Periodico di Inchieste

Al governo giallo-rosso l’emergenza migranti non fa paura. Ora vuole cancellare il tetto degli arrivi

di Daniela Giudice

Con la pubblicazione di due avvisi sul sito istituzionale dell’assessorato Famiglia della Regione Siciliana, la giunta regionale ha destinato 4,4 milioni di euro allo scopo di finanziare tirocini e percorsi formativi, oltre che per fornire contributi finalizzati all’autonomia abitativa a favore di cittadini di Paesi Terzi regolarmente presenti nel territorio isolano. Il primo avviso, con una dotazione finanziaria di 2,4 milioni, ha l’obiettivo di promuovere e potenziare a livello regionale l’inserimento lavorativo degli immigrati adulti vittime, o potenziali vittime, di sfruttamento lavorativo nel settore agricolo, o in condizioni di inoccupazione o disoccupazione a condizione siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno.


“L’avviso prevede un contributo di circa 6.200 euro per immigrato, una sorta di dote – secondo quanto afferma l’assessore delle Politiche sociali, Antonio Scavone – con cui finanziamo la formazione degli immigrati adulti attraverso percorsi integrati di inserimento lavorativo della durata massima di 8 mesi che prevedono un tirocinio extracurriculare e la fornitura di servizi specialistici di orientamento e accompagnamento alla ricerca di un lavoro. La dote – continua l’assessore Antonio Scavone – servirà anche per erogare un’indennità di frequenza per la partecipazione ai tirocini e un contributo per il pagamento dei costi di locazione sostenuti dagli immigrati per il reperimento di un’abitazione autonoma. Con queste risorse il governo Musumeci mette in campo un’azione destinata all’integrazione sociale e volta ad evitare il purtroppo spesso presente fenomeno del caporalato”.


I soggetti promotori di tale percorso formativo potranno essere le agenzie per il lavoro e i soggetti riconosciuti dalle normative regionali quali promotori di tirocini extracurriculari. Il secondo avviso, con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro e i cui soggetti promotori saranno gli enti del terzo settore, è invece rivolto ai minori stranieri non accompagnati o neo maggiorenni, compresi nella fascia d’età che va dai 16 ai 23 anni, che hanno lasciato o in procinto di lasciare i sistemi di accoglienza.


Sopra, la Ong spagnola Open Arms. In alto, la SNAV Adriatico. Foto Daniela Giudice

“Prevista anche in questo caso una ‘dote’ che sarà di 5 mila euro per soggetto – afferma l’assessore delle Politiche sociali – e che servirà per finanziare la presa in carico dei destinatari, 400 su un totale di 1359 MSNA presenti oggi in Sicilia, mediante l’analisi dei bisogni, dei documenti e la verifica delle attitudini professionali, ma anche per l’inserimento abitativo e per le attività di accompagnamento alla ricerca del lavoro o di corso di formazione professionale”. 


L’iniziativa della Regione Siciliana, con le seguenti motivazioni addotte: il contrasto del fenomeno del caporalato e l’integrazione, di per sé potrebbe considerarsi lodevole, se non fosse messa in campo con denaro pubblico in un momento di enorme difficoltà per i cittadini della Regione e per l’Italia intera. Niente a che vedere con il razzismo, perché le persone che arrivano in Italia meritano sempre e comunque un’accoglienza, ma le cifre di denaro: 6.200 euro a testa per immigrato e 5.000 per i minori non accompagnati, risultano troppo elevate, se si considera lo stato di profonda depressione economica in cui è piombata la Sicilia a causa dell’emergenza CoVID-19. La Regione vanta attualmente un tasso di inattività del 52,9 %, da distinguersi dal tasso di disoccupazione che si attesta al 15,6%, ma che registra il numero di uomini e donne alla ricerca di lavoro: soltanto loro, infatti, vengono definiti “disoccupati”.


Quel po’ di turismo che aveva sostenuto, fino a qualche tempo fa, l’economia dell’Isola è ormai andato, mentre la forzata chiusura di bar, ristoranti e lo smart working fortemente consigliato ai dipendenti pubblici, hanno dato il colpo finale all’economia locale. Anche se è impossibile azzardare una statistica veritiera in proposito, dall’inizio della crisi legata al coronavirus vi è stato un notevole incremento dei suicidi in parecchie città siciliane, secondo alcuni operatori delle pompe funebri locali, ma anche secondo l’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” della Link Campus University e come raccontato da Salvatore Ferro, alcuni mesi fa, in un approfondimento sul quotidiano “Giornale di Sicilia”.



La gente è scesa in strada in preda alla disperazione in più capoluoghi di Provincia, chiedendo anzitutto il diritto al lavoro, ma anche un sostegno economico, come, del resto, sta avvenendo in tutta la Penisola. L’iniziativa, in questo clima, assume quindi dei contorni quantomeno inquietanti. Da molti mesi, intanto, l’isola di Lampedusa è sotto assedio, mentre le autorità non sembrano curarsi delle ripetute proteste degli abitanti. Mentre gli Italiani rimangono chiusi in casa, proseguono ininterrottamente gli sbarchi: migliaia di immigrati clandestini vengono trasferiti nell’hotspot ormai in costante collasso, e successivamente imbarcati sulle navi quarantena – in genere, da crociera – che sosteranno in acque siciliane, a pochi metri dalle coste, per poi essere trasferiti nei centri di accoglienza siciliani.


Dall’inizio della crisi coronavirus, è diventato sempre più evidente l’impressionante aumento di tunisini, magrebini, ecc. circolanti nelle città siciliane, rigorosamente vestiti con abiti firmati e provvisti di smartphone personali di ultima generazione. A questo fenomeno, occorre aggiungerne un altro, che si è materializzato come per incanto dopo il lockdown nazionale della scorsa primavera: intere famiglie, con bambini anche molto piccoli, dai tratti orientali, provenienti dalla zona asiatica, forse Bangla Desh, Pakistan, ecc.


E’ evidente che queste famiglie non possono essere giunte in Sicilia con i barconi, e che il fenomeno sia aumentato dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria. Lo scorso agosto i ministri Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio si sono recati in Tunisia devolvendo 11 milioni di euro al Paese africano affinché controlli le sue acque territoriali. Tale somma è andata ad aggiungersi ad altri 50 milioni di euro donati dal ministro degli Esteri Di Maio la primavera scorsa, per un totale di 61 milioni di euro, in cinque mesi. Ma dopo la visita dei ministri in Tunisia, avvenuta il 17 agosto, gli sbarchi non solo non sono diminuiti, ma sono addirittura aumentati: già nello stesso giorno sono approdati sulle nostre coste 403 migranti e 235 il giorno successivo, senza che il trend sia mai diminuito.


Negli anni passati, con l’arrivo dell’autunno, e con il conseguente peggioramento delle condizioni meteo, l’arrivo dei barconi a Lampedusa era calato in modo significativo: quest’anno invece non è andata così: nel mese di settembre sono approdati sulle nostre coste 4.386 migranti, mentre già dall’inizio di novembre sono arrivati irregolarmente in Italia 3.577 migranti, secondo i dati del Viminale. Nell’arco di soli quattro giorni sono approdati a Lampedusa irregolarmente 2.462 persone. Già durante la scorsa estate erano state numerose le proteste dei cittadini dell’isola, ormai in continua emergenza: oggi l’emergenza non soltanto continua, ma si aggrava sempre più.


Ed è proprio a Lampedusa che il 27 settembre scorso è sbarcato Aouissaoui Brahim, il terrorista tunisino responsabile dell’attentato compiuto a Nizza il 29 ottobre scorso. Intanto, un emendamento della maggioranza giallo-rossa in Commissione alla Camera, sta cercando di cancellare il tetto massimo dell’accoglienza dei migranti, come ha riportato, il 18 novembre scorso, il quotidiano nazionale “La Verità”. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha denunciato, quando era in corso l’esame del decreto Migranti: “mentre l’Italia viene invasa da immigrati, la maggioranza Pd-grillini-renziani approva un emendamento folle che cancella il numero massimo di immigrati che potrebbero entrare in Italia con il decreto flussi”.


Se l’emendamento a firma giallo-rossa dovesse passare, significherebbe che non vi sarebbero più limiti d’ingresso in Italia. Continua ancora il senatore Gasparri: “sono degli irresponsabili che auspicano ancora più ingressi in Italia con numeri illimitati”. E conclude definendo l’emendamento “una follia, un tradimento dell’Italia. Collaborare con i nemici della patria? Il primo dovere è quello di fermarli. Che vergogna”. Infatti il problema degli sbarchi sta assumendo giorno dopo giorno proporzioni sempre più drammatiche, come ha ammesso, il 17 novembre scorso, anche il capo del Viminale Luciana Lamorgese, nel corso dell’audizione in commissione Affari costituzionali della Camera: “Non c’è possibilità di vietare gli sbarchi fantasma”, ha ammesso. 


Secondo gli ultimi dati disponibili, l’hotspot di Lampedusa è stato interessato, nei primi 16 giorni del mese di novembre, dall’arrivo di circa 4.000 migranti irregolari, arrivati sull’isola anche con sbarchi autonomi. L’hotspot, che dispone di una capienza massima di 192 persone, ne ospitava 685 alcuni giorni fa, in condizioni igienico-sanitarie vergognose, assembrati ed alcuni senza mascherina. E’ quanto riportano i parlamentari leghisti Eugenio Zoffili e Stefania Pucciarelli, che hanno visitato a sorpresa l’hotspot di Lampedusa, in contrada Imbriacola. Evidentemente, il CoVID-19 fa paura solo se a riunirsi sono gli Italiani.


Mentre il 19 novembre il deputato di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro, ha scritto sulla sua pagina Facebook, dove ha postato anche il video del suo intervento sul tema in commissione Esteri: “Di Maio il 9 novembre, in piena pandemia e mentre gli italiani sono in ginocchio, eroga altri 50 milioni per la cooperazione internazionale. Nello stesso giorno sparivano dal Decreto ristori bis 100 milioni all’agricoltura e 50 milioni agli agenti di commercio e alle partite iva!“. Ha quindi proseguito Delmastro, capogruppo di FdI in commissione Esteri: “Il sottosegretario agli Esteri ha spudoratamente confermato che, mentre ci stiamo indebitando per curare le ferite economiche e sanitarie che il coronavirus ha inferto alla nostra Nazione, il governo ha erogato più di 50 milioni di euro per la cooperazione internazionale”.


E continua: “ciò che è parossistico e indecente è l’inquietante contestualità della deliberazione del 9 novembre con cui il governo ha erogato questi 50 milioni e il decreto Ristori bis che ha la medesima data. Nel decreto Ristori bis, che doveva essere un provvedimento fondamentale per la ripresa economica sono andati 30 milioni di euro ai tamponi, ma sarebbero potuti essere 80 milioni. Sempre il decreto Ristori ha destinato 50 milioni di euro per le indennità alle Forze di polizia, ma potevano essere 100. Così come sono stati tolti 100 milioni di euro alla filiera agricola perché mancavano i soldi, ma lo stesso giorno il governo ne ha trovati 50 sempre per la cooperazione internazionale”.


Prosegue il deputato di FdI: “nel medesimo giorno che il governo trovava 50 milioni per il resto del mondo, dal decreto Ristori bis sparivano 50 milioni per i codici ateco non rientranti fra quelli chiusi, ma di filiera, come gli agenti di commercio”. “Evidentemente – ha concluso infine Delmastro – le priorità di questo governo di sinistra non sono gli italiani ma tutto il resto del mondo“.


Iscriviti alla nostra Newsletter!


5 1 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error:

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.