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ESTERI

Ecuador, Moreno fa fuori gli oppositori. Arrestato Ricardo Patiño

Il ministro degli Esteri è detenuto in custodia cautelare. Attualmente si trova in un luogo sconosciuto

Ecuador, Moreno fa fuori gli oppositori. Arrestato Ricardo Patiño | Rec News dir. Zaira Bartucca

Da ieri il ministro degli Esteri dell’Ecuador Ricardo Patiño è detenuto in custodia cautelare. Attualmente si trova in un luogo sconosciuto. Nei suoi riguardi sarà intentato un processo penale per l’ipotesi di reato di “istigazione”. Secondo l’Ufficio del Procuratore Generale, Patiño avrebbe “istigato la gente contro le istituzioni pubbliche”. Il riferimento è a una dichiarazione pubblica di ottobre del 2018, quando il ministro invitò gli ecuadoriani a una “resistenza combattiva” contro l’establishment di Moreno. Il giudice ha inoltre chiesto l’emissione di un avviso da parte dell’Interpol. Il presidente Lenin Moreno ha giustificato la scelta con la “vicinanza” di Patiño con il fondatore di Wikileaks Julian Assange. Nel 2012 il titolare del dicastero agli Esteri intercedette con il presidente Rafael Correa affinché venisse riconosciuto l’asilo politico ad Assange, già a rischio per aver portato a termine inchieste giornalistiche scomode. Sarebbe altresì “colpevole” di avergli fatto visita quando era detenuto in ambasciata.

La decisione di Moreno si inserisce in una più ampia strategia di repressione che non sta risparmiando nemmeno le masse, scese in strada contro la decisione impopolare di revocare l’asilo ad Assange e per denunciare la politica dittatoriale del presidente. Moreno di recente è stato travolto dallo scandalo INA Paper. Il nome fa riferimento a una società off-shore che faceva capo a Moreno. A ridosso dell’arresto di Assange, inoltre, il governo ha ottenuto un prestito di 4,2 miliardi dal FMI che avrebbe rappresentato il prezzo per consegnare il giornalista nelle mani di Scotland Yard e successivamente agli Stati Uniti, che premono per l’estradizione degli USA.

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