“Relazioni false”, prosegue il procedimento disciplinare a carico di un’assistente sociale di Milano


Insediato un nuovo consiglio dopo le dimissioni del precedente. Che succede ora



Un salto indietro di qualche mese. Il 18 giugno dello scorso anno si apriva – a seguito della segnalazione di un genitore e con apposita delibera – il procedimento disciplinare a carico di Silvia De Lorenzi, l’assistente sociale milanese accusata di aver prodotto relazioni false che avrebbero provocato l’allontanamento di una minore dal suo nucleo familiare. L’educatrice risulta anche indagata per diversi possibili reati, tra cui falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, calunnia e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Diversi i genitori che monitorano l’evolversi della vicenda, soprattutto tra coloro che non sono riusciti ad ottenere il rientro della prole a causa di provvedimenti che considerano ingiustificati. Sarà, tuttavia, solo il tempo a delineare le effettive responsabilità e a rimettere a posto tutti i tasselli. Pezzi di vite spezzate, di bambine e bambini che dovevano allontanarsi per qualche mese e – poi – da mamma e papà non sono più tornati. Non per l’azione di un singolo assistente sociale, sia chiaro, ma per un pozzo nero di disposizioni incomprensibili e ingiustificate che hanno riguardato più di una famiglia.


Eppure, a voler dare per buono il racconto degli interessati che si considerano parte danneggiata, ad attendere i bambini del caso “Milano come Bibbiano” (come lo abbiamo ribattezzato per le analogie che saltano all’occhio rispetto alla più nota vicenda assurta agli onori della cronaca sugli affidi controversi) c’era il calore della famiglia, l’affetto dei genitori, tutte le condizioni per il mantenimento, ambienti salubri e accoglienti. A loro dire, tutto il contrario di quello che veniva fatto risultare tramite le relazioni. Qualcuno, tra i genitori che nel tempo si sono coalizzati in gruppi di protesta, è stato più fortunato, ma l’esperienza nonostante tutto continua a pesare: “Ho perso gli anni più importanti, quelli della crescita di mia figlia”, ci aveva confidato uno dei genitori.



A novembre dello scorso anno, per chi fa parte di questo gruppo composito di madri e padri c’è la doccia fredda: il Collegio territoriale di disciplina che avrebbe dovuto giudicare l’assistente sociale si dimette in massa, lasciando dubbi sul futuro del procedimento. Normale turnover o meno, non vengono fornite motivazioni, e del resto non esistono obblighi in questo senso. La triade giudicante lascia, ma la strada non è sbarrata come sembra. Il 21 gennaio di quest’anno si instaura un nuovo Consiglio e si riparte. A fare ordine e a delineare possibili responsabilità sono, questa volta, la dottoressa Caterina Manelli in qualità di Presidente, la dottoressa Silvia Imeli (Segretario) e il dottor Francesco Rotunno (Componente).


Il Collegio si è già riunito lo scorso 13 marzo con la nuova composizione, che ha votato in maniera unanime e compatta per il prosieguo del procedimento disciplinare, tanto più che dell’altra parte – quella denunciante – è stata rifiutata ogni forma di conciliazione. Che succede, quindi, ora? Si procede per la presunta violazione degli articoli 11 e 12 Titolo III Capo I del Codice degli Assistenti sociali. I tempi, tuttavia, potrebbero essere piuttosto lunghi, visto che per espletare la sola fase istruttoria potrebbero volerci anche 360 giorni, come da regolamento. Nel frattempo, all’assistente sociale è stata data la possibilità di organizzare la propria difesa tramite un legale o un esperto di fiducia, ai sensi dell’articolo 10 Comma 1 del Regolamento per il funzionamento del procedimento disciplinare.

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Zaira Bartucca
Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell’attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l’abilitazione per iscriversi all’Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell’Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l’incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull’affaire Coronavirus e su “Milano come Bibbiano”. Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de “I padroni di Riace – Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato”. Telegram: https://www.t.me/s/zairabartucca

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