Periodico di Inchieste

Bambini strappati, un padre racconta a Rec News la sua odissea


Dopo quattro anni “Giulia”, torna a casa dal papà, ma rimane affidata agli assistenti sociali. E’ una delle storie che provengono dall’altra “Bibbiano”, quella ancora lontana dai riflettori



Quando il signor Leonardo (nome di fantasia) ci racconta quello che ha dovuto sopportare a causa di una realtà controversa che strappa i figli dai nuclei familiari – spesso, dice, senza motivo – è un fiume in piena. Vuole condensare date, avvenimenti, documenti (ce ne mostra a decine), relazioni “false” degli assistenti sociali. Vuole tracciare una linea tra quello che è stato e quello che non deve più accadere, cioè che un padre perda quasi totalmente i contatti con la propria bambina per quattro anni.


Le relazioni false

Una vicenda dolorosa, che riporta alla memoria i fatti di Bibbiano – è di oggi la notizia di 24 rinvii a giudizio – e le falsità confezionate da chi dovrebbe tutelare le famiglie anziché distruggerle. Anche Leonardo ha avuto la sua fetta di “ingiustizie”, tanto che ora è coinvolto in ben sei procedimenti giudiziari come parte offesa. Tra i reati contestati a chi avrebbe dovuto limitarsi a fornire supporto provvisiorio alla famiglia ci sono falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, calunnia e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.


Le assistenti sociali danno per buone le dichiarazioni dell’ex moglie, donna che abusa di droghe e psicofarmaci

La storia di Leonardo è singolare. Marito di una donna problematica da cui si era separato già prima del sopraggiungere di una “controversa dottoressa”, a causa del passato della moglie si ritrova al centro di una vicenda che definire kafkiana è riduttivo. E’ il 2016 quando il Tribunale per i minorenni di Milano pone il suo suggello sulla decisione dell’allontanamento di sua figlia, una bimba che allora aveva appena 9 mesi che chiameremo Giulia. Le assistenti sociali, in soldoni, danno per buone le rimostranze della problematica ex moglie, avvezza ad abusare di droghe e psicofarmaci, come riscontrato dalle stesse operatrici previe analisi. L’ex moglie, spiega Leonardo, fornisce elementi a causa delle patologie mentali di cui è affetta, e di cui le operatrici sono a conoscenza anche per il solo fatto di essere osservatrici oculari.


“Hanno inventato di tutto, scrivevano senza aver verificato nulla”

Ma Leonardo deve diventare quello che fa festini in casa davanti alla figlia piccola e costringe perfino l’ex moglie a procacciargli le sue frequentazioni, o quello che lascia la propria abitazione nel degrado. “Hanno inventato di tutto”, mastica amaro, “ma la cosa più bella è che io queste assistenti non le ho quasi mai viste. Ne ho incontrata una volta una per pochi minuti. Non mi hanno mai chiesto nulla, non hanno mai verificato nulla. Scrivevano relazioni da altre città, come se fossero i copioni di un film”. Un girone infernale, intavolato il quale Leonardo per quattro lunghi anni potrà vedere sua figlia per tre ore a settimana, nel cosiddetto “spazio neutro”.


Nessuno, nemmeno i parenti, doveva avere la figlia in affido temporaneo

Falsità che al nucleo familiare di Leonardo – tutto incentrato al benessere del parente separato e della sua bambina – sono costati tanti dispiaceri: a partire dai nonni della piccola e degli stessi zii, dipinti come persone che necessitavano di urgenti e dettagliate perizie psichiatriche o riguardanti l’uso di sostanze stupefacenti. Ma perché? Perché “nessuno – spiega Leonardo – doveva avere Giulia in affido temporaneo: qualcuno voleva finisse a tutti i costi in una struttura. Non me lo spiego. A casa stava benissimo, ho chiamato le assistenti pensando di proteggerla dalla madre, lei sì problematica. Invece me l’hanno portata via”.


Dopo un’odissea lunga quattro anni Giulia Torna a casa, ma rimane affidata agli assistenti sociali

Dopo quattro lunghi anni l’odissea di Leonardo sembra volgere al termine, anche se dovrà affrontare ancora tante vicende giudiziarie in qualità di danneggiato e anche se ha perso tanti momenti della crescita di sua figlia. A gennaio di quest’anno, il Tribunale dei minorenni di Milano decreta che la sua piccola – quella che secondo le relazioni di un’altra assistente sociale cercava di continuo l’affetto di un padre in realtà premuroso – può tornare a vivere con lui. Ma l’ombra che quello che è successo possa riaccadere rimane: inspiegabilmente, non gli è stata restituita la completa potestà genitoriale, anche se successive relazioni diverse da quelle incriminate hanno parlato di un padre in grado di badare a tutti i livelli alle necessità della sua piccola, cucinando per lei e facendola vivere in un ambiente sereno e confortevole in cui non mancano giochi e attenzioni.


Il business degli affidi: se “Giulia” è a casa, perché lo Stato spende per mantenerla in una struttura dove in realtà non c’è?

Ma niente, la minore rimane affidata al Comune in cui risiede o – eventualmente – a quello in cui ricadrà in caso di trasferimento. Di tornare sotto le ali protettive del papà, vittima di ingiustizie cui ancora non è stato posto rimedio – neanche l’idea. Come a Bibbiano, l’affido alle strutture – anche laddove non ce n’è bisogno o dove, come in questo caso, non avviene proprio – frutta.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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