Seguici

© Rec News -

del

Non è previsto l’uso della coartazione fisica. Il decreto è ricorso ad un sistema sanzionatorio rigido e asprissimo tutto teso ad assicurare, almeno nelle intenzioni, il rispetto dell’obbligo vaccinale da parte del più ampio numero possibile di sanitari. Il decreto scaturisce così un complesso di disposizioni dal carattere minaccioso e comunque intrinsecamente violento (art. 610 c.p.) che sconfina i limiti del rispetto della persona umana (art. 13 e 32 Cost.).

D.: In cosa consistono queste sanzioni?

Continua a leggere dopo le foto

R.: Si tratta di misure di contenuto per lo più giuslavoristico che incidono sia sulle mansioni del lavoratore ma anche sulla retribuzione, e ancora sugli stessi requisiti per lavorare, vuoi alle dipendenze vuoi in regime di libera professione.

Esse prevedono (art.4, co. 6, 7, 8 e 9, D.L. 44/2021) che coloro che non saranno in grado di esibire un certificato di avvenuta vaccinazione ovvero di esonero (art. 4, co. 5, D.L. 44/2021) saranno ricollocati in modo evitare contatti interpersonali o che comportino in qualsiasi forma il rischio di diffusione del contagio; ove ciò non sia possibile, per circostanze riferibili al datore di lavoro, è stata prevista la possibilità di demansionamento e anche l’esonero dal servizio. Per i liberi professionisti è prevista direttamente la loro sospensione dall’Albo di appartenenza (con totale impossibilità di produrre reddito).

L’intensità dell’obbligo introdotto arriva al punto di prevedere anche l’allineamento della retribuzione alle nuove mansioni (verosimilmente inferiori) ovvero la sua sospensione per intero. Si tratta quindi di sanzioni dal carattere estremamente afflittivo e sproporzionato. Lungi dal limitarsi a prevedere in danno dei “dissenzienti”il pagamento di una certa somma di danaro, il governo ha ritenuto appropriato colpire le retribuzioni e il lavoro. Per cogliere l’abnormità di queste misure, soprattutto se paragonate alle finalità ultime che si voleva ottenere, non è superfluo ricordare che lavoro e retribuzioni (art. 35 e 36 Cost.) hanno un quid pluris, una qualità unica, che li distingue dagli altri diritti inviolabili, in quanto essi sono la pietra angolare sulla quale poggia la nostra stessa Forma di Stato repubblicana (art. 1 Cost. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”).

D.: I trattamenti sanitari necessitano del rilascio del consenso informato da parte di chi li deve ricevere. Il D.L. 44/21 prevede che sia rilasciato obbligatoriamente anche il Consenso?

R.: La norma non ne fa menzione ma nel quadro di diritto positivo vigente si deve rispondere di no. Il Consenso è un atto individuale, assoluto e personalissimo con il quale il paziente, e in questo caso il vaccinando, esprime liberamente la volontà che il medico vaccinatore proceda con il trattamento.

Per come lo conosciamo, l’istituto è stato codificato per la prima volta nei canoni di Norimberga (1947) e poi ha trovato la sua disciplina compiuta in numerose fonti di diritto internazionale, comunitario e locale, nonché in numerose sentenze di legittimità e costituzionali quale presidio a tutela del diritto del malato ad autodeterminarsi liberamente. Il Consenso è quindi un istituto distinto dal trattamento sanitario e per definizione deve essere libero e non coartato (art. 3, co. 1 e 2 lett. a) della Carta dei diritti fondamentali della UE)

D.: I sanitari soggetti all’obbligo potrebbero chiedere di essere vaccinati pur rifiutando di sottoscrivere il consenso informato?

R.: Va ribadito che non si può costringere il personale sanitario ad esprimere un consenso volontario, se tale non sia, per un trattamento sanitario che invero viene accettato solo ed esclusivamente per la necessità di scongiurare le sanzioni connesse al mancato rispetto all’obbligo di cui al decreto. Del resto si potrà facilmente comprendere che nella misura in cui lo Stato abbia imposto l’obbligo, esso dovrà anche assumersi il rischio connesso all’imposizione vaccinale che dispone coattivamente, a prescindere dalla determinazione libera del soggetto che lo riceve.

Sarebbe velleitario chiedersi se il governo conosce i principi appena richiamati ma quel che resta in ogni caso è che vada direttamente ammessa la possibilità  che il personale chieda di essere vaccinato, in ottemperanza all’obbligo, indipendentemente dal fatto che si senta o meno di accettare il consenso. Si badi, non si tratta di meri esempi di scuola ed è anzi fin troppo semplice immaginare che saranno moltissimi i sanitari (con le loro famiglie, mutui, utenze etc) che non sarebbero economicamente in grado di resistere ad una diminuzione della retribuzione o peggio alla sua completa sospensione fino al 31 dicembre 2021.

Il fatto è che in una simile situazione sarà il vaccinatore a trovarsi in condizione di interrompere la vaccinazione.

D.: Ci sono conseguenze nei confronti del vaccinando che si è messo a disposizione per lasciarsi vaccinare, nonostante rifiuti di esprimere il consenso, nel caso in cui il medico somministrante interrompesse per questo la procedura di vaccinazione?

R.: Alla stregua dell’art. 5, co. 6, nel caso di mancata conclusione positiva della procedura di vaccinazione l’azienda sanitaria accerta l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e, a seguire, la norma prevede l’applicazione delle sanzioni già indicate. Proseguendo quanto sopra, è chiaro che se lamentando la mancanza del consenso fosse il medico somministrante ad interromperela procedura di vaccinazione, non si potrà muovere nessun addebito o recriminazione nei confronti del sanitario da vaccinare. A ben guardare infatti, l’essersi messo a diposizione del medico somministrante per ricevere la vaccinazione è esattamente quella condotta, e nessun’altra, richiesta dal decreto. Proprio l’assenza di responsabilità in capo al vaccinando fa conseguire l’illegittimità di qualsiasi sanzione di cui al decreto che dovesse essergli notificata in base al decreto. Sotto altro aspetto, va anzi evidenziato che sarà la Asl ad essere inadempiente e responsabile per la mancata vaccinazione perché il somministrante del vaccino, da essa incaricato per l’incombente, ha illegittimamente interrotto la procedura di vaccinazione evitando di porre in essere la prestazione richiestagli dal decreto.

D.: Quali sono i punti deboli di questa norma?

R.: Ha due difetti intrinseci che come detto provocheranno un’impasse nelle procedure di vaccinazione perché nonostante il D.L. 44/21 i vaccinandi conservano il diritto di rifiutare il consenso, da una parte, e il medico somministrante interromperà la procedura ritenendo di non essere sufficientemente tutelato dalla norma, dall’altra.

Questa situazione si crea a causa del fatto che il decreto ha omesso di ridefinire i contenuti e i limiti del consenso informato, o di riformularli del tutto (!), ed anche perché non ha predisposto sufficienti garanzie per i medici vaccinatori. In caso di somministrazione del farmaco in assenza del consenso, questi ultimi rimarrebbero infatti esposti ad accertamenti giurisdizionali per responsabilità penale (quantomeno per i casi di lesioni e omicidio dolosi e violenza privata) e civile, nonché deontologica.

Un esecutivo che introducesse i correttivi indicati otterrebbe una norma senz’altro più efficace per raggiungere i fini voluti. La norma stessa avrebbe anche il “pregio” di disvelare definitivamente ai cittadini il volto liberticida e totalitario di chi occupa le nostre istituzioni democratiche, fuori da inganni e intollerabili ipocrisie.

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere
1 Commento
Iscriviti
Notificami
guest
1 Comment
Nuovi
Meno recenti Più votati
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Paolo Biagio Mortellaro

Ottima, analisi

COVID

Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

© Rec News -

del

Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Continua a leggere dopo le foto
Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere

COVID

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false. Premier e governo denunciati a Messina, a Biella e nel Varesotto per sequestro di persona e per la discriminazione dei non vaccinati. La querela di ALI – Avvocati Liberi per i “delitti commessi contro la personalità dello Stato”

© Rec News -

del

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fioccano denunce e querele per il presidente del Consiglio Mario Draghi e per il commissario all’Emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Provengono da tutta Italia e sembra si moltiplichino a ogni passo (falso), a ogni acuirsi delle restrizioni e a ogni protrarsi di provvedimenti anticostituzionali. Una bella gatta da pelare per i due, tanto che all’ex “generalissimo” prontamente è stato tolto il comando della Logistica dell’Esercito in salsa emergenziale. Il potentino che voleva “vaccinare chiunque passa“, tuttavia, continua a conservare l’incarico istituzionale all’interno del Comando Operativo di Vertice Interforze, senza rossore alcuno per il ministero della Difesa. Passando a Draghi, secondo gli osservatori mainstream dopo l’uscita di scena di Berlusconi (che avevamo anticipato e che non abbiamo mai considerato come opzione), si prospetterebbe la corsa al Colle, ma anche qui potrebbe trattarsi del solito bluff per spianare la strada al vero candidato che metterebbe tutti d’accordo. Insomma, messa da parte la politica, a restare sul tavolo sono le migliaia di pagine presentate all’attenzione delle Procure di tutta Italia, che comunque potrebbero avere ovvie ripercussioni anche sulle scelte di partiti che non intendono rimanere imbrigliati in affari giudiziari.

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false

Per quanto riguarda Figliuolo, sono pesantissime le accuse formulate dall’ingegnere Giuseppe Reda, il ricercatore dell’Unical che ha denunciato l’operato del militare alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Sotto la lente degli inquirenti finirà il papello di riferimenti alle misure controverse che secondo Reda ha reso colpevole Figliuolo dei reati di abuso di autorità, violenza privata, diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, procurato allarme, omicidio colposo, crimini contro l’umanità, violazione della Costituzione Italiana agli art. 2, 32, 54, 76, 78. Di più: Figliuolo ha ammesso candidamente di essere stato al servizio della sperimentazione umana in Italia dei preparati cosiddetti anti-covid: “Mai nella storia dell’uomo – sono le dichiarazioni gravi fatte dal militare in Piemonte alla presenza di Alberto Cirio – si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi di vaccini, senza saperne esattamente l’esito. Se non quello sperimentale che ha portato all’approvazione da parte della comunità scientifica”.

Continua a leggere dopo le foto

In fila per denunciare Draghi

A Biella, addirittura, pur di denunciare Mario Draghi e il suo operato ci si mette in fila. Nel mirino, la gestione della pandemia alla Conte, con un Dpcm dietro l’altro con il fine di introdurre una sorta di obbligo vaccinale di fatto e di estorcere la vaccinazione anche in chi – in realtà – non avrebbe voluto sottoporvisi. Una condotta che per i denuncianti avrebbe comportato la violazione dell’articolo 610 del codice penale, che recita che chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. E non è vero, come riporta La Stampa, che si tratta di istanze senza futuro, perché “dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde”: perfino il decreto del 7 gennaio – nei fatti – specifica che denuncianti, testimoni e accusati sono esentati dalla presentazione del Green Pass. A Messina, Draghi e il governo sono stati denunciati per sequestro di persona e violenza privata, per aver impedito ai siciliani – perfino a chi doveva spostarsi per necessità chirurgiche – di raggiungere la Penisola in forza dei blocchi imposti all’imbarco dei traghetti tramite l’introduzione del Green Pass. A Varese, ancora, pioggia di denunce per le discriminazioni compiute dall’esecutivo e dal premier ai danni di chi non si è voluto o potuto vaccinare, ma la lista sembra essere più lunga e alimentarsi di ora in ora.

La querela di ALI contro Draghi, Conte Speranza per i delitti commessi contro la personalità dello Stato, tra cui eversione dell’ordine democratico, cospirazione, attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali

C’è poi – per ultima ma non da ultima – l’azione promossa dal team di legali che si sono uniti sotto la sigla ALI – Avvocati Liberi – che ha querelato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il suo predecessore Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza per diversi e gravi delitti “contro la personalità dello Stato”. Gli avvocati hanno presentato una querela di oltre 30 pagine, in cui si fa riferimento al reato di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.), cospirazione politica mediante accordo (Art. 304 c.p.), Attentato contro la Costituzione dello Stato (Art. 283 c.p.), Attentato e atti violenti contro gli organi costituzionali e contro le Assemblee Regionali (Art. 289 c.p.), Attentato per finalità terroristiche o di eversione (Art. 280 c.p.), pubblica estorsione.

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere

COVID

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro

Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”

© Rec News -

del

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. C'è solo il covid: ogni posto in degenza frutta agli ospedali 10mila euro | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo

Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.

Continua a leggere dopo le foto

Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.

Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere

Ora di tendenza

© 2018-2022 Rec News - Lontani dal Mainstream. Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione (ROC) n. 31911. Copyright WEB121116. Direttore Zaira Bartucca P.IVA 03645570791 - Vietata la riproduzione anche parziale

Accedi ai contenuti extra di Rec News!

X
error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione