Assange spostato nel reparto sanitario di Belmarsh

Il fondatore di Wikileaks e i segni dell’ingiusta detenzione presso il carcere londinese. L’avvocato Per Samuelson: “Non è neppure in grado di sostenere una normale conversazione”

(Sopra, un murales recentemente comparso in Perù). Le condizioni di salute del fondatore di Wikileaks Julian Assange continuano a peggiorare. Tanto da non essere in grado di “sostenere una normale conversazione”, come ha fatto sapere il suo legale Per Samuelson, e da essere stato trasportato in un reparto sanitario. Assange patisce i segni della detenzione nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, dove è rinchiuso dallo scorso 11 aprile, ma anche dei sette anni in cui è stato “ospite” presso l’ambasciata dell’Ecuador, lontano dall’aria fresca e dalla luce del sole, oltre che dal conforto di familiari e amici.


Ingiustamente isolato e ammalato, gli Stati Uniti ne chiedono comunque la testa, tanto da avergli recentemente addossato altri 17 capi di imputazione che si rifanno allo Espionage Act del 1917. Un portavoce ha recentemente denunciato di avere “gravi preoccupazioni” per la salute del giornalista. “Durante le sette settimane a Belmarsh – ha detto – la sua salute ha continuato a deteriorarsi e ha drammaticamente perso peso”. Non sembra tuttavia esserci pietà per il publisher che ha rivelato diverse verità al mondo e per questo potrebbe rischiare fino a 175 anni di carcere: se non riesce a sostenere una conversazione davanti a una Corte, ha detto il magistrato Emma Arbuthnot, “sarà la Corte a spostarsi da lui”.



Una possibile data per la prossima udienza è fissata al prossimo 12 giugno. Estrema preoccupazione per le sorti e per la salute del figlio è stata espressa da Christine Assange, che già si trova nella dolorosa situazione di dover combattere contro il cancro che da sei anni tiene in pugno il marito, come ha reso noto nelle scorse settimane. “Stanno uccidendo Julian lentamente”, ha scritto oggi su Twitter (sopra, il tweet originale con la relazione di Wikileaks).



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