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PRATO – Si era vantata in paese di aver avuto un figlio che somigliava “al suo piccolo”, il minore di tredici anni cui impartiva lezioni private. Infermiera, il compito le era stato affidato dai genitori del ragazzino che le avevano con fiducia delegato parte dell’istruzione del figlio.

Certo senza immaginare che la donna, trentunenne con un figlio di qualche anno più piccolo del malcapitato, avrebbe maturato per lui una insana e patologica propensione che l’avrebbe portata a ricattarlo tramite messaggi. Gli stessi che hanno allertato gli inquirenti, i quali hanno rilevato l’atteggiamento pericoloso della donna che perseguitava, letteralmente, il giovanissimo.

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Le vicende sono tristemente note: dalla violenza su minore è nato un bambino che il marito ha riconosciuto tramite false dichiarazioni. Questa volta, però, la macchina mediatica messa in piedi non è bastata a mettere in salvo la donna colpevole di pedofilia.

Le manette per l’infermiera sono scattate questa mattina, con la conduzione agli arresti domiciliari. L’ipotesi di reato è sostenuta da una cinquantina di pagine di ordinanza. Indagato assieme a lei anche il marito: per lui l’ipotesi di reato è “alterazione di stato civile” del neonato, atto che avrebbe compiuto falsificando i documenti di nascita. Il riconoscimento da parte sua, poi formalmente compiuto, avrebbe infatti nelle intenzioni dei due messo la moglie al riparo dalla Giustizia, cosa che alla fine non si è verificata.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Molestie a scuola, arrestato un docente di Caltanissetta

L’uomo, colpevole di molestie verbali ai danni di una undicenne, è stato condotto ai domiciliari. Denunciata la vicepreside che lo aveva coperto

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Molestie a scuola, arrestato un docente di Caltanissetta
Immagine ANSA

La Squadra Mobile di Caltanissetta ha arrestato un professore di scuola media per violenza sessuale contro una studentessa, una undicenne molestata con frasi inopportune. Al docente sono stati dati per il momento i domiciliari, in attesa di un pronunciamento del giudice. Stando a quanto riporta Ansa, la bambina a giugno aveva raccontato l’accaduto a un’insegnante e alla vicepreside, che però avevano deciso di coprire il collega molestatore. La vicepreside è stata dunque denunciata per omessa denuncia. Risolutivo l’intervento dei genitori, a cui la minorenne si era rivolta in un secondo momento, e la testimonianza dei compagni di classe che già erano stati allarmati da altre esternazioni inopportune dell’insegnante. Arrestato, al professore sono stati dati i domiciliari in attesa di una pronuncia del giudice.

Continua intanto a pieno ritmo l’attività delle Forze dell’Ordine per salvare i minori dagli orchi

Intanto continua a pieno ritmo l’attività delle Forze dell’Ordine per salvare i minori dagli orchi e per assicurare questi ultimi alla giustizia. Negli scorsi giorni è diventata esecutiva la condanna di un soggetto 24enne in arresto per fatti risalenti al 2016 e il 2020, che nel corso di una perquisizione domiciliare era stato sorpreso con materiale incriminato. L’uomo, condannato a tre anni di carcere e al pagamento di una multa di 12mila euro, era parte di una struttura criminale dedita alla produzione e diffusione di materiale pedopornografico. L’arresto è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta denominata “50 Community”, che ha impegnato oltre duecento investigatori del Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online e della polizia postale che hanno attuato veri e propri pedinamenti virtuali per risalire ai nomi dei frequentatori delle chat criminali.

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Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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CONTRASTO PEDOFILIA

Poliziotta si finge minorenne su Instagram e incastra un pedofilo. Ora lo squilibrato rischia fino a 12 anni di carcere

L’orco è stato immobilizzato e ammanettato dagli agenti della Squadra Mobile di Cagliari e adesso si trova nel carcere di Uta. Posta sotto sequestro la sua abitazione

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Poliziotta si finge minorenne su Instagram e incastra un pedofilo. Ora lo squilibrato rischia fino a 12 anni di carcere | Rec News dir. Zaira Bartucca
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Adescava le sue vittime su Instagram, tutte minorenni, e oggi rischia fino a 12 anni di carcere. A mettere fine al vortice degli orrori costruito da un 42enne di Quartu Sant’Elena è stata la Polizia di Cagliari. Risolutivo è stata la denuncia di una dodicenne e dei suoi genitori (che si sono rivolti alla Squadra Mobile di Cagliari), e di un’agente donna sotto copertura, che per più di una settimana ha chattato col pervertito dallo smartphone della bambina.

Finché non è riuscita ad ottenere un incontro: l’orco, inconsapevole, si è avvicinato all’agente scambiandola per la giovane, e a quel punto è stato arrestato in flagranza di reato. Lo squilibrato, riporta Il Giornale, “è stato immobilizzato e ammanettato dagli agenti che erano appostati nelle vicinanze e stavano seguendo tutta la scena. Il cellulare dell’uomo è stato sequestrato e, da una prima analisi, sarebbero emerse molte chat su Instagram con altre ragazzine, tutte minorenni”.

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“Anche l’abitazione del 42enne è stata posta sotto sequestro e gli agenti hanno confiscato un computer, che verrà poi analizzato dalla Polizia Scientifica. Al momento il fermato si trova recluso nel carcere di Uta”. Il pedofilo rischia di passare dodici anni dietro le sbarre.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Abusi online contro minori, arrestato 30enne di Milano

Sul suo capo pendono ben 40 capi di imputazione tra cui detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale online aggravata dalla minore età delle vittime

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Abusi online contro minori, arrestato 30enne di Milano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si fingeva un 14enne e adescava bimbe fino a 13 anni tramite Whatsapp, che poi venivano ingannate, manipolate, ricattate e costrette a intrattenere rapporti sessuali virtuali. Ventisei le vittime finora accertate di un 30enne di Milano, città – raccontano cronache recenti – purtroppo sempre più impestata dal morbo della pedofilia. Il sottobosco degli orrori raccontato da Il Giorno parla di piccole malcapitate che – inconsapevoli – erano finite nella rete dell’orco di turno, fino a manifestare veri e propri disagi psicologici che ben presto hanno catturato l’attenzione dei genitori.

Punite le violenze consumate online

Fondamentale è stata la denuncia ai Carabinieri dei familiari di una delle vittime, che ha portato all’individuazione del predatore e del suo arsenale di materiale raccapricciante, più 177 foto rubate a un ragazzino adolescente, che il soggetto fino a quel momento aveva utilizzato per crearsi una falsa identità. Illeciti che gli sono costati 40 capi di imputazione. Il soggetto è stato subito tratto in arresto e per il momento si trova ai domiciliari. I reati contestati sono – tra gli altri – detenzione, cessione di materiale pedopornografico, produzione di materiale e violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, anche se commesse tramite smartphone e pc.

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“Violenze online sono abusi a tutti gli effetti”

Il pedofilo è accusato di violenza sessuale consumata virtualmente, ma “reale per il codice penale. Perché l’induzione al compimento di tali atti in una bambina che non ha volontà, è a tutti gli effetti un abuso”, hanno spiegato dalla Procura al Giorno.

L’orco è ai domiciliari, ma il pm chiede il carcere immediato: soggetto pericoloso che non può stare in casa da solo

L’inchiesta è stata condotta dagli investigatori della Procura di Milano coordinati dal pm Giovanni Tarzia. Il Riesame ha chiesto i domiciliari per il pedofilo, ma il procuratore si è opposto motivando la decisione con la pericolosità del soggetto e con i rischi connessi al lasciarlo solo in casa, dove potrebbe continuare a consumare – impunito – reati.

Il nucleo anti-pedofilia della Polizia Postale: “Fondamentale la prevenzione”

“La prevenzione è fondamentale. Ai bambini dalle scuole elementari in poi insegniamo che postare la propria immagine sui social o condividerla via Whatsapp può avere conseguenze anche gravi, quindi è necessario esserne consapevoli”. E’ quanto spiegano a Rec News dal Nucleo Anti-pedofilia della Postale di Vibo Valentia, una delle realtà italiane più attive nel contrasto dei reati ai danni dei minori.

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