Caro presidente dell’Inps, per stanare i falsi invalidi hanno rovinato quelli veri

Lettera firmata

Gentile redazione, faccio parte della categoria degli invalidi reali. Per chi non lo sapesse, siamo quelle persone che davvero non sentono, non parlano, non camminano. Abbiamo problemi quotidiani reali, non scriviamo messaggi fingendo di essere ciechi, non sediamo su una sedia a rotelle per finta quando potremmo correre. A noi prima che gli altri hanno danneggiato gli incentivi ai medici per trovare i falsi invalidi. Se lo Stato paga un medico per dire che un paziente sta bene, il medico lo dirà, e in tempi di crisi sarà disposto a dirlo cento volte anche se non è vero. Così, nel tentativo di colpire qualche centinaio di truffatori, nei fatti si condannano migliaia di persone che davvero non stanno bene. Non è la soluzione, ma solo il modo per creare nuovi problemi.


Vi racconto la mia esperienza personale. Sono entrato nel turbine dell’invalidità da più di venti anni. Dopo i primi dieci anni di lotte, ricorsi agli avvocati, sentenze che si contraddicevano tra di loro, ho ottenuto l’invalidità al cento per cento. A seguito dei nuovi provvedimenti, la percentuale è stata fatta scendere al 75 per cento. Eppure i segni visibili del mio passato di malato oncologico non sono andati via. Semmai, l’età che avanza li ha peggiorati. Sono lettere che non hanno minimamente idea di quello che succede nelle famiglie e di cosa voglia dire la malattia a farti sapere che quello che ti è dovuto ti deve essere tolto perché a una percentuale di italiani piace fare teatro con le disgrazie degli altri e appropriarsi di aiuti che ad altri servono davvero. A quel punto non puoi fare altro che ricorrere di nuovo a spese legali costose, subire attese infinite e presentarti per i dovuti controlli.


Sicuramente stupirà sapere che alle visite non si viene visitati. Ma allora come può un dottore sapere e confermare cosa c’è dietro una malattia? Come è possibile affermare che un’indennità non spetta più? E’ una domanda che pongo ai rappresentanti del nostro governo, all’Inps, ai medici che si prestano ad azioni che hanno delle conseguenze. Per molti il sistema di assistenza agli invalidi è un modo come un altro per guadagnare. Ci guadagna chi finge, ma anche quei professionisti che si sentono di affermare il falso per arrotondare lo stipendio. Tra di noi, caro presidente Tridico, ci sono bambini, anziani soli, persone con malattie gravissime, gente senza braccia e senza gambe. So di un conoscente senza un braccio: anche a lui è stato revocato il cento per cento di invalidità. Lo sa? Quel braccio non è mai ricresciuto. Non ci serve la commiserazione degli altri: la vita ci ha insegnato a essere più forti di tutti. Però non siamo oggetti, non siamo matricole su fogli di carta. Siamo persone. Chi vuole scherzare con la nostra situazione, si prenda anche i nostri problemi.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.