Parte l’iniziativa italiana a sostegno di Assange. Prevista per il 4 gennaio la sentenza


In attesa del verdetto, si continuano a moltiplicare le iniziative a sostegno della sua liberazione




E’ attesa per il 4 gennaio la sentenza relativa alla possibile estradizione negli Stati Uniti di Julian Assange, il giornalista fondatore di Wikileaks ingiustamente detenuto da quasi un anno presso il carcere di Belmarsh. Colpevole di aver fatto il suo lavoro e, incredibilmente, trattato come un criminale nel silenzio compiacente del mainstream. In attesa del verdetto, si continuano a moltiplicare le iniziative a sostegno della sua liberazione. In Italia sta prendendo piede “#achair4Assange”, una sedia per Assange.


L’idea è di un collettivo di artisti impegnati nel sociale che si chiama Our Voice. In un recente videoclip di denuncia, hanno raccontato attraverso vari mezzi espressivi (tra cui la danza) la condizione limite del giornalista pluripremiato. “Assange – si legge sul sito dell’iniziativa – rappresenta un faro per il gornalismo, per la libertà di espressione e di informazione. I suoi diritti sono anche i tuoi. Difendili”. Il progetto è, tuttavia, più vasto, e prevede anche un coinvolgimento diretto delle persone. Si tratta di salire su una sedia, farsi scattare una foto e postarla sui social assieme agli hashtag #aChair4Assange #FreeAssange #JulianAssange #Assange #AnythingToSay.



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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.