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Sieri “anti-covid”, il ministero della Salute ammette e formalizza l’esistenza delle controindicazioni e degli eventi avversi

Un passo avanti, dopo mesi di “vacciniamo chi passa”. Ma chi si assumerà la responsabilità per le decine di migliaia di persone che hanno subito eventi avversi per quella che ha l’aspetto di un’omissione o di una negligenza?

Sieri "anti-covid", il ministero della Salute ammette e formalizza l'esistenza delle controindicazioni e degli eventi avversi | Rec News dir. Zaira Bartucca

Finalmente, dopo oltre un anno e mezzo di negazioni dell’evidenza, di attacchi coordinati alle voci libere e di un terrorismo mediatico risoluto a ignorare le cure anti-covid e i pericoli insiti alla “vaccinazione”, il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza ha ammesso l’esistenza di controindicazioni in materia di somministrazione dei sieri sperimentali “anti-covid”. Rezza le ha messe nella circolare del 4 agosto, a documento quasi concluso, tra un “monitoraggio delle certificazioni” e le “precauzioni”, fornendo una definizione che appare del tutto enciclopedica.

Si parla di “anamnesi” e si introduce l’idea del medico curante che, dubbioso, fa affidamento al “gruppo tecnico regionale di esperti in campo vaccinale”, proprio per evitare le “reazioni allergiche gravi”, la “Sindrome di Guillain-Barré” e le “Miocarditi/pericarditi” di cui Rezza conferma l’esistenza in relazione ai sieri sperimentali “anti-covid”. Domanda: perché il ministero della Salute si accorge solo ora della necessità di potenziare l’anamnesi pre-vaccinale, riconoscendo finalmente un ruolo attivo ai medici curanti diverso dalle somministrazioni dopo mesi di “vacciniamo chi passa” (poi saggiamente mutato in “vacciniamo i vaccinabili”)? Cosa ha impedito l’uscita di una circolare di questo tenore ad avvio della campagna di somministrazione di massa, quando ancora non si erano verificate decine di migliaia di eventi avversi, alcuni dei quali letali? Chi si assumerà la responsabilità di quella che potrebbe essere interpretata come un’omissione in piena regola o, peggio, una negligenza? (Leggi in basso l’articolo integrale)

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