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Balneari, tutto fermo. Ma sul tavolo ci sono le proposte della CICAS


di Ernesto Greco – CICAS Turismo

La pandemia che ha colpito il nostro Paese, sta mettendo in ginocchio l’economia italiana colpendo tutti i settori produttivi. Tra questi, quello più pesantemente colpito, è il comparto turistico che, è bene ricordarlo, costituisce una delle voci più importanti del bilancio nazionale. Ne si intravede per il momento, il necessario supporto dello Stato. Continuano ad arrivare promesse da parte del Governo che finora non si sono concretizzate ed ancor di più preoccupano le voci, a volte contrastanti, a volte incerte, di alcuni esponenti politici.


Insomma, di serio, certo e concreto ancora nulla se non lodevoli iniziative in capo a Governatori di alcune regioni (Liguria, Molise, Lazio, ecc.) che cominciano a dare i primi segni di speranza. Per CICAS Turismo Calabria, ben venga quindi l’ultima e da noi auspicata (e sollecitata) Ordinanza della Presidente Santelli che autorizza anche in Calabria la possibilità di attività di manutenzione per i lidi balneari, previa autorizzazione del Prefetto competente per territorio.


Avremmo preferito che si procedesse con una semplice comunicazione (vedi Liguria) per evitare inutili lungaggini burocratiche. Ma tant’è. Restando sempre nel contesto delle imprese balneari che raggiungono il ragguardevole numero di oltre 30.000 aziende, è sconfortante non avere ancora direttive per quel che sarà il momento della riapertura. Nodo gravoso sarà quello del necessario “distanziamento sociale”.


Ernesto Greco (CICAS Turismo Calabria)
Ernesto Greco (Coordinatore Regionale CICAS Turismo Calabria)

Come sarà regolamentato? Ancora non lo sappiamo ma, sappiamo per certo, che i lidi non potranno e non saranno affollati come in passato con tutte le conseguenze che ne derivano: minori  introiti, meno personale assunto, ecc.


Ed è per questo che CICAS Turismo Calabria (in linea con la sede nazionale), facendosi portavoce sei suoi numerosi associati, punta i riflettori su alcune proposte e soluzioni che vengono di seguito sinteticamente elencate:


  •  Canoni demaniali: esonero della corresponsione almeno fino a tutto il 2021;
  •  Mutui: sospensione per almeno 18 mesi compreso le quote interessi;
  • Credito: apertura linea di credito a tasso zero abolendo le lungaggini burocratiche per potervi accedere;
  •  IMU: rimodulazione dell’IMU in funzione dell’effettiva percentuale di occupazione degli immobili da calcolare al netto degli spazi non utilizzati a causa del distanziamento sociale;
  • Tributi: sospensione senza costi aggiuntivi e possibile rottamazione di una cospicua parte;
  • Lavoro: vista l’impossibilità di prevedere quelli che saranno i flussi turistici, quindi di programmazione, serve agevolare il reclutamento del personale necessario anche con la reintroduzione dei voucher per le prestazioni occasionali;
  • Contributi: rimodulazione  annullamento di una buana parte  (e sospensione dei contributi per almeno 18 mesi);
  • Incentivi: incentivi alle famiglie che sceglieranno di trascorrere le vacanze in Italia;
  • Tassa soggiorno: fermo restando che siamo sempre del parere che è necessaria la totale abolizione, sospensione del versamento della tassa di soggiorno almeno a tutto il 2021.

Infine, non ultima per importanza, ci preme segnalare la reticenza di alcuni Comuni di applicare la sospensione della famigerata direttiva Bolkenstein. Come si ricorderà, per iniziativa dell’allora Ministro Centinaio, con la legge di Bilancio per il 2019 sono state prorogate per 15 anni, quindi fino alla fine del 2033, tutte le concessioni in essere al 1 gennaio 2019. Orbene, come anzidetto, alcuni Comuni pare non vogliano dare corpo a tale disposizione e, stando il fatto che parecchie concessioni sono scadute o in scadenza, stanno aggiungendo ulteriori pesanti problemi al comparto.


Non possiamo accettare questo atteggiamento ed a gran voce invitiamo tali Comuni a rientrare nell’alveo delle normali attuazioni delle disposizioni di Legge.



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