortile. Li trattano ancora come colonie, e le persone che vivono lì sono considerate persone di seconda classe, perché loro si considerano eccezionali. Se sono eccezionali, significa che tutti gli altri sono di seconda categoria”.

“In occidente punito chiunque non vuole obbedire e non si adatta al mainstream”

Putin ha inoltre spedito ai mittenti le accuse di essere un dittatore, citando casi concreti di colonizzazione e di usurpazione dei diritti da parte degli americani e degli Stati occidentali. “Hanno l’irrefrenabile impulso a punire, a schiacciare economicamente chiunque non si adatti al mainstream e chi non vuole obbedire ciecamente. Impongono rozzamente e spudoratamente la loro etica, le loro opinioni sulla cultura e le loro idee sulla storia, a volte – ha detto – mettendo in discussione la sovranità e l’integrità degli stati e minacciando la loro stessa esistenza. Basti ricordare quello che è successo in Jugoslavia, Siria, Libia e Iraq”.

“Pazzia” e “russofobia”

“Se qualche Stato ribelle non può essere soppresso, cercano di isolarlo o “annullarlo”, per usare il loro termine moderno. Vale tutto, anche lo sport, le Olimpiadi, i divieti di cultura e capolavori d’arte solo perché i loro creatori provengono dal Paese “sbagliato”. Questa è la natura dell’attuale round di russofobia in Occidente e delle folli sanzioni contro la Russia. Sono pazzi e, direi, sconsiderati. Sono senza precedenti nel numero e nel ritmo con cui l’Occidente li sforna. L’idea era chiara come il giorno: si aspettavano di schiacciare improvvisamente e violentemente l’economia russa, di colpire l’industria, la finanza e gli standard di vita della gente distruggendo le catene commerciali, richiamando forzatamente le aziende occidentali dal mercato russo e congelando le attività russe”.

Un momento del Forum di San Pietroburgo, dove è intervenuto il presidente della Federazion russa Vladimir Putin | Rec News dir. Zaira Bartucca
Un momento del Forum di San Pietroburgo – foto TASS
“La febbre delle sanzioni costerà all’Europa 400 miliardi l’anno”

“I politici europei – ha proseguito Putin – hanno già inflitto un duro colpo alle loro economie da soli. Vediamo aggravarsi i problemi sociali ed economici in Europa, e anche negli Stati Uniti. I prezzi dei prodotti alimentari, dell’elettricità e del carburante sono in aumento, la qualità della vita in Europa è in calo e le aziende perdono il loro vantaggio sul mercato. Secondo gli esperti, le perdite dirette e calcolabili dell’UE dalla febbre delle sanzioni potrebbero superare i 400 miliardi quest’anno. Questo è il prezzo delle decisioni che sono lontane dalla realtà e contraddicono il buon senso”.

L’inflazione

“Queste spese – ha continuato il presidente della Federazione russa – ricadono direttamente sulle spalle dei cittadini e delle imprese dell’UE. Il tasso di inflazione in alcuni Paesi dell’Eurozona ha superato il 20 per cento. Ho menzionato l’inflazione in Russia, ma i Paesi dell’eurozona non stanno conducendo operazioni militari speciali, eppure il tasso di inflazione in alcuni di essi ha raggiunto il 20 per cento. Anche l’inflazione negli Stati Uniti è inaccettabile, la più alta degli ultimi 40 anni”.

“Naturalmente, l’inflazione in Russia è anche a due cifre finora. Tuttavia, abbiamo adeguato le prestazioni sociali e le pensioni all’inflazione e aumentato i salari minimi e di sussistenza, proteggendo così i gruppi più vulnerabili della popolazione. Allo stesso tempo, alti tassi di interesse hanno aiutato le persone a mantenere i loro risparmi nel sistema bancario russo. Gli uomini d’affari sanno, ovviamente, che un alto tasso chiave rallenta chiaramente lo sviluppo economico. Ma è un vantaggio per le persone nella maggior parte dei casi. Hanno reinvestito una notevole quantità di denaro nelle banche a causa di tassi di interesse più elevati”.

La crisi economica europea in prospettiva: “Colpite le fasce a basso reddito, effetti negativi duraturi”

“Questa è la nostra principale differenza rispetto ai paesi dell’UE, dove l’aumento dell’inflazione sta riducendo direttamente i redditi reali delle persone e consumando i loro risparmi, e le manifestazioni attuali della crisi stanno colpendo soprattutto le fasce a basso reddito. Il crescente esborso delle imprese europee e la perdita del mercato russo – ha detto ancora Putin – avranno effetti negativi duraturi. Il risultato ovvio di ciò sarà la perdita di competitività globale e un calo a livello di sistema del ritmo di crescita delle economie europee per gli anni a venire”.

“Nel loro insieme, ciò aggraverà i problemi profondi delle società europee. Sì, abbiamo anche molti problemi, ma ora devo parlare dell’Europa perché ci puntano il dito contro, anche se hanno abbastanza dei loro problemi. Ne ho parlato a Davos. Un risultato diretto delle azioni e degli eventi dei politici europei di quest’anno sarà l’ulteriore crescita della disuguaglianza in questi paesi, che a sua volta dividerà ancora di più le loro società, e il punto in questione non è solo il benessere, ma anche l’orientamento al valore dei vari gruppi in queste società”.

“In Europa non si guarda agli interessi reali delle persone e delle imprese. Partiti identici tra loro vanno e vengono”

“In effetti, queste differenze vengono soppresse e spazzate sotto il tappeto. Francamente, le procedure democratiche e le elezioni in Europa e le forze che arrivano al potere sembrano un fronte, perché partiti politici quasi identici vanno e vengono, mentre in fondo le cose rimangono le stesse. Gli interessi reali delle persone e delle imprese nazionali vengono spinti sempre più verso la periferia”.

“Cambio delle èlite a breve termine”

“Una tale disconnessione dalla realtà e dalle esigenze della società porterà inevitabilmente a un aumento del populismo e dei movimenti estremisti e radicali, a grandi cambiamenti socioeconomici, al degrado e al cambiamento delle élite a breve termine. Nuove entità stanno venendo in superficie, ma hanno poche possibilità di sopravvivenza se non sono molto diverse da quelle esistenti”.

“I tentativi di mantenere le apparenze e il parlare di costi presumibilmente accettabili in nome della pseudo-unità non possono nascondere la cosa principale: l’Unione europea ha perso la sua sovranità politica, e le sue élite burocratiche ballano alla melodia di qualcun altro, facendo tutto ciò che viene detto dall’alto e danneggiando il proprio popolo, le proprie economie e le proprie imprese”.

“Non è il conflitto con l’Ucraina la causa di tutto: processi vecchi intensificati con il covid”

“Ci sono altre questioni di fondamentale importanza qui. Il peggioramento della situazione economica globale non è uno sviluppo recente. Ora esaminerò le cose che ritengo estremamente importanti. Ciò che sta accadendo ora non deriva da ciò che è accaduto negli ultimi mesi, ovviamente no. Inoltre, non è il risultato della speciale operazione militare condotta dalla Russia nel Donbass. Dire così è una distorsione non celata e deliberata dei fatti”.

Ancora: “L’aumento dell’inflazione nei mercati dei prodotti e delle materie prime era diventato un fatto di vita molto prima degli eventi di quest’anno. Il mondo è stato spinto in questa situazione, a poco a poco, da molti anni di politiche macroeconomiche irresponsabili perseguite dai paesi del G7, tra cui l’emissione incontrollata e l’accumulo di debito non garantito. Questi processi si sono intensificati con l’inizio della pandemia di coronavirus nel 2020, quando l’offerta e la domanda di beni e servizi sono drasticamente diminuite su scala globale. Questo pone la domanda: che cosa ha a che fare la nostra operazione militare nel Donbass con questo? Niente di niente”.

“Stampano denaro per compensare il deficit”

“Poiché non potevano o non volevano escogitare altre ricette – è il pensiero di Putin – i governi delle principali economie occidentali hanno semplicemente accelerato le loro macchine per la stampa di denaro. Un modo così semplice per compensare deficit di bilancio senza precedenti. Ho già citato questa cifra: negli ultimi due anni, l’offerta di moneta negli Stati Uniti è cresciuta di oltre il 38 per cento. In precedenza, un aumento simile ha preso decenni, ma ora è cresciuto del 38 per cento o 5.9 trilioni di dollari in due anni. In confronto, solo pochi paesi hanno un prodotto interno lordo più grande. Anche l’offerta di moneta dell’UE è notevolmente aumentata in questo periodo. È cresciuto di circa il 20 per cento, o 2,5 trilioni di euro”.

“La carenza di cibo e carburante e gli aumenti? Errori di sistema e politiche economiche errate da parte degli USA e della burocrazia europea”

“Ultimamente ho sentito sempre più parlare della cosiddetta – mi scusi, non vorrei proprio dirlo qui, anche menzionare il mio nome a questo proposito, ma non posso farne a meno: tutti sentiamo parlare della cosiddetta “inflazione Putin” in Occidente. Quando vedo questo, mi chiedo chi si aspettano che creda a queste sciocchezze: persone che non sanno leggere o scrivere, forse. Chiunque sia abbastanza alfabetizzato da leggere capirebbe cosa sta realmente accadendo. Le nostre azioni per liberare il Donbass non hanno assolutamente nulla a che fare con questo. L’aumento dei prezzi, l’accelerazione dell’inflazione, la carenza di cibo e carburante, la benzina e i problemi nel settore energetico sono il risultato di errori a livello di sistema che l’attuale amministrazione statunitense e la burocrazia europea hanno commesso nelle loro politiche economiche. Ecco dove sono le ragioni, e solo lì”.

“La Russia è il capro espiatorio per coprire le loro azioni”

“Citerò anche la nostra operazione: sì, avrebbe potuto contribuire alla tendenza, ma la causa principale è proprio questa: le loro politiche economiche errate. In effetti, l’operazione che abbiamo lanciato nel Donbass è un’ancora di salvezza che stanno afferrando per poter incolpare i propri errori di calcolo sugli altri, in questo caso, sulla Russia. Ma chiunque abbia almeno completato la scuola primaria capirebbe le vere ragioni della situazione odierna”.

“I loro capitali servono a pagare beni e servizi al di fuori dei Paesi occidentali, dove scorre il denaro appena stampato. Spazzano via le merci dai Paesi terzi”

“Quindi, hanno stampato più soldi, e poi cosa? Dove sono finiti tutti quei soldi? Sono stati ovviamente utilizzati per pagare beni e servizi al di fuori dei Paesi occidentali – questo è dove il denaro appena stampato scorreva. Hanno letteralmente iniziato a ripulire, a spazzare via i mercati globali. Naturalmente, nessuno pensava agli interessi degli altri Stati, compresi quelli più poveri. Sono stati lasciati con scarti, come si suol dire, e anche a prezzi esorbitanti”.

“Mentre alla fine del 2019 le importazioni di beni negli Stati Uniti ammontavano a circa 250 miliardi di dollari al mese, ormai sono cresciute fino a 350 miliardi. È interessante notare che la crescita è stata del 40 per cento, esattamente in proporzione alla massa monetaria non garantita stampata negli ultimi anni. Hanno stampato e distribuito denaro e lo hanno usato per spazzare via le merci dai mercati dei paesi terzi”.

La guerra alimentare degli Stati Uniti

“Questo è ciò che vorrei aggiungere. Per molto tempo, gli Stati Uniti sono stati un grande fornitore di cibo nel mercato mondiale. Erano orgogliosi, e a ragione, dei loro successi e delle tradizioni agricole. A proposito, questo è un esempio anche per molti di noi. Ma oggi, il ruolo dell’America è cambiato drasticamente. Si è trasformato da esportatore netto di prodotti alimentari in importatore netto. In parole povere, sta stampando denaro e tirando i flussi delle materie prime, acquistando prodotti alimentari in tutto il mondo”.

“L’Unione europea sta aumentando le importazioni ancora più rapidamente. Ovviamente, un così forte aumento della domanda che non è coperto dall’offerta di beni ha innescato un’ondata di carenze e inflazione globale. Questo è dove questa inflazione globale ha origine. Negli ultimi due anni, praticamente tutto, materie prime, beni di consumo e in particolare prodotti alimentari, sono diventati più costosi in tutto il mondo”.

“Sì, certo, questi Paesi, compresi gli Stati Uniti continuano a importare merci, ma l’equilibrio tra esportazioni e importazioni è stato invertito. Credo che le importazioni superino le esportazioni di circa 17 miliardi. Questo è l’intero problema. Secondo l’ONU, a febbraio 2022 l’indice dei prezzi alimentari era superiore del 50% rispetto a maggio 2020, mentre l’indice delle materie prime composite è raddoppiato in questo periodo”.

“Sotto la nuvola di inflazione, molti paesi in via di sviluppo si stanno ponendo una buona domanda: perché scambiare beni con dollari ed euro che stanno perdendo valore proprio davanti ai nostri occhi? La conclusione suggerisce se stessa: l’economia delle entità mitiche viene inevitabilmente sostituita dall’economia dei valori e dei beni reali”.

“Secondo il FMI, le riserve valutarie globali sono a $7.1 trilioni e 2.5 trilioni di euro ora. Queste riserve sono svalutate ad un tasso annuo di circa l ‘ 8 per cento. Inoltre, possono essere confiscati o rubati in qualsiasi momento se agli Stati Uniti non piace qualcosa nella politica degli stati coinvolti. Penso che questo sia diventato una minaccia molto reale per molti paesi che mantengono le loro riserve di oro e valuta estera in queste valute”.

“Secondo le stime degli analisti, e questa è un’analisi oggettiva, una conversione delle riserve globali inizierà solo perché non c’è spazio per loro con tali carenze. Saranno convertiti dall’indebolimento delle valute in risorse reali come cibo, materie prime energetiche e altre materie prime. Altri paesi lo faranno, ovviamente. Ovviamente, questo processo alimenterà ulteriormente l’inflazione globale del dollaro”.

“In Europa politica energetica fallimentare”

“Per quanto riguarda l’Europa, la loro politica energetica fallita, puntando ciecamente tutto sulle rinnovabili e sulle forniture spot di gas naturale, che hanno causato aumenti dei prezzi dell’energia dal terzo trimestre dello scorso anno – di nuovo, molto prima dell’operazione nel Donbass – hanno anche esacerbato gli aumenti dei prezzi. Non abbiamo assolutamente nulla a che fare con questo. E ‘ stato a causa delle proprie azioni che i prezzi sono passati attraverso il tetto, e ora sono ancora una volta alla ricerca di qualcuno da incolpare”.

Aumento dei prezzi e fertilizzanti

“Non solo gli errori di calcolo dell’Occidente hanno influito sul costo netto di beni e servizi, ma hanno anche comportato una diminuzione della produzione di fertilizzanti, principalmente fertilizzanti azotati a base di gas naturale. Nel complesso, i prezzi globali dei fertilizzanti sono aumentati di oltre il 70% da metà 2021 a febbraio 2022”.

“Sfortunatamente, non ci sono attualmente condizioni in grado di superare queste tendenze dei prezzi. Al contrario, aggravata dagli ostacoli al funzionamento dei produttori di fertilizzanti russi e bielorussi e dall’interruzione della logistica dell’approvvigionamento, questa situazione si sta avvicinando a una situazione di stallo”.

“Paesi ridotti alla fame sulla coscienza di USA e Ue”

“Non è difficile prevedere i prossimi sviluppi. Una carenza di fertilizzanti significa un raccolto inferiore e un rischio più elevato di un mercato alimentare globale scarsamente fornito. I prezzi saliranno ancora più in alto, il che potrebbe portare alla fame nei Paesi più poveri. E sarà pienamente sulla coscienza dell’amministrazione statunitense e della burocrazia europea”.

“Voglio sottolineare ancora una volta: questo problema non si è presentato oggi o negli ultimi tre o quattro mesi. E certamente, non è colpa della Russia come alcuni demagoghi cercano di dichiarare, spostando la responsabilità per lo stato attuale delle cose nell’economia mondiale al nostro Paese”.

“Situazione in fermento da anni e politiche predatorie che provoca disastri umanitari nel mondo”

“Questa situazione è in fermento da anni, stimolata dalle azioni miopi di coloro che sono abituati a risolvere i loro problemi a spese di qualcun altro e che hanno fatto affidamento e fanno ancora affidamento sul meccanismo delle emissioni finanziarie per superare e attirare i flussi commerciali, aumentando così i deficit e provocando disastri umanitari in alcune regioni del mondo. Aggiungerò che questa è essenzialmente la stessa politica coloniale predatoria del passato, ma ovviamente in una nuova iterazione, un’edizione più sottile e sofisticata. Si potrebbe anche non riconoscerlo in un primo momento”.

“Non è la Russia a bloccare l’esportazione del grano ucraino. Materie prime possibile siano usate come baratto per pagare le forniture di armi”

“Per quanto riguarda le forniture alimentari ucraine ai mercati globali, devo dirlo a causa di numerose speculazioni, non le stiamo ostacolando. Possono farlo. Non abbiamo minato i porti del Mar Nero dell’Ucraina. Possono liberare le miniere possono e riprendere le esportazioni di cibo. Garantiremo la navigazione sicura delle navi civili. Non c’è problema”.

“Ma di cosa stiamo parlando? Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, la questione riguarda 6 milioni di tonnellate di grano, noi stimiamo 5, e di 7 milioni di tonnellate di mais. Questo è tutto, del tutto. Poiché la produzione globale di grano è di 800 milioni di tonnellate, 5 milioni di tonnellate fanno poca differenza per il mercato globale, come potete vedere”.

“Ad ogni modo, il grano ucraino può essere esportato, e non solo attraverso i porti del Mar Nero. Un altro percorso è via Bielorussia, che è, per inciso, il modo più economico. O via Polonia o Romania, a seconda di quale si preferisce. In realtà, ci sono cinque o sei rotte di esportazione. Il problema non è con noi, il problema è con l’adeguatezza delle persone in controllo a Kiev. Possono decidere cosa fare, e almeno in questo caso particolare non dovrebbero prendere ordini dai loro capi stranieri, i loro padroni al di là dell’oceano. Ma c’è anche il rischio che il grano venga utilizzato come pagamento per le consegne di armi. Questo sarebbe deplorevole”.

“Operazione in Ucraina necessaria per porre freno a genocidio del regime di Kiev ed azione dei neonazisti protetti dall’Occidente”

“Questa operazione è stata la decisione di un Paese sovrano, che ha il diritto incondizionato di sostenere la sua sicurezza e che si basa sulla Carta delle Nazioni Unite. Questa decisione mirava a proteggere il nostro popolo e gli abitanti delle repubbliche popolari del Donbass che per otto lunghi anni sono stati sottoposti a genocidio dal regime di Kiev e dai neonazisti che godevano della piena protezione dell’Occidente”.

“A loro non importa nulla del benessere delle persone che vivono lì”

“L’Occidente non solo ha cercato di attuare uno scenario “anti-Russia”, ma si è anche impegnato nello sviluppo militare attivo del territorio ucraino, inondando l’Ucraina di armi e consiglieri militari. E continua a farlo ora. Francamente, nessuno sta prestando attenzione all’economia o al benessere delle persone che vivono lì, a loro non importa affatto, ma non hanno mai risparmiato denaro per creare un punto d’appoggio della NATO a Est diretto contro la Russia per coltivare aggressività, odio e russofobia”.

“La Russia rigetta pseudo-valori intrisi di disumanizzazione e degrado morale”

“Oggi, i nostri soldati e ufficiali, così come la milizia del Donbass, stanno combattendo per proteggere il loro popolo. Stanno lottando per il futuro della Russia come un grande, libero e sicuro Paese multietnico che prende le proprie decisioni, determina il proprio futuro, si basa sulla sua storia, cultura e tradizioni, e respinge tutti i tentativi esterni di imporre pseudo-valori intrisi di disumanizzazione e degrado morale”.

“Sovranità politica ed economica conquiste irrinunciabili”

“Il mio punto è che la sovranità non può essere segmentata o frammentata nel ventunesimo secolo. Le componenti della sovranità sono ugualmente importanti e si rinvigoriscono e si completano a vicenda. Quindi, ciò che conta per noi non è solo la difesa della nostra sovranità politica e dell’identità nazionale, ma anche il rafforzamento di tutto ciò che determina l’indipendenza economica, finanziaria, professionale e tecnologica del nostro Paese”, ha concluso.

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

La via diplomatica secondo Biden. Un altro miliardo all’Ucraina in razzi e artiglieria pesante

Secondo la scheda informativa pubblicata sul sito della Difesa americana, circa 350 milioni del miliardo annunciato provengono dall’autorità di prelievo presidenziale. Ecco perché una guerra il più duratura possibile rappresenta un vantaggio imprescindibile per gli Stati Uniti e per la stessa Ue

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La via diplomatica secondo Biden. Un altro miliardo all'Ucraina in razzi e artiglieria pesante | Rec News dir. Zaira Bartucca
Foto Austin Fraley

Mentre il presidente della Federazione russa Vladimir Putin manifesta nuovamente la volontà di riaprire i tavoli diplomatici e mentre parte dell’Ucraina è interessata dalle operazioni di ricostruzione, il dipartimento americano della Difesa ha annunciato lo stanziamento di “un altro miliardo per l’Ucraina per l’acquisto di sistemi di difesa costiera arpione, munizioni, razzi di artiglieria ad alta mobilità o HIMARS”. E’ quanto fa sapere lo stesso Pentagono.

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Secondo quanto diramato, la misura appena adottata del “prelievo” consente al presidente americano (in “determinate circostanze” che però non vengono citate) di “ritirare armi, munizioni e materiale esistenti dalle scorte militari statunitensi e fornirli ad altre nazioni”. Secondo la scheda informativa pubblicata sul sito della Difesa americana, circa 350 milioni del miliardo annunciato provengono dall’autorità di prelievo presidenziale, che servirà a finanzare“18 obici da 155 mm, 36.000 colpi di munizioni da 155 mm, 18 veicoli tattici, munizioni aggiuntive per sistemi a razzo di artiglieria ad alta mobilità, quattro veicoli tattici aggiuntivi, pezzi di ricambio e altre attrezzature”.

Una guerra il più duratura possibile rappresenta un vantaggio imprescindibile per i traffici umanitari e bellici che ne derivano e per stessi gli Stati Uniti, che si sono detti propensi a “sacrificare fino all’ultimo ucraino” (cit. Biden): il grano ucraino fa ombra a quello canadese e in più l’Ucraina è una delle roccaforti mondiali del litio, uno dei materiali del futuro che consentirà l’affermazione ulteriore della mobilità elettrica e di ritrovati tecnologici come gli esoscheletri, su cui sono già al lavoro le Big tech.

Ma – contrariamente alle previsioni iniziali – l’Ucraina sta serrando i ranghi e perfino tra militari e governatori c’è chi ha mangiato la foglia e inizia a manifestare malcontento verso gli accordi sottobanco stretti da Zelensky con le potenze occidentali. Il Pentagono, intanto, ha ammesso in un breve dispaccio del 9 giugno l’esistenza di bio-laboratori finanziati dalla Difesa americana – come abbiamo rivelato lo scorso marzo in un’inchiesta documentata – adducendo tuttavia scusanti di ordine sanitario e di sicurezza.

I dossier resi noti dal ministero della Difesa russo e dal capo delle Forze di protezione dalle Radiazione e dalla contaminazione chimica e biologica, tuttavia, raccontano un’altra realtà, che farebbe il paio con un interesse diretto da parte degli Stati Uniti e di diversi Stati europei (Italia compresa) a far durare il più possibile situazioni di caos e di guerra in Ucraina in modo da miscelare le responsabilità dirette e – se possibile – dissiparle. Il comodo capro espiatorio degli eventi è stato già individuato, e qualunque cosa accada parte dell’opinione pubblica è già stata addomesticata all’attacco gratuito contro Vladimir Putin. L’altra parte, quella meno suggestionabile, è stata invece implicitamente minacciata nella sua libertà di espressione per mezzo dello spettro di liste di proscrizione, inventate dal mainstream (e poi smentite) e rilanciate dal finto anti-mainstream.

Si agita intanto il blocco europeista: oggi la visita di Draghi, Macron e Sholz a Kiev, mentre ieri il gruppo di contatto per la “difesa” dell’Ucraina a Bruxelles ha tenuto la sua terza riunione, dove sono intervenuti anche il segretario americano alla Difesa Lloyd J. Austin III e il presidente del Joint Chiefs of Staff, il generale Mark A. Milley.

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