Assange, il giudice respinge la richiesta di estradizione ma non è finita


La prossima udienza è prevista per mercoledì 6. I legali della difesa chiederanno la scarcerazione del giornalista



Il giudice Vanessa Baraitser ha respinto la richiesta di estradizione negli Stati Uniti per Julian Assange, il giornalista fondatore di Wikileaks attualmente detenuto presso il carcere di Belmarsh. Ne dà conto la stampa commerciale. La notizia ha suscitato l’entusiasmo dei sostenitori, ma secondo alcuni osservatori potrebbe trattarsi di una vittoria di carta: la Corte ha, infatti, in buona parte sposato le ragioni dell’accusa, pur ammettendo che l’estradizione potrebbe “esporre Assange ad un possibile suicidio”. Il giornalista si è presentato all’udienza in abito blu e mascherina, e stando a quanto è stato divulgato è apparso imperturbabile, “senza emozioni”. Lo attende a breve un nuovo giorno cruciale: il 6, dopodomani, è prevista una nuova udienza in cui si deciderà sulla scarcerazione su cauzione.


Il ruolo dell’amministrazione Trump

La stampa in queste ore sta prospettando ricorsi da parte di Washington, ma dall’amministrazione Trump e dai vicini alla Casa Bianca non sono ancora arrivate dichiarazioni in questo senso. In tribunale questa mattina si è anzi parlato di “caso politico”, e il giudice Baratser – riporta Al Jazeera – ha detto che “non c’erano prove sufficienti che i pubblici ministeri fossero stati sotto pressione dalla squadra di Donald Trump” e che “c’erano poche prove di ostilità da parte del presidente degli Stati Uniti nei suoi confronti”. Secondo il giudice, inoltre, l’estradizione negli States non avrebbe esposto il giornalista al rischio di non essere sottoposto a un giusto processo, ma piuttosto a quello di essere preda della depressione cronica che sta subendo a causa del lungo periodo di detenzione.


PA Media

La difesa mercoledì chiederà la scarcerazione

La difesa, comunque – annunciano i legali di Assange – mercoledì (giorno della prossima udienza) chiederanno la scarcerazione del giornalista che sta patendo fisicamente e psicologicamente gli effetti della reclusione.



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