La via per le aziende c’è

di Gabriele Felice – presidente Consorzio Save Italy


(La posizione dell’autore può non coincidere con quella della Redazione)


Internazionalizzazione: perché è così importante? Perché è l’unica via per le aziende per uscire dalle sabbie mobili del sistema Italia (“L’export ci salverà”) fatto di burocrazia, eccessiva tassazione, stretta creditizia, mercato interno asfittico, pagamenti “incerti”, tanto per citare quelle più impattanti. Ma l’internazionalizzazione è tutt’altro che facile e da dieci anni e anche più, la situazione internazionale è andata via via complicandosi. Il punto è il seguente: possono le aziende infischiarsene delle relazioni internazionali e dei rapporti fra gli Stati? Chiaramente no. Ne abbiamo molteplici esempi: vedasi proprio in questi giorni il caso della Libia che vede tante aziende italiane in grandi difficoltà, diverse sono fallite, a causa degli ingenti danni patrimoniali subiti e dei tanti crediti che hanno con enti libici inevasi. Possiamo estendere queste considerazioni anche ai Paesi cosiddetti “canaglia”: l’Iran, la Corea del nord, la Russia e via dicendo.


Per non parlare poi di tutti quei Paesi precipitati in una crisi economica e politica quasi sempre foriera di guerre civili: il caso del Venezuela è forse il più emblematico ma non è il solo: Argentina, Nicaragua, Ucraina, Algeria, Egitto e ahimé tanti altri. A tutto questo l’amministrazione Trump aggiunge come si suol dire il “carico da 90” ponendo sul tappeto tutta una serie di questioni a cominciare dal problema di una concorrenza internazionale scorretta e senza regole (dumping, costo e diritti dei lavoratori, il furto di proprietà intellettuale, la disparità di condizioni nei dazi, le svalutazioni competitive ecc…) che minano dalle fondamenta l’economia di molti Paesi, per lo più occidentali, in primis gli Stati Uniti.


Di qui i dazi (che proprio in questi giorni hanno colpito anche il made in Italy) e la frenata del commercio internazionale. Quindi le aziende? Non possono non tenerne conto. Non qui il caso dire quali Paesi sì e quali Paesi no ma di una cosa possiamo essere certi: nel fare lo “scouting commerciale” (individuare in relazione all’analisi di una serie di fattori i mercati adatti per l’apertura di nuovi canali di vendita e opportunità di business) questo è diventato uno dei parametri di riferimento. Occorre fare quindi un’attenta selezione e una volta individuato il Paese target una programmazione di lungo periodo, perché da lì con ogni probabilità passerà il futuro vostro e della vostra azienda.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.