INCHIESTE
Chi sono Tikhanovskaya (Pilipchuk) e Kolesnikova, le “leader” intercambiabili eterodirette da Bruxelles
Insieme a Veronika Tsepkalo secondo la narrazione comune insidiano lo zar di Minsk. Un backstage popolato, il loro: banchieri, mariti ingombranti, l’onnipresente Ue e un passato da “artiste”
Un giuramento “segreto fino all’ultimo momento” quello di Alexander Lukashenko, il presidente della Bielorussia regolarmente eletto (che però non piace all’Ue) che in questi giorni si è insediato nel corso di una cerimonia ufficiale organizzata nei minimi dettagli, cui hanno preso parte tutte le istituzioni ai massimi livelli. Per il mainstream, quasi un atto cospirativo che sarebbe avvenuto di nascosto, sottobanco, senza avvisare, quasi fosse una colpa mettere il cappello sul risultato delle ultime elezioni che hanno sancito Lukashenko quale vincitore indiscusso, nell’ambito di una sorta di plebiscito popolare.
La moglie dello youtuber e la corsa alle presidenziali tutta in famiglia
L’eterodiretta Svetlana Tikhanovskaya (all’anagrafe Pilipchuk) tuttavia, non accetta la sconfitta. “Sono l’unico leader eletto dal popolo bielorusso – ha detto ieri – e il nostro compito ora è costruire insieme una nuova Bielorussia”. Ma chi è Svetlana Pilipchuk? In Patria vive all’ombra del consorte, lo youtuber e attivista progressista Sergei Tikhanovsky (da qui l’appellativo di “Tikhanovskaya”) che si è presentato assieme alla moglie – in evidente conflitto di interessi e in ottica antipluralista – alle ultime presidenziali.
Rapimenti, titushky e politica, la spy-story made in Misk che fa comodo all’art-director (!) Kolesnikova
Il risultato è stato che i due hanno portato a casa Tikhanovsky da un lato un ritiro anticipato, e da un altro una cocente sconfitta. Il peso politico di tutti e due messi insieme è infatti pari a quello di Navalny in Russia, ma nonostante questo la rampante e arrampicante Svetlana viene indicata come “la principale leader dell’opposizione”. Salvo dimenticarsene quando il mainstream tenta di far passare l’idea di fantomatici “rapimenti” che sarebbero stati organizzati dai “Titushky”, “mercenari” autonomi che a inizio settembre avrebbero rapito Maria Kolesnikova, altra (quando è comodo) leader dell’opposizione. In realtà, un’artista solo di recente prestata alla politica.

“Le tre donne che insediano Lukashenko”. E il mainstream cancella Babariko, il banchiere che ha sfidato lo zar di Minsk
Nel caos informativo che torna utile a Bruxelles, in ogni caso, si può dire tutto e il contrario di tutto. Di certo, mai la verità. E allora nessun giornalone e nessun tg parlerà mai di colui che era stato indicato come il reale sfidante di Lukashenko, quel Viktor Babariko (banchiere) che ha dovuto rinunciare alla corsa per aver intascato una tangente di 430 milioni di dollari per riciclaggio di denaro sporco. Una pubblicità che certo non ha fatto bene all’opposizione del presidente in carica, ma che è stata provvidenziale per la futura leader di Vmeste Kolesnikova che, casualmente, all’epoca gestiva la comunicazione di Babariko.
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