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di Andrea Pagano – presidente U.S. Catanzaro Subbuteo

San Benedetto del Tronto, sabato 22 giugno, è quasi mezzogiorno. Si ricomincia da dove si era lasciato tutto. L’ultimo atto della serie C dell’anno precedente: Catanzaro-Savona. A Roma l’avevano spuntata gli Aleramici Savona, play-off persi, poi a maggio il ripescaggio. La serie B inizia lì dove era finita la C. Ma questa volta c’è un’aria diversa. Pronti via siamo già sotto di uno, ma la frase che dicono tutti è “non fa niente”. Siamo tutti convinti che il compagno al nostro fianco porterà a casa la partita, in un modo o nell’altro, quindi possiamo andare avanti con fiducia e senza ansia… le partite si ribaltano. Mano a mano che passano i minuti la fiducia diventa certezza e giochiamo tutti con una leggerezza diversa. Alla fine sarà 2-2, un po’ strettino, ma non c’è tempo per rammaricarsene, bisogna piazzare gli omini sul campo per la prossima partita… è iniziata la rincorsa a un sogno, nel profondo tutti sappiamo di poter fare l’impresa.

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Il primo punto, buono per la salvezza, è stato fatto. Bisogna fare la corsa su Palocco e Verona, sulla carta sono – in una serie B di livello alto – le meno forti, se ci vogliamo salvare dobbiamo mettere innanzitutto dietro quelle due lì. Poi l’obbiettivo è il Bari, secondo avversario da affrontare. Sono anche loro avversari diretti per la lotta alla non-retrocessione, avversari esperti e da non sottovalutare, rimaniamo concentrati. Questa volta partiamo bene, restiamo tutta la partita in vantaggio e chiudiamo 2-1. Uno sguardo alla classifica e troviamo una sola squadra a punteggio pieno, Vecchia Talpa Fidenza, Aosta ha fermato la Salernitana e siamo secondi con loro e altre due squadre. Secondi… dopo due giornate non ci si può soffermare, si guarda il basso della classifica: la salvezza è ancora lontana e il prossimo avversario, Aosta, è sotto di noi.

Incroci perfetti, partite perfette, e anche Aosta – sulla carta una corazzata rispetto a noi – è vinta! Di nuovo un 2-1 che è lo specchio della forza della squadra. Anche nella difficoltà riesce sempre ad emergere, soffrendo e stringendo i denti. Sguardo alla classifica: siamo primi. Sguardo d’intesa tra tutti: la salvezza è ancora lontana. E adesso viene una partita difficile. Fiamme Roma è una candidata alla serie A. Sono sicuramente più forti di noi, ma il punteggio dice il contrario, passano i minuti e vinciamo 2-1, siamo stati anche 3-1, i forti siamo noi. Finiscono tutti gli incontri tranne uno. L’arbitro ci mette del suo, finisce 2-2. Ancora una volta non si recrimina. Bene così. Un altro punto per la salvezza…Questa partita ci ha sfiancato, è stata tesa e difficile sotto ogni punto di vista. Contro Fidenza arriva una squadra scarica. E arriva anche la prima sconfitta. Le perdiamo tutte di misura. Meglio adesso che la prossima. Siamo ancora in corsa per la salvezza. Guardiamo la classifica. In effetti siamo ancora in corsa per tutto. Ma l’obbiettivo è la salvezza e la prossima è importante.

E la squadra è di nuovo lì. Pronta e concentrata. 3-1 e partita mai in discussione. Finisce la prima giornata e la salvezza è vicina, anche se… siamo secondi in classifica. Forse per la prima volta iniziamo a guardare su e non giù. Sguardo d’intesa tra tutti. Pensiamo a salvarci, tutto quello che viene è un di più… sarebbe un’impresa. A cena non si parla di subbuteo, si ride come matti. È il momento di godere del cibo e della compagnia. Riempiamo una saletta del locale con le nostre voci e risate. Il secondo giorno inizia in salita. Ci sono da affrontare i ragazzini terribili di Pierce. Li affrontiamo con una strana consapevolezza. Puntiamo decisamente alla vittoria. Ci ripetiamo che servono 3 punti per la salvezza ma è chiaro che non ci stiamo pensando più. Vinciamo 2-1 e andiamo a sbirciare i risultati degli altri. Un paio di pareggi dei nostri avversari aprono uno spiraglio per la promozione. Siamo secondi a due giornate dalla fine. Dobbiamo affrontare prima ed ultima.

La salvezza all’improvviso non si nomina più. Ci prepariamo allo scontro con la prima e scopriamo che ci teme. La seconda sconfitta del torneo è quasi indolore, siamo terzi e matematicamente ai play-off promozione ma non ci basta. Aleramici Savona che ci ha scavalcato al secondo posto deve affrontare la Salernitana che ci ha appena battuto e noi Verona. Se Savona non vince siamo in serie A. Ovviamente dobbiamo battere Verona. Si sente il peso della partita. La palla non vuole entrare. Intanto un orecchio va al risultato dell’altro incontro. Salerno vince, ma noi ancora no. È dura, è lunga. Non ingraniamo e Savona recupera. Sguardo d’intesa. Restiamo concentrati sui campi, si va a vincere, ce la possiamo fare. Piano piano tutte le partite si mettono nel verso giusto. Alla fine è 3-0, la salernitana ha bloccato Savona sul 2-2. Ci guardiamo, arrivano tutti nell’area di gioco. Esultiamo come pazzi. Gli sguardi increduli, divertiti, gioiosi… è serie A… è serie A… E’ SERIE A!!! Non ci si crede… non sapevamo nemmeno se saremmo riusciti a salvarci e ora… E’ SERIE A!

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LETTERE

Lo studio che getta una nuova luce sulle diagnosi psichiatriche

di CCDU*

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Lo studio che getta una nuova luce sulle diagnosi psichiatriche

Un nuovo studio, pubblicato da Psychiatry Research, ha concluso che le diagnosi psichiatriche sono prive di valore scientifico nell’identificare specifici disturbi mentali. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Liverpool, ha compreso una dettagliata analisi di cinque capitoli chiave dell’ultima edizione del DSM – il manuale dei disturbi mentali – e precisamente: schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo depressivo, disturbo da ansia e disturbo dovuto a trauma. I manuali diagnostici come il DSM furono creati con lo scopo di fornire un linguaggio diagnostico comune ai professionisti della salute mentale, tentando di sviluppare un elenco definitivo dei problemi mentali, incluso i loro sintomi. 

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Il risultato dello studio si riassume in questi punti: 

  • Tutte le diagnosi psichiatriche portano a prendere decisioni seguendo regole diverse 
  • C’è un enorme grado di sovrapposizione di sintomi tra le diverse diagnosi 
  • Quasi tutte le diagnosi mascherano il ruolo giocato da eventi traumatici e negativi 
  • Le diagnosi dicono molto poco sul singolo paziente e sul trattamento che necessiterebbe 

Gli autori concludono che l’etichetta diagnostica rappresenta un sistema categorico falso. Nelle parole del Dr. Kate Allsopp, coordinatrice del gruppo di ricerca: “Sebbene le etichette diagnostiche creino l’illusione di una spiegazione, esse sono prive di significato scientifico e possono creare stigma e pregiudizio. Spero che questo studio possa incoraggiare i professionisti della salute mentale a pensare al di là delle diagnosi e prendere in considerazione spiegazioni per il malessere mentale, come ad esempio traumi e altre esperienze di vita negative.” 

Secondo il Prof. Peter Kinderman, dell’Università di Liverpool: “Lo studio fornisce ulteriore evidenza sull’inadeguatezza dell’approccio diagnostico biomedicale in psichiatria. Le diagnosi, citate spesso e in maniera acritica come “vere malattie” sono di fatto costruite sulla base di criteri assai arbitrari, derivati da schemi incoerenti, confusi e contraddittori. Il sistema diagnostico parte dal presupposto erroneo secondo cui tutta la sofferenza derivi dai disturbi, e si affida a giudizi soggettivi sul cosa sia normale.” 

Rincara la dose il Prof. John Read, dell’Università di East London: “È forse ora di smettere di far finta che queste etichette pseudomediche contribuiscano alla nostra comprensione delle complesse cause del disagio umano, o del tipo di aiuto che ci serve quando ne soffriamo.” 

*Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

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LETTERE

Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri

di Roberto Martina*

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Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri a sostegno dell'illegittimità costituzionale | Rec News dir. Zaira Bartucca

Avvocati Liberi unitamente al prof. Avv. Augusto Sinagra ha depositato alla Corte Costituzionale quattro interventi e tre opiniones in qualità di amici curiae a sostegno dell’accoglimento della illegittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale per i sanitari di cui all’art. 4 D.L. 44-2021 sollevata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della regione Sicilia. Nei prossimi giorni pubblicheremo il contenuto degli atti affinché possano essere conosciuti da tutti.

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Iniziamo con l’opinione di carattere scientifico che Avvocati Liberi ha depositato in nome e per conto del Dr. Sandro Sanvenero, presidente dell’Albo degli Odontoiatri presso l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di La Spezia, che ha documentato lo svilupparsi nel tempo di una cosiddetta efficacia negativa dei farmaci vaccinali.

L’opinione è stata redatta da un collegio illustre di sanitati di altissimo profilo (prof. Giovanni Frajese; Dr. Sandro Sanvenero; Dr. Alberto Donzelli; Dr. Eugenio Serravalle; Dr.ssa Patrizia Gentilini) che ne hanno autorizzato la pubblicazione per fini scientifici e di condivisione (in basso).

L’efficacia negativa, al crescere della distanza temporale dall’ultima dose vaccinale, è supportata da prove sempre più forti e demolisce la finalità della norma: se il fine della vaccinazione dei sanitari è quello di proteggere i pazienti ed i soggetti fragili con cui entrano a contatto, allora per questi soggetti è più pericoloso essere assistiti da sanitari vaccinati da oltre 6-8 mesi, perché tendono a diventare più suscettibili all’infezione dei sanitari non vaccinati.

Una possibilità è che i farmaci vaccinali impattino negativamente sul sistema immunitario del somministrato che, dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, aumenta la probabilità di contrarre l’infezione rispetto ad un soggetto non vaccinato e, conseguentemente, aumenta il rischio di contagio del prossimo.

La possibile efficacia negativa, però, è solo una parte del problema, perché comunque i farmaci vaccinali non sono sicuri: il trattamento obbligatorio non è idoneo a raggiungere lo scopo (i vaccini non sono complessivamente efficaci per tutelare gli altri) ed espone la persona al rischio di eventi avversi potenzialmente gravi e persistenti (i vaccini non sono sicuri).

Non è possibile ragionare in termini quantitativi, accettando l’idea che ci possa essere una fascia percentuale di cittadini sacrificabili, perché la vita umana è sacra, inviolabile, e nessuno può stabilire che una persona debba assumere obbligatoriamente un farmaco che possa condurre a morte o ad una forma invalidante della propria integrità psico-fisica senza cadere in una gravissima violazione del diritto naturale, della libertà personale, dei diritti costituzionali e dell’habeas corpus.

Il rispetto della persona umana è un limite invalicabile anche per la legge: “nessuno può essere semplicemente chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero pure tutti gli altri”. (Corte Cost. sentenza n. 118/1996 in tema di vaccinazione antipolio).

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LETTERE

Russia e Ucraina. L’arte, il denaro e la guerra

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Composizione VI è un dipinto a olio su tela (195×300 cm) realizzato nel 1913 dal pittore Vasilij Kandinskij. È conservato all'Ermitage di San Pietroburgo | Rec News dir. Zaira Bartucca
"Composizione VI" (1913) olio su tela, Vasilij Kandinskij - Ermitage, San Pietroburgo
Nell’immagine “Composizione VI” (1913). Olio su tela, Vasilij Kandinskij – Ermitage, San Pietroburgo

Affermava Bukowski che il capitalismo ha soppresso il comunismo, e che adesso il capitalismo divora se stesso.

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Il denaro

In wikipedese la servitù della gleba (già colonato in epoca romana) era una figura giuridica molto diffusa nel Medioevo, che legava il contadino a un determinato terreno (la gleba, in latino propriamente “zolla [di terra]”). Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

Istituito il vile denaro l’uomo comincia a rimettere al suo simile il lavoro, e non più la propria esistenza. Alias l’economia e l’esistenza potrebbero ora permettere ad un nucleo familiare di reggere per stare bene. Invece l’economia non è più in logica, né per la vita e tantomeno per la famiglia, è uno sviluppo che va avanti per suo conto, nella dialettica propria degli interessi di pochi eletti.

Infatti l’Uomo (peccato la maiuscola) ha rilevanza sociale solo se fornisce, se gli è concesso di produrre, per cui è la produzione che giustifica la presenza non il fatto di essere uomo: una bestemmia.

Aristotele spiegava che il denaro non può produrre denaro giacché esso mai è un bene, ma solo ed esclusivamente l’immagine di un bene, la sua rappresentazione, e con le immagini non può farsi ricchezza. Ed è nel Vangelo che Luca tramanda di prestare il denaro senza attenderne la restituzione. Invero i banchieri fanno sì che il denaro sia principio dell’economia, quel denaro che, col tempo, sempre meno meno ha avuto a che fare con la ricchezza prodotta materialmente, dall’agricoltura, e l’industria, e l’artigianato, e il commercio; ma sempre di più con la ricchezza prodotta in maniera finanziaria: denaro generante denaro, usura legalizzata: basta pensare al “paghi a rate senza interessi”, nemmeno Vanna Marchi!

E la politica, a servizio della finanza

Platone chiariva che a decidere doveva essere chiamata la politica. Al contrario, ora gli spazi decisionali sono prerogativa dell’economia, e la finanza, del denaro marchettaro. Una politica insolvente che delega a presiedere il Paese i tecnici finanziari: ora Ciampi, ora Monti, ora Draghi”.

Diritti umani e contrattazioni

Agisce solo il mercato e la globalizzazione: l’Occidente porta all’estero il mercato e vorrebbe esportare la democrazia e pure i diritti umani come li intende. Nondimeno se tutto ciò cozza con il mercato, allora lo stesso Occidente dimentica e scorda la democrazia e pure i diritti umani.

Di fatto

Il Manifesto delle Nazioni Unite, quello per lo Sviluppo, stima che Europa e America del Nord – alias un miliardo circa di persone – necessitano dell’80% delle risorse del Pianeta per mantenere il corrente livello di vita. Significa che i rimanenti più o meno sei miliardi di persone debbono o dovrebbero accontentarsi del restante e misero 20%. Se Europa e America del Nord dessero da sgranocchiare qualche etto in più di riso ai cinesi o indiani, gli occidentali non potrebbero più reggere questi livelli di supremazia. Questa è crescita per il bene dell’Umanità? questa è la verità.

Tra produzione e consumi

Un circolo depravato e corrotto, perché se non si consumiamo è inutile produrre e senza produzione viene meno il lavoro. La legge, bibbia, è produrre, sempre, e consumare il più possibile, oltre ogni fabbisogno necessario. Tutto deve durare poco: cibo, moda, automobili, televisori, elettrodomestici, telefonini e così via, e si creano bisogni sempre nuovi “con quella pubblicità che crea infelici perché la gente felice non consuma”, (Frederic Beigbeder, pubblicitario).

La risposta “ecumenica” della guerra

Prende avvio la nuova storia, differente da quella che vedeva gli USA guardiani della Terra. Russia e Cina non sono più rurali, e la prima ha visto gli Usa che non hanno perorato la Georgia, lo stesso per l’Ucraina e pure per la Siria e la Libia e l’Afghanistan. A Putin il momento giusto non è sfuggito, ed è entrato in Ucraina per impadronirsene. Ma l’Ucraina è un scusa, l’effettiva guerra è tra Russia e Usa. La pace non è plausibile, ovvio è che Putin non rinunci a vincere una guerra che ineluttabilmente vincerà.

E allora vorrà incontrare Zelensky, potrebbe volere fare un’operazione del tipo Yalta, posizionare insieme Russia, America, Cina, e possibilmente pure l’India, per dividersi le zone d’influenza, come è stato fatto per la c.d. Guerra Fredda. E Pechino sostiene Mosca, ovvio, per entrare nel controllo delle zone d’influenza.

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