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Il mondo in cui viviamo è, per adoperare un’espressione del Vangelo, “in se divisum” (Mt 12,25). Questa divisione, a mio parere, consiste in una scissione tra realtà e finzione: la realtà oggettiva da una parte e la finzione dei media dall’altra. Ciò vale certamente per la pandemia, che è stata utilizzata come strumento di ingegneria sociale strumentale alla realizzazione del Great Reset, ma si applica ancora di più alla surreale situazione politica americana, in cui le prove di una colossale frode elettorale vengono censurate dai media, che ora proclamano la vittoria di Joe Biden come un fatto compiuto.

La realtà del Covid-19 è palesemente in contrasto con ciò che i media mainstream vogliono farci credere, ma ciò non basta a smantellare il grottesco castello di falsità a cui si conforma con rassegnazione la maggioranza della popolazione. Allo stesso modo, la realtà della frode elettorale, delle palesi violazioni delle regole e della sistematica falsificazione dei risultati contrasta con la narrativa fornitaci dai colossi dell’informazione, che affermano che Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti. E così deve essere: non esistono alternative, né alla presunta furia devastante di un’influenza stagionale che ha causato lo stesso numero di morti dell’anno scorso, né all’inevitabilità dell’elezione di un candidato corrotto e sottomesso al deep state. In effetti, Biden ha già promesso di ripristinare il lockdown.

La realtà ormai non conta più: è assolutamente irrilevante quanto si erge tra il piano concepito e la sua realizzazione. Covid e Biden sono due ologrammi, due creazioni artificiali, pronte per essere adattate più e più volte alle esigenze contingenti o rispettivamente sostituite quando necessario con Covid-21 e Kamala Harris. Le accuse di irresponsabilità lanciate ai sostenitori di Trump per aver organizzato comizi svaniscono non appena i sostenitori di Biden si riuniscono per le strade, come è già successo per le manifestazioni del BLM. Quello che è criminale per alcuni è permesso ad altri: senza spiegazioni, senza logica, senza razionalità.

Il semplice fatto di schierarsi politicamente a sinistra, di votare per Biden, di indossare una maschera, è un permesso per poter fare qualunque cosa; mentre per il semplice fatto di avere idee di destra, si viene ipso facto etichettati come fascisti, sovranisti, populisti, negazionisti – e quelli etichettati con questi stigmi sociali dovrebbero soltanto ritirarsi in silenzio.

Ritorniamo quindi a quella divisione fra persone “buone” e persone “cattive”, che viene ridicolizzata quando è usata da un lato – il nostro – e viceversa sostenuta come un postulato incontestabile quando viene usata dai nostri avversari. Lo abbiamo visto dai commenti sprezzanti in risposta alle mie parole sui “figli della Luce” e sui ”figli delle tenebre”, come se i miei ”toni apocalittici” fossero il frutto di una mente delirante e non la semplice osservazione della realtà.

Ma rifiutando sdegnosamente questa divisione biblica dell’umanità, l’hanno effettivamente confermata, riservando a se stessi il diritto di dare il marchio della legittimità sociale, politica e religiosa. Loro rappresentano “i buoni”, anche se sostengono l’uccisione degli innocenti: e noi dovremmo accettarlo. Loro rappresentano quelli che sostengono la democrazia, anche se per vincere le elezioni sono costretti a ricorrere all’inganno e alla frode, anche a quella palesemente evidente. 

Loro rappresentano i difensori della libertà, anche se ci privano di essa giorno dopo giorno. Loro rappresentano l’obiettività e l’onestà, anche se la loro corruzione ed i loro crimini sono ormai evidenti anche ai ciechi. Il dogmatismo che disprezzano e deridono negli altri, diviene indiscutibile e incontrovertibile quando ne sono loro i promotori.

Ma come ho già scritto sopra, stanno dimenticando un piccolo dettaglio, un particolare che non riescono a comprendere: la Verità esiste in se stessa; esiste indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno che vi creda, perché la Verità possiede in sé, ontologicamente, una propria ragione di validità. La Verità non può essere negata perché è un attributo di Dio; è Dio stesso. E tutto ciò che è vero possiede un primato sulle menzogne. Possiamo così essere teologicamente e filosoficamente certi che le ore rimanenti al perpetrare di questi inganni siano ormai contate, perché basterà far luce perché essi crollino. Luce e oscurità, appunto. Lasciamo quindi che si faccia luce sugli inganni di Biden e dei Democratici, senza fare nemmeno un passo indietro: la frode che essi hanno tramato contro il Presidente Trump e contro l’America non è destinata a rimanere in piedi a lungo, e neppure la frode mondiale del Covid-19, la responsabilità della dittatura cinese, la complicità di corrotti e traditori, e l’asservimento della Chiesa profonda. Tout se tient [Ogni cosa combacia].

In questo panorama di menzogne costruite ​​sistematicamente, diffuse dai media con inquietante sfrontatezza, l’elezione di Joe Biden non solo è voluta, ma considerata indispensabile e quindi vera e definitiva. Anche se il conteggio dei voti non è stato completato; anche se le verifiche e il riconteggio dei voti sono appena all’inizio; anche se le azioni legali per presunta frode sono appena cominciate. Biden deve diventare Presidente, perché loro hanno già deciso: il voto del popolo americano è valido solo se viene accettata questa narrativa – in caso contrario, viene “reinterpretato”, liquidato come deriva plebiscitaria, populismo e fascismo. 

Non deve sorprendere quindi che i Democratici abbiano un entusiasmo così manifesto e dirompente per il loro candidato in pectore, né che i media e i commentatori ufficiali abbiano una soddisfazione tanto incontenibile, né che i leader politici di tutto il mondo stiano esprimendo il loro sostegno e la loro sottomissione servile al deep state. Stiamo assistendo a una gara per vedere chi potrà arrivare primo, sgomitando per mettersi in mostra, in modo che sia manifesto il fatto di aver sempre creduto nella schiacciante vittoria del burattino democratico.

Ma se comprendiamo che il servilismo dei capi di Stato e dei segretari di partito mondiali è semplicemente una parte del copione banale della sinistra globale, rimaniamo francamente molto turbati dalle dichiarazioni della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, immediatamente pubblicate da Vatican News, che con inquietante miopia rivendica di aver sostenuto “il secondo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti”, apparentemente dimenticando il dettaglio non trascurabile che Biden è a favore dell’aborto, un sostenitore dell’ideologia LGBT e del globalismo anticattolico. L’arcivescovo di Los Angeles, José H. Gomez, profanando la memoria dei martiri Cristeros del suo paese natale, dice senza mezzi termini: “Il popolo americano ha parlato”. Poco contano le frodi denunciate e ampiamente provate: la fastidiosa formalità del voto popolare, seppur adulterata in mille modi, va ormai considerata conclusa a favore del portabandiera del pensiero allineato e mainstream

Abbiamo letto, non senza sdegno, i post di James Martin, SJ, e di tutti quegli uomini di corte che stanno scalpitando per salire sul carro di Biden allo scopo di condividere il suo effimero trionfo. Chi non è d’accordo, chi chiede chiarezza, chi fa ricorso alla legge per veder tutelati i propri diritti, non ha alcuna legittimità e deve tacere, rassegnarsi e sparire. O meglio: devono essere “uniti” al coro esultante, applaudire e sorridere. Coloro che non accettano minacciano la democrazia e devono essere ostracizzati. Come si può notare, si evidenziano ancora due lati, ma questa volta essi sono leciti e indiscutibili perché sono loro ad imporli.

È significativo che la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti e Planned Parenthood [letteralmente: “Genitorialità Pianificata”, n.d.t.] esprimano entrambe la loro soddisfazione per la presunta vittoria elettorale della stessa persona. Questa unanimità di consenso richiama l’entusiastico sostegno delle Logge massoniche in occasione dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio, anch’essa non esente dall’ombra della frode interna al Conclave ed altrettanto voluta dallo Stato profondo, come sappiamo chiaramente da le email di John Podesta e i legami di Theodore McCarrick e dei suoi colleghi con i Democratici e con lo stesso Biden. Un simpaticissimo gruppo di amici, senza dubbio.

Con queste parole della USCCB [Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, n.d.t.] si conferma e suggella il pactum sceleris [il complotto per commettere un crimine] tra lo Stato profondo e la chiesa profonda, l’asservimento dei più alti livelli della gerarchia cattolica al Nuovo Ordine Mondiale, negando l’insegnamento di Cristo e la dottrina della Chiesa. Prendere atto di questo è il primo, imperativo passo per comprendere la complessità degli eventi presenti e considerarli in una prospettiva soprannaturale, escatologica. Sappiamo, anzi crediamo fermamente, che Cristo, l’unica vera Luce del mondo, ha già vinto le tenebre una volta per tutte.

Esorto i cattolici americani a moltiplicare le loro preghiere e ad implorare il Signore affinché sostenga con una protezione speciale il Presidente degli Stati Uniti. Chiedo ai sacerdoti, soprattutto in questi giorni, di recitare l'”Esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli” e di celebrare la Messa votiva Pro Defensione ab hostibus. Chiediamo con fiducia l’intervento della Beata Vergine Maria, al cui Cuore Immacolato consacriamo gli Stati Uniti d’America ed il mondo intero.


+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
8 novembre 2020
Dominica XXIII Post Pentecosten

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LETTERE

Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri

di Roberto Martina*

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Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri a sostegno dell'illegittimità costituzionale | Rec News dir. Zaira Bartucca

Avvocati Liberi unitamente al prof. Avv. Augusto Sinagra ha depositato alla Corte Costituzionale quattro interventi e tre opiniones in qualità di amici curiae a sostegno dell’accoglimento della illegittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale per i sanitari di cui all’art. 4 D.L. 44-2021 sollevata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della regione Sicilia. Nei prossimi giorni pubblicheremo il contenuto degli atti affinché possano essere conosciuti da tutti.

Iniziamo con l’opinione di carattere scientifico che Avvocati Liberi ha depositato in nome e per conto del Dr. Sandro Sanvenero, presidente dell’Albo degli Odontoiatri presso l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di La Spezia, che ha documentato lo svilupparsi nel tempo di una cosiddetta efficacia negativa dei farmaci vaccinali.

L’opinione è stata redatta da un collegio illustre di sanitati di altissimo profilo (prof. Giovanni Frajese; Dr. Sandro Sanvenero; Dr. Alberto Donzelli; Dr. Eugenio Serravalle; Dr.ssa Patrizia Gentilini) che ne hanno autorizzato la pubblicazione per fini scientifici e di condivisione (in basso).

L’efficacia negativa, al crescere della distanza temporale dall’ultima dose vaccinale, è supportata da prove sempre più forti e demolisce la finalità della norma: se il fine della vaccinazione dei sanitari è quello di proteggere i pazienti ed i soggetti fragili con cui entrano a contatto, allora per questi soggetti è più pericoloso essere assistiti da sanitari vaccinati da oltre 6-8 mesi, perché tendono a diventare più suscettibili all’infezione dei sanitari non vaccinati.

Una possibilità è che i farmaci vaccinali impattino negativamente sul sistema immunitario del somministrato che, dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, aumenta la probabilità di contrarre l’infezione rispetto ad un soggetto non vaccinato e, conseguentemente, aumenta il rischio di contagio del prossimo.

La possibile efficacia negativa, però, è solo una parte del problema, perché comunque i farmaci vaccinali non sono sicuri: il trattamento obbligatorio non è idoneo a raggiungere lo scopo (i vaccini non sono complessivamente efficaci per tutelare gli altri) ed espone la persona al rischio di eventi avversi potenzialmente gravi e persistenti (i vaccini non sono sicuri).

Non è possibile ragionare in termini quantitativi, accettando l’idea che ci possa essere una fascia percentuale di cittadini sacrificabili, perché la vita umana è sacra, inviolabile, e nessuno può stabilire che una persona debba assumere obbligatoriamente un farmaco che possa condurre a morte o ad una forma invalidante della propria integrità psico-fisica senza cadere in una gravissima violazione del diritto naturale, della libertà personale, dei diritti costituzionali e dell’habeas corpus.

Il rispetto della persona umana è un limite invalicabile anche per la legge: “nessuno può essere semplicemente chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero pure tutti gli altri”. (Corte Cost. sentenza n. 118/1996 in tema di vaccinazione antipolio).

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LETTERE

Russia e Ucraina. L’arte, il denaro e la guerra

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Composizione VI è un dipinto a olio su tela (195×300 cm) realizzato nel 1913 dal pittore Vasilij Kandinskij. È conservato all'Ermitage di San Pietroburgo | Rec News dir. Zaira Bartucca
"Composizione VI" (1913) olio su tela, Vasilij Kandinskij - Ermitage, San Pietroburgo
Nell’immagine “Composizione VI” (1913). Olio su tela, Vasilij Kandinskij – Ermitage, San Pietroburgo

Affermava Bukowski che il capitalismo ha soppresso il comunismo, e che adesso il capitalismo divora se stesso.

Il denaro

In wikipedese la servitù della gleba (già colonato in epoca romana) era una figura giuridica molto diffusa nel Medioevo, che legava il contadino a un determinato terreno (la gleba, in latino propriamente “zolla [di terra]”). Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

Istituito il vile denaro l’uomo comincia a rimettere al suo simile il lavoro, e non più la propria esistenza. Alias l’economia e l’esistenza potrebbero ora permettere ad un nucleo familiare di reggere per stare bene. Invece l’economia non è più in logica, né per la vita e tantomeno per la famiglia, è uno sviluppo che va avanti per suo conto, nella dialettica propria degli interessi di pochi eletti.

Infatti l’Uomo (peccato la maiuscola) ha rilevanza sociale solo se fornisce, se gli è concesso di produrre, per cui è la produzione che giustifica la presenza non il fatto di essere uomo: una bestemmia.

Aristotele spiegava che il denaro non può produrre denaro giacché esso mai è un bene, ma solo ed esclusivamente l’immagine di un bene, la sua rappresentazione, e con le immagini non può farsi ricchezza. Ed è nel Vangelo che Luca tramanda di prestare il denaro senza attenderne la restituzione. Invero i banchieri fanno sì che il denaro sia principio dell’economia, quel denaro che, col tempo, sempre meno meno ha avuto a che fare con la ricchezza prodotta materialmente, dall’agricoltura, e l’industria, e l’artigianato, e il commercio; ma sempre di più con la ricchezza prodotta in maniera finanziaria: denaro generante denaro, usura legalizzata: basta pensare al “paghi a rate senza interessi”, nemmeno Vanna Marchi!

E la politica, a servizio della finanza

Platone chiariva che a decidere doveva essere chiamata la politica. Al contrario, ora gli spazi decisionali sono prerogativa dell’economia, e la finanza, del denaro marchettaro. Una politica insolvente che delega a presiedere il Paese i tecnici finanziari: ora Ciampi, ora Monti, ora Draghi”.

Diritti umani e contrattazioni

Agisce solo il mercato e la globalizzazione: l’Occidente porta all’estero il mercato e vorrebbe esportare la democrazia e pure i diritti umani come li intende. Nondimeno se tutto ciò cozza con il mercato, allora lo stesso Occidente dimentica e scorda la democrazia e pure i diritti umani.

Di fatto

Il Manifesto delle Nazioni Unite, quello per lo Sviluppo, stima che Europa e America del Nord – alias un miliardo circa di persone – necessitano dell’80% delle risorse del Pianeta per mantenere il corrente livello di vita. Significa che i rimanenti più o meno sei miliardi di persone debbono o dovrebbero accontentarsi del restante e misero 20%. Se Europa e America del Nord dessero da sgranocchiare qualche etto in più di riso ai cinesi o indiani, gli occidentali non potrebbero più reggere questi livelli di supremazia. Questa è crescita per il bene dell’Umanità? questa è la verità.

Tra produzione e consumi

Un circolo depravato e corrotto, perché se non si consumiamo è inutile produrre e senza produzione viene meno il lavoro. La legge, bibbia, è produrre, sempre, e consumare il più possibile, oltre ogni fabbisogno necessario. Tutto deve durare poco: cibo, moda, automobili, televisori, elettrodomestici, telefonini e così via, e si creano bisogni sempre nuovi “con quella pubblicità che crea infelici perché la gente felice non consuma”, (Frederic Beigbeder, pubblicitario).

La risposta “ecumenica” della guerra

Prende avvio la nuova storia, differente da quella che vedeva gli USA guardiani della Terra. Russia e Cina non sono più rurali, e la prima ha visto gli Usa che non hanno perorato la Georgia, lo stesso per l’Ucraina e pure per la Siria e la Libia e l’Afghanistan. A Putin il momento giusto non è sfuggito, ed è entrato in Ucraina per impadronirsene. Ma l’Ucraina è un scusa, l’effettiva guerra è tra Russia e Usa. La pace non è plausibile, ovvio è che Putin non rinunci a vincere una guerra che ineluttabilmente vincerà.

E allora vorrà incontrare Zelensky, potrebbe volere fare un’operazione del tipo Yalta, posizionare insieme Russia, America, Cina, e possibilmente pure l’India, per dividersi le zone d’influenza, come è stato fatto per la c.d. Guerra Fredda. E Pechino sostiene Mosca, ovvio, per entrare nel controllo delle zone d’influenza.

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LETTERE

Vi spiego cos’è il prunismo attraverso le opere di un’artista italiana

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Vi spiego cos'è il prunismo attraverso le opere di un'artista italiana | Rec News dir. Zaira Bartucca

I pittori prunisti formano la più recente diramazione delle correnti astrattiste e surrealiste europee sviluppatasi soprattutto negli USA, e nelle opere della pittrice Francesca Falli la sintesi italiana è maestra.

MetodologismoDigital Art, e-Cutpaste e traditional painting

Oltre un secolo fa Picasso e Braque introdussero la tecnica del collage nell’arte: ritagli di giornale prendevano posto integrante nei loro lavori, così che il materiale proveniente dal contesto non artistico dei mass media divenne materiale artistico. Un anno dopo Marcel Duchamp crea i suoi ready-made, e l’oggetto già esistente entra nella potenza dell’arte. L’immagine viene dunque staccata dalla riproduzione della realtà e la vita reale entra invece nell’immagine. Il genere del collage coinvolgerà gli artisti d’avanguardia: futuristi, dadaisti e costruttivisti, e movimenti neo-avanguardisti come Fluxus e la Pop art, e persino la poesia visiva. Particolarmente col postmodernismo la tecnica del collage acquisisce uno slancio creativo. Tutto: gli stili, i frantumi, addirittura intere opere di altri artisti, così come i prodotti e i motivi della cultura popolare, i parlati quotidiani, i messaggi concettuali e quelli concernenti il credo religioso e teoretico sono riorganizzati per costruire una moderna opera d’arte attraverso la quale si rileva e rivela l’anima relativa tra significato e contesto, per analizzare e confutare problematiche sociali, politiche e artistiche più abbondanti. Francesca Falli, flexer, genio italiano della pittura, ne fa la Sua Digital Art, il Suo cutpaste contemporaneo.

Falli, Kant e I Polli

Il tocco concettuale, dunque, come strumento principale: Kant ha insegnato che la realtà in sé non può essere posseduta, ogni qual volta noi la fissiamo in uno schema, la perdiamo e la falsifichiamo. La ragione ci inganna. I Polli di Francesca Falli allora aprono la battaglia per un’espressione che non sia della realtà, ma di una surrealtà più vera, sono la critica del dogmatismo, una protesta alla compatta struttura dei modelli e dei valori acquisiti, ed esprimono, in tutta la loro cifra, quel sottosuolo umano che è escluso o negato dalla tradizione.

Linguae artis

Disponendo di una scrittura speciale, glottoteta, immutabile nei suoi principi e fissa nel suo vocabolario cromatico, la pittrice si preoccupa soprattutto di mantenere vive, tra di loro, la conoscenza e la pratica; Lei raffina, elabora, partendo da questa stessa scrittura, tutto il sistema dell’arte definita, sviluppa infine le sue possibilità sfruttando sino ai limiti dell’assurdo i principi che ne definiscono i valori. Sono così composte le significazioni della Falli, per un nuovo arricchimento dei contenuti artistici contemporanei universali, senza avanzare nessuna primazia, attraverso un linguaggio autonomo staccato dai supporti tradizionali, cioè crea segni nuovi spesso ispiratamente mossi dalla letteratura classica.

Stilistica, sentimento, passione, genialità

Ora lei moltiplica le varianti, snuda, resuscita forme antiche cadute dall’uso. Sono cutpaste tratti da valori narrativi digitali, tradotti su selezionati materiali di supporto come gli specchi, i PMMA, le tele pittoriche o plastificate, le piastrelle di ceramica, le lamine in alluminio o ferro, le tavole. Ecco come fa: celebra matrimoni tra ecoline, acrilici, aerografie da spray e glitter in pieno stile surrealista, altermoderno, nella luce ineffabile dei riverberi, con alcune espressività naif, tra motivi storici e sociali. E lo spettatore è dentro l’opera.

L’allocuzione, la comunicazione artistica

L’irreale diventa così surreale interpretandolo come il rivelarsi dell’inconscio che è in noi, nudo, con le chiavi dell’altermodernismo per descrivere con evidenza spietata ed evidenza clinica. Breton: «Tutto induce a credere che esista un punto dello spirito da cui la vita o la morte, il reale e l’immaginario, il passato e il futuro, il comunicabile e l’incomunicabile, l’alto e il basso cessano di essere concepiti come contraddizioni». Tutto è in analisi.

Initium

Basi ben piantate nella tradizione, quelle di famiglia, coltivate nel laboratorio di arte e cornici del nonno materno, un atelier frequentato da collezionisti in cerca di opere e di artisti affermati che lo praticavano. Lì emerge l’incredibile curiosità, il desiderio di vedere. E, curiosando tra “I maestri del colore”, la collana edita dalla casa editrice Fratelli Fabbri – dono del nonno – inizia le prime ricerche. Trova nella figurazione primitiva ed esotica delle opere illustrate e criticate un tentativo di ritorno alle origini e di liberazione dell’inconscio. Produce pensiero. E già immagina un proprio psicologismo.

Studi

Fare arte dopo averla studiata: è l’insegnamento del nonno. Nella sua città Falli s’iscrive perciò all’allora ancora esistente in Italia Istituto Statale d’Arte (all’Aquila), da dove si congeda con il titolo di Maestro d’Arte, ricca di nozioni, sia di progettazione d’interni sia di decorazione, di lavorazione del legno e della ceramica, di scultura, cinema e teatro, e scenografia, organizzazione degli studios, audio e video. Per Francesca tutto ciò non è ancora bastevole. La sua mente studia e progetta generi declinati per fare arte nuova: sa che per questo le occorrono altre sinapsi artistiche, e prosegue perciò la sua formazione, sino a laurearsi, negli anni ottanta, in Grafica Pubblicitaria e Editoriale allo IED di Roma. Ancora una volta, Falli, non è pienamente soddisfatta del suo equilibrio formativo, del suo know-how, intenzionata com’è a spingere i limiti della figurazione classica. Decide perciò di laurearsi in pittura, per processare e apprendere meglio le competenze di base in disegno, soprattutto quello pittorico, e in fotografia, sound design, graphic design, video, storia dell’arte e arte contemporanea, e negli anni novanta – durante i quali frequenta lo studio di Fabio Mauri ed è allieva di Fulvio Caldarelli – si laurea all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Parentesi ottanta, la grafica come lavoro

Quelli ottanta sono anni che Falli spende nell’Art Déco, per meglio soddisfare le precise committenze che le pervengono da strutture ricettive ed anche dalle numerose residenze private, tutt’altro che modali, senza contare – nelle sue qualità di writer e post-graffitista – le richieste istituzionali di arte urbana. Per i suoi costituendi decorativi prenderà spunto dall’Egitto faraonico, dall’arte precolombiana, dalla meticolosità artistica cinese, dal Cubismo e dal Futurismo. Sono anni nei quali Francesca Falli, da libera professionista, progetta anche in ambito visivo nell’area del graphic, nell’interesse di enti pubblici e realtà aziendali.

Fare l’artista

Pensieri e linee, colori e volumi: nelle Sue opere c’è regia, inequivocabile e potente. Falli forma apparati di colore e luce in intima magia, sprigionando estetica ereticale, immune dal pregiudizio della gravità, come in taluni film o fumetti. Il linguaggio è molto espressivo dal punto di vista progettuale ed esecutivo, ri-presentificando la condizione ideale dell’origine, elemento fondamentale della sua ricerca. Nei percorsi tra natura e cultura c’è volontà di guidare un viaggio. È perciò lecito ritenere ogni opera una sperimentazione, una ricerca, e una ricerca dell’altro, verso tutte le direzioni di metaforizzazione che possono amplificare rivisitazioni sintetizzate, che generano e necessitano di situazioni contrastive, di ostacoli, di aspetti tanto interiori quanto esteriori, come nelle esperienze che s’ispirano ai grandi nomi della storia dell’arte: “Van Coc”, “Chi è Pollok”, “Poll-Gauguin”, “Pollo della Francesca”, “Cha-Gall”, dove la matrice diretta del colore e del disegno è sempre la sensazione.

Exhibitions

L’Aquila, Pescara, Cagliari, Roma, Venezia, Formentera, Bergamo, Napoli, Miami, Vasteras, Treviso, Salerno, Sassari, Caserta, Fiera di Genova – Sezione grandi Gallerie, Fiera di Bologna – Sezione grandi Gallerie, Ischia, Amalfi, Matera, Cava dei Tirreni, Malta, Stoccolma, Palestina, San Pietroburgo, Figueres, Arles, Malta, Motta di Livenza, New York, Parigi, Palermo, Spoleto, Amburgo, Praga, Bologna, Longarone Fiere, Casagiove, Lanzarote, San Diego (California), Chengdu, Capua, Nigde (Turchia), Istanbul, Ercolano, Londra, Lanciano, Shanghai, Torino, Weiz, Barcellona, Veroli, Venezia: Palazzo Albrizzi Capello – in concomitanza con la rassegna del Padiglione Guatemala presente alla 16° Biennale di Venezia e in concomitanza della Biennale di Architettura Venezia, Padiglione Europa Venezia -, Elda (Spagna), Milano, Mumbai, Vasto, Lisbona, Rio de Janeiro, Berlino, Nottingham (Regno Unito), Glasgow, Lithuania, Mosca, Art Expo New York 2021, Helsinki, Brooklyn, Favara, Padova, Alzano Lombardo. 

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