Periodico di Inchieste

Sgominata rete di pedofili. Arresti in 15 regioni e sequestro di materiale pedopornografico


L’orrore correva di monitor in monitor e riguardava minori di 18 anni e perfino neonati coinvolti in scene disgustose e disumane di nudo e di abusi. Il blitz della Polizia postale nell’ambito dell’operazione “Community 50”



L’orrore correva di tastiera in tastiera, di monitor in monitor. Riguardava minori di 18 anni e perfino neonati coinvolti in scene disgustose e disumane di nudo e di abusi. Una degenerazione morale e materiale che non ha risparmiato neppure gli animali, e che è stata fermata dagli oltre 200 investigatori della Polizia Postale di Torino e dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia.


Gli artigli degli orchi arrivavano fino in Nord America

Nel corso della maxi-operazione denominata “Community 50”, è stata sgominata una rete di pedofili avvezza a fruire e a condividere scene pedopornografiche. Gli artigli degli orchi arrivavano fino in Nord America e in Canada in particolare, non risparmiando note piattaforme di messaggistica, dove avveniva la fruizione e lo scambio delle immagini raccapriccianti. I collegamenti con l’estero sono stati delineati grazie al supporto del National Child Exploitation Coordination Centre.


Arresti e sequestri in tutta Italia a seguito dei “pedinamenti virtuali”

Gli arresti di questa mattina e i sequestri dei dispositivi elettronici (150 tra pc e smartphone) sono stati effettuati in 15 regioni e hanno riguardato impiegati, piccoli imprenditori, studenti e disoccupati di età compresa tra i 19 ai 55 anni. Due le città cardine della rete sgominata dalle Forze dell’Ordine che toccava quasi tutte le regioni: Torino (città di uno degli orchi colpevole di abusi domestici) e Verona, dove avveniva la detenzione e lo scambio di materiale pedopornografico. I nickname non sono bastati a nascondere gli autori dei crimini, cui i poliziotti sono riusciti – a seguito dei “pedinamenti virtuali” – a restituire un’identità.


Anche la detenzione personale di materiale pedopornografico è reato. Lo ha stabilito la Cassazione

L’operazione senza precedenti di questa mattina mette una pietra tombale su un tema su cui ci siamo soffermati negli scorsi giorni: non solo la pedofilia che si concretizza nell’abuso è reato, ma anche la semplice detenzione di materiale pedopornografico, anche se a fini personali e se non commercializzato. Questo ha stabilito la Cassazione nell’ordinanza numero 10167 del 6 marzo 2018, che va nella direzione della repressione dei reati ai danni dei minori in quanto – rilevano i giudici – anche la relazione senza contatto tra adulto e minore è degradante e lesiva. E’ quanto riporta l’avvocato del Foro di Bologna Simone Marani.


Il Centro Nazionale Contrasto Pedopornografia On-line

In Italia i pedofili non sono soggetti che patiscono pulsioni che derivano da un “orientamento sessuale”, ma autori di crimini contro i minori. “La legge nr.38 del 6 febbraio 2006 – si legge sul sito della Polizia di Stato – affida al Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet la lotta a questo odioso crimine”. L’organismo è attivo nel contrasto, spiegano le Forze dell’Ordine, di quei “criminali che usano la rete per delinquere nei confronti dei minori”, e svolge attività di repressione ma anche di prevenzione, rendendo inattivi i contenuti in grado di disturbare il benessere dei minori.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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