Periodico di Inchieste

“Il covid e la vittoria di Biden, due castelli di falsità che crolleranno”


“Il mondo in cui viviamo è, per adoperare un’espressione del Vangelo, “in se divisum”. Questa divisione consiste in una scissione tra realtà e finzione: la realtà oggettiva da una parte e la finzione dei media dall’altra”


Lettera di monsignor Viganò dell’8 novembre. Traduzione di Daniela Giudice

Il mondo in cui viviamo è, per adoperare un’espressione del Vangelo, “in se divisum” (Mt 12,25). Questa divisione, a mio parere, consiste in una scissione tra realtà e finzione: la realtà oggettiva da una parte e la finzione dei media dall’altra. Ciò vale certamente per la pandemia, che è stata utilizzata come strumento di ingegneria sociale strumentale alla realizzazione del Great Reset, ma si applica ancora di più alla surreale situazione politica americana, in cui le prove di una colossale frode elettorale vengono censurate dai media, che ora proclamano la vittoria di Joe Biden come un fatto compiuto.


La realtà del Covid-19 è palesemente in contrasto con ciò che i media mainstream vogliono farci credere, ma ciò non basta a smantellare il grottesco castello di falsità a cui si conforma con rassegnazione la maggioranza della popolazione. Allo stesso modo, la realtà della frode elettorale, delle palesi violazioni delle regole e della sistematica falsificazione dei risultati contrasta con la narrativa fornitaci dai colossi dell’informazione, che affermano che Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti. E così deve essere: non esistono alternative, né alla presunta furia devastante di un’influenza stagionale che ha causato lo stesso numero di morti dell’anno scorso, né all’inevitabilità dell’elezione di un candidato corrotto e sottomesso al deep state. In effetti, Biden ha già promesso di ripristinare il lockdown.


La realtà ormai non conta più: è assolutamente irrilevante quanto si erge tra il piano concepito e la sua realizzazione. Covid e Biden sono due ologrammi, due creazioni artificiali, pronte per essere adattate più e più volte alle esigenze contingenti o rispettivamente sostituite quando necessario con Covid-21 e Kamala Harris. Le accuse di irresponsabilità lanciate ai sostenitori di Trump per aver organizzato comizi svaniscono non appena i sostenitori di Biden si riuniscono per le strade, come è già successo per le manifestazioni del BLM. Quello che è criminale per alcuni è permesso ad altri: senza spiegazioni, senza logica, senza razionalità.


Il semplice fatto di schierarsi politicamente a sinistra, di votare per Biden, di indossare una maschera, è un permesso per poter fare qualunque cosa; mentre per il semplice fatto di avere idee di destra, si viene ipso facto etichettati come fascisti, sovranisti, populisti, negazionisti – e quelli etichettati con questi stigmi sociali dovrebbero soltanto ritirarsi in silenzio.


Ritorniamo quindi a quella divisione fra persone “buone” e persone “cattive”, che viene ridicolizzata quando è usata da un lato – il nostro – e viceversa sostenuta come un postulato incontestabile quando viene usata dai nostri avversari. Lo abbiamo visto dai commenti sprezzanti in risposta alle mie parole sui “figli della Luce” e sui ”figli delle tenebre”, come se i miei ”toni apocalittici” fossero il frutto di una mente delirante e non la semplice osservazione della realtà.


Ma rifiutando sdegnosamente questa divisione biblica dell’umanità, l’hanno effettivamente confermata, riservando a se stessi il diritto di dare il marchio della legittimità sociale, politica e religiosa. Loro rappresentano “i buoni”, anche se sostengono l’uccisione degli innocenti: e noi dovremmo accettarlo. Loro rappresentano quelli che sostengono la democrazia, anche se per vincere le elezioni sono costretti a ricorrere all’inganno e alla frode, anche a quella palesemente evidente. 


Loro rappresentano i difensori della libertà, anche se ci privano di essa giorno dopo giorno. Loro rappresentano l’obiettività e l’onestà, anche se la loro corruzione ed i loro crimini sono ormai evidenti anche ai ciechi. Il dogmatismo che disprezzano e deridono negli altri, diviene indiscutibile e incontrovertibile quando ne sono loro i promotori.


Ma come ho già scritto sopra, stanno dimenticando un piccolo dettaglio, un particolare che non riescono a comprendere: la Verità esiste in se stessa; esiste indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno che vi creda, perché la Verità possiede in sé, ontologicamente, una propria ragione di validità. La Verità non può essere negata perché è un attributo di Dio; è Dio stesso. E tutto ciò che è vero possiede un primato sulle menzogne. Possiamo così essere teologicamente e filosoficamente certi che le ore rimanenti al perpetrare di questi inganni siano ormai contate, perché basterà far luce perché essi crollino. Luce e oscurità, appunto. Lasciamo quindi che si faccia luce sugli inganni di Biden e dei Democratici, senza fare nemmeno un passo indietro: la frode che essi hanno tramato contro il Presidente Trump e contro l’America non è destinata a rimanere in piedi a lungo, e neppure la frode mondiale del Covid-19, la responsabilità della dittatura cinese, la complicità di corrotti e traditori, e l’asservimento della Chiesa profonda. Tout se tient [Ogni cosa combacia].


In questo panorama di menzogne costruite ​​sistematicamente, diffuse dai media con inquietante sfrontatezza, l’elezione di Joe Biden non solo è voluta, ma considerata indispensabile e quindi vera e definitiva. Anche se il conteggio dei voti non è stato completato; anche se le verifiche e il riconteggio dei voti sono appena all’inizio; anche se le azioni legali per presunta frode sono appena cominciate. Biden deve diventare Presidente, perché loro hanno già deciso: il voto del popolo americano è valido solo se viene accettata questa narrativa – in caso contrario, viene “reinterpretato”, liquidato come deriva plebiscitaria, populismo e fascismo. 



Non deve sorprendere quindi che i Democratici abbiano un entusiasmo così manifesto e dirompente per il loro candidato in pectore, né che i media e i commentatori ufficiali abbiano una soddisfazione tanto incontenibile, né che i leader politici di tutto il mondo stiano esprimendo il loro sostegno e la loro sottomissione servile al deep state. Stiamo assistendo a una gara per vedere chi potrà arrivare primo, sgomitando per mettersi in mostra, in modo che sia manifesto il fatto di aver sempre creduto nella schiacciante vittoria del burattino democratico.


Ma se comprendiamo che il servilismo dei capi di Stato e dei segretari di partito mondiali è semplicemente una parte del copione banale della sinistra globale, rimaniamo francamente molto turbati dalle dichiarazioni della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, immediatamente pubblicate da Vatican News, che con inquietante miopia rivendica di aver sostenuto “il secondo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti”, apparentemente dimenticando il dettaglio non trascurabile che Biden è cupidamente a favore dell’aborto, un sostenitore dell’ideologia LGBT e del globalismo anticattolico. L’arcivescovo di Los Angeles, José H. Gomez, profanando la memoria dei martiri Cristeros del suo paese natale, dice senza mezzi termini: “Il popolo americano ha parlato”. Poco contano le frodi denunciate e ampiamente provate: la fastidiosa formalità del voto popolare, seppur adulterata in mille modi, va ormai considerata conclusa a favore del portabandiera del pensiero allineato e mainstream


Abbiamo letto, non senza sdegno, i post di James Martin, SJ, e di tutti quegli uomini di corte che stanno scalpitando per salire sul carro di Biden allo scopo di condividere il suo effimero trionfo. Chi non è d’accordo, chi chiede chiarezza, chi fa ricorso alla legge per veder tutelati i propri diritti, non ha alcuna legittimità e deve tacere, rassegnarsi e sparire. O meglio: devono essere “uniti” al coro esultante, applaudire e sorridere. Coloro che non accettano minacciano la democrazia e devono essere ostracizzati. Come si può notare, si evidenziano ancora due lati, ma questa volta essi sono leciti e indiscutibili perché sono loro ad imporli.



È significativo che la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti e Planned Parenthood [letteralmente: “Genitorialità Pianificata”, n.d.t.] esprimano entrambe la loro soddisfazione per la presunta vittoria elettorale della stessa persona. Questa unanimità di consenso richiama l’entusiastico sostegno delle Logge massoniche in occasione dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio, anch’essa non esente dall’ombra della frode interna al Conclave ed altrettanto voluta dallo Stato profondo, come sappiamo chiaramente da le email di John Podesta e i legami di Theodore McCarrick e dei suoi colleghi con i Democratici e con lo stesso Biden. Un simpaticissimo gruppo di amici, senza dubbio.


Con queste parole della USCCB [Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, n.d.t.] si conferma e suggella il pactum sceleris [il complotto per commettere un crimine] tra lo Stato profondo e la chiesa profonda, l’asservimento dei più alti livelli della gerarchia cattolica al Nuovo Ordine Mondiale, negando l’insegnamento di Cristo e la dottrina della Chiesa. Prendere atto di questo è il primo, imperativo passo per comprendere la complessità degli eventi presenti e considerarli in una prospettiva soprannaturale, escatologica. Sappiamo, anzi crediamo fermamente, che Cristo, l’unica vera Luce del mondo, ha già vinto le tenebre una volta per tutte.


Esorto i cattolici americani a moltiplicare le loro preghiere e ad implorare il Signore affinché sostenga con una protezione speciale il Presidente degli Stati Uniti. Chiedo ai sacerdoti, soprattutto in questi giorni, di recitare l'”Esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli” e di celebrare la Messa votiva Pro Defensione ab hostibus. Chiediamo con fiducia l’intervento della Beata Vergine Maria, al cui Cuore Immacolato consacriamo gli Stati Uniti d’America ed il mondo intero.



+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
8 novembre 2020
Dominica XXIII Post Pentecosten


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