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Castrazione chimica per i pedofili che si macchiano di crimini contro i bambini. E’ quanto ha disposto il presidente del Perù Pedro Castillo. Il Paese dell’America Latina è uno tra i più devastati dalla piaga degli abusi contro i minori, ma la legislazione in vigore è – ovviamente – tutt’altro che tollerante: per punire gli orchi che si macchiano di atrocità inqualificabili è già in vigore la pena di morte, ma Castillo si è detto risoluto a fare ancora di più.

“Basta con tanta violenza: i crimini sessuali contro i bambini non saranno tollerati da questo governo, né rimarranno impuniti”, ha detto Castillo dopo l’ennesimo orrore che ha provocato lo shock e l’indignazione del Paese. Il provvedimento proposto dal capo dello Stato passerà ora al vaglio del parlamento.

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Il Perù non è l’unico Paese che impartisce lezioni di civiltà agli Stati che si nascondono dietro il pericoloso ombrello della “tolleranza” giustificando, occultando e ignorando i crimini perpetrati dai pedofili. Anche la Russia porta avanti una politica di repressione di questo dramma sociale: oltre che con la castrazione chimica, nella Federazione i reati commessi dai pedofili vengono puniti con l’ergastolo e con il lavoro forzato nelle miniere siberiane. Per quanto riguarda la castrazione chimica, è applicata anche in Moldova, Polonia, Corea del Sud e Indonesia.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Poliziotta si finge minorenne su Instagram e incastra un pedofilo. Ora lo squilibrato rischia fino a 12 anni di carcere

L’orco è stato immobilizzato e ammanettato dagli agenti della Squadra Mobile di Cagliari e adesso si trova nel carcere di Uta. Posta sotto sequestro la sua abitazione

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Poliziotta si finge minorenne su Instagram e incastra un pedofilo. Ora lo squilibrato rischia fino a 12 anni di carcere | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio

Adescava le sue vittime su Instagram, tutte minorenni, e oggi rischia fino a 12 anni di carcere. A mettere fine al vortice degli orrori costruito da un 42enne di Quartu Sant’Elena è stata la Polizia di Cagliari. Risolutivo è stata la denuncia di una dodicenne e dei suoi genitori (che si sono rivolti alla Squadra Mobile di Cagliari), e di un’agente donna sotto copertura, che per più di una settimana ha chattato col pervertito dallo smartphone della bambina.

Finché non è riuscita ad ottenere un incontro: l’orco, inconsapevole, si è avvicinato all’agente scambiandola per la giovane, e a quel punto è stato arrestato in flagranza di reato. Lo squilibrato, riporta Il Giornale, “è stato immobilizzato e ammanettato dagli agenti che erano appostati nelle vicinanze e stavano seguendo tutta la scena. Il cellulare dell’uomo è stato sequestrato e, da una prima analisi, sarebbero emerse molte chat su Instagram con altre ragazzine, tutte minorenni”.

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“Anche l’abitazione del 42enne è stata posta sotto sequestro e gli agenti hanno confiscato un computer, che verrà poi analizzato dalla Polizia Scientifica. Al momento il fermato si trova recluso nel carcere di Uta”. Il pedofilo rischia di passare dodici anni dietro le sbarre.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Abusi online contro minori, arrestato 30enne di Milano

Sul suo capo pendono ben 40 capi di imputazione tra cui detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale online aggravata dalla minore età delle vittime

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Abusi online contro minori, arrestato 30enne di Milano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si fingeva un 14enne e adescava bimbe fino a 13 anni tramite Whatsapp, che poi venivano ingannate, manipolate, ricattate e costrette a intrattenere rapporti sessuali virtuali. Ventisei le vittime finora accertate di un 30enne di Milano, città – raccontano cronache recenti – purtroppo sempre più impestata dal morbo della pedofilia. Il sottobosco degli orrori raccontato da Il Giorno parla di piccole malcapitate che – inconsapevoli – erano finite nella rete dell’orco di turno, fino a manifestare veri e propri disagi psicologici che ben presto hanno catturato l’attenzione dei genitori.

Punite le violenze consumate online

Fondamentale è stata la denuncia ai Carabinieri dei familiari di una delle vittime, che ha portato all’individuazione del predatore e del suo arsenale di materiale raccapricciante, più 177 foto rubate a un ragazzino adolescente, che il soggetto fino a quel momento aveva utilizzato per crearsi una falsa identità. Illeciti che gli sono costati 40 capi di imputazione. Il soggetto è stato subito tratto in arresto e per il momento si trova ai domiciliari. I reati contestati sono – tra gli altri – detenzione, cessione di materiale pedopornografico, produzione di materiale e violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, anche se commesse tramite smartphone e pc.

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“Violenze online sono abusi a tutti gli effetti”

Il pedofilo è accusato di violenza sessuale consumata virtualmente, ma “reale per il codice penale. Perché l’induzione al compimento di tali atti in una bambina che non ha volontà, è a tutti gli effetti un abuso”, hanno spiegato dalla Procura al Giorno.

L’orco è ai domiciliari, ma il pm chiede il carcere immediato: soggetto pericoloso che non può stare in casa da solo

L’inchiesta è stata condotta dagli investigatori della Procura di Milano coordinati dal pm Giovanni Tarzia. Il Riesame ha chiesto i domiciliari per il pedofilo, ma il procuratore si è opposto motivando la decisione con la pericolosità del soggetto e con i rischi connessi al lasciarlo solo in casa, dove potrebbe continuare a consumare – impunito – reati.

Il nucleo anti-pedofilia della Polizia Postale: “Fondamentale la prevenzione”

“La prevenzione è fondamentale. Ai bambini dalle scuole elementari in poi insegniamo che postare la propria immagine sui social o condividerla via Whatsapp può avere conseguenze anche gravi, quindi è necessario esserne consapevoli”. E’ quanto spiegano a Rec News dal Nucleo Anti-pedofilia della Postale di Vibo Valentia, una delle realtà italiane più attive nel contrasto dei reati ai danni dei minori.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Crimini online, altro colpo agli orchi da tastiera. Sgominata rete di pedofili in Germania

Il club degli orrori contava su migliaia di adepti, impegnati a scambiarsi materiale dal contenuto raccapricciante

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Altro colpo agli orchi da tastiera. Sgominata rete di pedofili in Germania | Rec News dir. Zaira Bartucca

Una rete degli orrori che contava su migliaia di adepti, soggetti occupati a scambiarsi nel dark web (il web nascosto) video e immagini raccapriccianti che riguardavano minorenni e bambini. Drammi, abusi e gravissimi disagi psichiatrici cui l’Anticrimine tedesca ha messo fine con una serie di blitz congiunti che hanno portato ad arresti in tutto il Paese.

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