Periodico di Inchieste

Da Lukashenko a Maduro, quando la tirannide Ue colpisce la democrazia altrui


I governi democratici sono quelli filo-europeisti e le elezioni regolari sono esclusivamente quelle in cui viene eletto un leader vicino a Bruxelles. Deve pensarla così Josef Borrell



I governi democratici sono quelli filo-europeisti e le elezioni regolari sono esclusivamente quelle in cui viene eletto un leader vicino a Bruxelles. Deve pensarla così Josef Borrell, l’Alto rappresentante dell’Unione europea che ha dichiarato che “l’Ue non accetta i risultati elettorali della Bielorussia” che lo scorso 10 agosto hanno riconsegnato la guida del Paese ad Aleksandr Lukashenko. Una provocazione in piena regola che non è stata ben vista dalla Russia di Putin, che nelle ultime ore ha promesso al leader bielorusso supporto, fosse anche “militare”.


Il presidente (in carica dal 1994) è al suo sesto mandato: tutto regolare, dato che nel 2004 è stato un referendum a cancellare il limite prima vigente di due mandati. Per alcuni uomo forte al comando che ha risollevato le sorti di uno dei paesi satelliti dell’URSS – quella Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa che nel 1991 si stacca per inaugurare una stagione di maggiore autonomia, che tuttavia non sarà mai completa – per altri “dittatore”. La figura di Lukashenko sembra essere controversa ma in realtà è solo il copione “sorosiano” che si ripete, sempre uguale a sè stesso.


Ci sono le rivolte di piazza tutt’altro che spontanee, c’è la violenza organizzata e c’è perfino la leader carismatica, quella Svetlana Tikhanovskaya uscita visibilmente sconfitta dalle elezioni che ora si prepara a diventare – per instaurare un parallelismo con il Venezuela – il nuovo Guaidò al femminile. E, probabilmente, a portare a casa gli stessi flop dell’estimatore dei Narcos.


L’aiuto di Putin di certo rincuorerà nell’immediato Lukashenko, ma non risolve l’empasse politica nel lungo periodo. La Bielorussa è un maglione le cui maniche sono tirate dalla Russia e dall’Ue. Ma se il primo rivendica aiuto e progetti reciproci e, soprattutto, la vicinanza storica, geografica e culturale, la seconda semplicemente si è abituata a giocare alla matrigna usurpatrice in casa e fuori, decidendo cosa è democratico e cosa è valido.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


Iscriviti alla nostra Newsletter!


4.8 4 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error:

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.