Tra polemiche e cosiddetti diritti, Auguri alle Donne vere

Sono le uniche a poter generare naturalmente la vita, e senza di loro la vita non sarebbe la stessa. La Festa dell’8 marzo è solo l’occasione per rinsaldare il loro legame con la società, ma passata questa non si esaurisce il loro ruolo di mamme, mogli, lavoratrici, studentesse

Chi sono le donne vere in tempi in cui si grida a destra e a manca di emancipazione? La domanda ci è stata posta sui social. E che cosa è realmente l’emancipazione della donna? Le donne vere sono, semplicemente, tutte le donne. Un uomo, per quanto si metta a suo agio con le pretese della sua psiche e per quanto manipoli le sue fattezze naturali, non sarà mai tale. Perché da un uomo – naturalmente – non nascerà mai nulla. Una riflessione forse ovvia ma obbligatoria dopo la bagarre che ha coinvolto la sezioni crotonese della Lega, “colpevole” di aver prodotto un volantino di auguri in cui tra le altre cose si parlava della pratica dell’utero in affitto definendola irrispettosa della donna.
A freddo e messe da parte le polemiche, come non definire lontana da ogni logica di rispetto una pratica che vuole bypassare la donna relegandola al ruolo di “sforna ovuli” e che poi in alcuni casi limite tenta di costruire la femminilità sull’uomo, che talvolta vorrebbe arrogarsi il diritto di diventare “mamma”? Ripetiamo: chi sono le donne vere? Le donne vere, reali, sono quelle ormai tristemente lontane dalle parate di partiti e associazioni. Impegnate nel lavoro, nella gestione familiare e in tantissimi casi in entrambe, trainano il Paese senza che per loro ci sia abbastanza riconoscenza. Quella vera passa non dagli slogan che suonano bene e dai cartelli di un femminismo costruito da decenni, ma dalla fine delle strumentalizzazioni.
E’ davvero delle donne reali la battaglia per l’utero in affitto o è più appannaggio di chi ha un utero impossibilitato a procreare, cioè di quegli omosessuali che con un colpo di spugna e burocratico vorrebbero cancellare le mamme di sempre – le nostre – che hanno generato la vita a partire da loro stesso corpo senza surrogati artificiali e senza che altri esseri venissero utilizzati come incubatori? E’ davvero da qui che passa l’emancipazione? Ed è possibile o è assurdo che una donna possa sentirsi emancipata nell’ambito della vita familiare, nella cura di figli e marito? Oppure questi sono aspetti sorpassati, fuori moda, “medievali”? E se davvero la quotidianità domestica offendesse la donna perché non dovrebbe, diametralmente, offendere l’uomo qualora si sostituisse a una gestione femminile? Domande che giriamo alle lettrici (anche ai lettori) che vorranno, se ritengono, commentare.
E proprio alle lettrici e a tutte le donne facciamo i nostri auguri. Rivolgiamo loro quello di non dimenticare mai il loro ruolo e la loro essenza femminile. Quella che le ha portate a soffrire nelle sale ospedaliere per la gioia più grande, per quanto si tenti a tutti i costi di sminuirla: quella di generare la vita. Quella fatta di caparbietà che le porta ad affermarsi nel mondo del lavoro così come accade agli uomini, e senza aiuti esterni. Quella che coltivano ogni giorno mettendoci l’animo anche nello smacchiare una camicia o nel cucinare, perché per loro vedere la pulizia e l’ordine sul corpo dei loro figli e il sorriso sul viso di chi hanno voluto sposare non è una vergogna, ma un motivo di gioia. Quella tipica di chi studia e apporta un importante valore aggiunto nelle scuole e nelle università per la crescita di questo meraviglioso Paese che è l’Italia. A tutte voi: Auguri!

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.