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REC EXCLUSIVE

Sessa, il produttore che avvisava Lucano dello sviluppo delle indagini

A legare Lucano e il fondatore e Ceo di Picomedia non c’era solo la fiction Rai, ma anche allerte e soffiate. Gli inquirenti: “Seppe da quelli del film che le indagini si stavano chiudendo”

Sessa, il produttore che avvisava Lucano dello sviluppo delle indagini | Rec News dir. Zaira Bartucca

Mimmo Lucano non era in rapporto con produttori della fiction Rai che avrebbe dovuto riguardarlo solo per quanto riguarda le case dei migranti. L’ex sindaco di Riace, destituito a seguito delle ultime amministrative ma prima ancora dagli effetti dell’operazione Xenia, era in stretto contatto anche con Roberto Sessa, il fondatore e Ceo di Picomedia. Noto al mainstream e vicino a diversi “vip”, Sessa è il produttore cinematografico di alcune fiction, tra cui Tutto il mondo è paese, co-prodotta assieme allo stesso Fiorello (Ibla Film). Niente di strano, ovviamente, che i due si conoscessero. Quello che però salta all’occhio scorrendo l’ampia relazione delle Fiamme gialle di cui abbiamo dato conto, è che il produttore avvisasse Lucano degli sviluppi delle indagini.

La telefonata in cui Lucano parla anche di Grasso e della Boldrini

E’ quanto si evince dal progressivo numero 68149, cioè dall’intercettazione sul telefono di Lucano che riguarda una conversazione avvenuta il 10 gennaio del 2018. L’ex sindaco è al telefono col fratello Giuseppe. “Pepè” in paese è visto un po’ come il bonaccione di casa Lucano. Quello con cui Mimmo spesso si sfogava ma che, avvertiva la fidata segretaria di Città futura Ierinò, era meglio stesse lontano dal sistema legato alle associazioni e all’accoglienza, perché altrimenti Lucano “da giusto” sarebbe diventato “sbagliato”. Domenico parla al fratello della possibilità di candidarsi, anche se al momento nessuno glielo ha chiesto ufficialmente. Nel discorso vengono menzionati Grasso e Boldrini e tutto il resto di opportunità che potevano derivare dall’elezione nel partito Liberi e uguali, dove il dominus del sistema Riace avrebbe potuto proteggersi dai guai giudiziari che già si erano palesati dall’anno prima.

La “manina” che faceva giungere informazioni utili tramite Sessa

La conversazione è quasi terminata quando, annotano gli inquirenti, “Lucano spiega che sul fronte giudiziario non ci sono novità e il film andrà in onda dopo le elezioni. Lucano ha saputo da quelli del film e in particolare da Sessa, che l’indagine si sta chiudendo”. Sembra che l’ex sindaco, stando a quanto appuntano gli investigatori, avesse la possibilità di informarsi dei procedimenti giudiziari che lo riguardavano tramite il noto produttore, con la possibilità che quest’ultimo godesse della fiducia di qualche “manina” collocata nel sistema chiamato, per legge, a raccogliere prove e poi a giudicare Lucano. Un’aspetto che ben si sposerebbe con le stesse ammissioni del prefetto e capogabinetto di Minniti Mario Morcone, di cui abbiamo già scritto.

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