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Ieri, oggi e domani. Politicamente tra i responsabili delle varie nefandezze non sopravviverà praticamente nessuno, ognuno per un motivo o per l’altro ha perso fiducia e consenso. La politica è a pezzi e l’economia è al collasso, ma il governo continua ad aggrapparsi al PNRR, incurante del debito pubblico mostruoso che genererà. Le attività commerciali sono condannate al fallimento causato dal Green Pass, e chi non lo vuole utilizzare non può accedere a servizi essenziali come quelli postali. Le nuove regole discriminatorie e anticostituzionali, in pratica impediscono di spedire un pacco o di pagare una bolletta se non ci assoggetta agli obblighi del Ministero delle Finanze, che ha bloccato i terminali delle poste pur di ottenere il risultato di lasciare fuori dalla vita sociale ed economica chi non si vuole vaccinare.

Qualcuno, i ministri Franco (MEF) o Giorgetti (MISE), il governo e perfino l’opposizione che resta in silenzio, dovrà pur prendersi la responsabilità per la continua violazione dei Diritti Umani e per le discriminazioni create dal governo. Un’opposizione seria chiederebbe dimissioni immediate di chi si è reso colpevole della rovina della vita degli italiani, invece non si fa che prendere in giro i cittadini con litigi finti a cui non crede nessuno. Quanto può reggere la sicurezza nazionale se le leggi non valgono più nulla? Il governo viene avvertito come “criminale”, e qualcosa vorrà dire. Dov’è finita la Costituzione? Dov’è l’anima dei politici e l’anima del Paese? Il governo non può reggere a lungo con queste premesse, e certo a tenerlo insieme non sarà un centrodestra che in realtà non esiste da parecchio tempo. Il grande centro? Finché ci sono le vecchie facce, la politica sarà sempre condannata al fallimento e a non avere consenso.

La situazione nelle aziende è drammatica. Le bollette per molte famiglie saranno insostenibili, l’aumento di prezzo è praticamente su tutto ma a questo non corrisponde la possibilità di sostenere i rincari: le imprese falliscono o non hanno più clienti (grazie Green Pass). Si viene licenziati o si va in “smartworking” diventando sempre più poveri e precari. Sono questi i veri problemi dei cittadini, non le sedie di fine legislatura. Sono problemi da risolvere, non da creare, ma più che nominarli non c’è la volontà, da parte di chi può, di trovare una soluzione. Quando vedo Salvini e la Meloni che fingono di litigare assieme agli altri penso che sono già il passato, come le pagine di un libro di storia. Finché si darà spazio ai loro battibecchi, si continuerà a danneggiare il presente. Pensare che chiunque sarebbe in grado di fare di meglio.

Abbiate il coraggio di opporvi davvero sul Green Pass, che va tolto subito, da domani, per la sua capacità di far perdere tempo e soldi e per la sua inutilità. Il vaccino deve essere una libera scelta delle persone, non un’imposizione. Il PNRR è un fuoco di paglia, uno strumento che getterà l’Italia in una fornace di debiti da cui potrebbe non risalire mai, ma questo è meglio non dirlo.

Ha svolto gli studi presso il College professionale dell'Università Nazionale di Dnipropetrovsk, specializzandosi in Managment e Marketing (sviluppo economico-territoriale, ricerca di mercato, sviluppo nuovi prodotti e segmenti di mercato, politica dei prezzi e distribuzione, pubblicità, pubbliche relazioni). Già manager Import/Export. Appassionato di politica. Per Rec News è Autore e si occupa del reperimento di fonti internazionali.

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alessandro

tutto vero, ma si dimentica di dire che tutto questo avviene in Italia dove vive il popolo più vigliacco della terra….. meditare

Roberto Esse

Il fatto che le opposizioni fingano di litigare, è un metodo assai vecchio, ben noto a democristiani e comunisti maestri in questo. Il metodo ha funzionato egregiamente dal dopo guerra ad oggi, ma le condizioni economiche finanziarie ora sono ben diverse. Non solo è stata ridotta gran parte della popolazione al fallimento, ma il disastro finanziario è globale, e tutti i tentativi di salvataggio a mezzo di stampaggi illimitati di Fed e Bce sono sempre più inefficaci. Le avvisaglie dell’implosione sono molto chiare, almeno per chi non crede al regime keynesiano:
l’inflazione è galoppante, ma è mantenuta artificiosamente bassa, calcolandola come fa comodo all’ufficialità. L’importate per il potere è non mostrare la realtà alle masse, e come si suol dire, dare un calcio al barattolo per rinviare il disastro. Tuttavia l’inflazione reale supera ampiamente il 10% e come da manuale, a quel punto si chiama iperinflazione, almeno per i beni essenziali, mentre per quelli non essenziali si avvia alla depressione, in uno scenario di stagflazione, il peggiore che potesse capitare. In merito a Salvini è ben chiara la sua posizione, con Fontana, Zaia, Fredriga, Girogetti, ecc.., sempre pronti addirittura ad andare oltre le scelte governative, pur di compiacere il potere dominante. All’interno della Lega c’è qualcuno che finge di avere diverse opinioni, tanto per sembrare democratici e pluralisti agli elettori. Anche questo è un metodo ben collaudato dalla vecchia politica, ma alla fine anche costoro rimangono ben saldi all’interno di un partito che sostiene un governo criminale.
Quanto alla Meloni, è nota la sua “entrata” nell’Aspen, organizzazione globalista dei massoni Rockefeller, dove il trasversalismo è la normalità, in buona compagnia dei vari Letta, Monti, Tremonti, Amato, ecc…, chiamata non certo per i suoi meriti del tutto sconosciuti, e nemmeno per le poche idee, confuse anche quelle, in materia di economia e di finanza. Una delle sue perle è la seguente: la causa attribuita ai derivati della DB, non è l’azzardo e l’imperizia dei teutonici che l’hanno condotta, ma il Brexit dell’UK, una tesi proprio da “esperta”.
Il problema della classe politicante italiana è la convinzione molto diffusa, che le teorie monetarie del massone Keynes alla fine salveranno il sistema, ed il popolo non arriverà a dovere rischiare la sopravvivenza, tanto ci penserà lo stato sempre e comunque, elargendo sussidi e prebende.

OPINIONI

Finalmente un governo che parla dei reati contro i minori. Le parole però non bastano

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Finalmente un governo che parla dei reati contro i minori. Però le parole non bastano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Meloni ha indubbiamente commesso alcuni scivoloni, uno su tutti quello di essersi presentata davanti a Biden e alla Von der Leyen con il cappello in mano. Esattamente come i suoi predecessori. Ma bisogna dare atto alla premier di essere stata – dopo anni di silenzio assordante – l’unica ad aver rimarcato, in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dell’Infanzia, il dramma di decine di migliaia di minorenni tuttora abbandonati dalla politica e dalla magistratura. Bisogna, ha detto Meloni in conclusione di un lungo intervento, proteggere “i nostri bambini e ragazzi dalle insidiose trappole del cyberbullismo e della pedopornografia online”. Parole incoraggianti, che però da sole non bastano.

E’ necessario che la Magistratura venga richiamata alle proprie responsabilità, e che ricominci a considerare coloro i quali si macchiano di crimini contro i minori per quello che sono: soggetti pericolosi per l’incolumità pubblica che devono essere messi nelle condizioni di non nuocere. Scontando pene detentive e allontanamenti istantanei dai luoghi sportivi e di cultura, non certo condonando le loro colpe con comodi domiciliari. Anche i media devono tornare a fare la loro parte, perché è inspiegabile il clima di omertà tutto italiano che fa in modo che determinati crimini passino in sordina, siano interessati da letture di comodo e diventino, tutto sommato, normalizzati, annegati nel clamore delle tifoserie politiche o nel fatto di cronaca del giorno.

Non parliamo dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che lo scorso 9 novembre ha esternato le questioni che reputa urgenti per la tutela dei minori, dimenticando completamente reati come la pedopornografia e la pedofilia. Fenomeni criminali che secondo i dati si sono moltiplicati negli ultimi anni anche per effetto della gestione covid, che ha obbligato i giovanissimi a rimanere chiusi in casa e ad essere maggiormente esposti, in molti casi, a reti di adescatori online. Eppure per l’AGIA il pericolo più grave in cui possono incorrere bambini e ragazzini online è il fenomeno dei cosiddetti baby-influencer.

E’ davvero tutto qui quello che si può fare? Dire due parole, di sfuggita, abbandonando i minorenni e le loro famiglie a loro stessi, a scontare l’immobilismo che si registra in molti casi? O può esistere un governo che può tornare a pretendere pene certe per chi commette reati, che rimetta ordine tra gli organismi di vigilanza e che faccia seriamente in modo che internet i canali per i bambini e le pubblicità non siano più occasione per costruire un approccio distorto all’universo infantile? E’ urgente e prioritario avviare campagne di vigilanza sui social, estendendo contemporaneamente i principi sanciti dalla Carta di Treviso anche ai programmi televisivi: i bambini e i minorenni non devono essere usati come merce e sfruttati a fini commerciali, come purtroppo continua ad accadere in molti reality e programmi televisivi.

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OPINIONI

Il Reddito di cittadinanza e l’economia in caduta libera

di Denys Shevchenko

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Il Reddito di cittadinanza e l'economia in caduta libera | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’economia lanciata senza paracadute. Tra slogan di circostanza e sudditanza verso l’Unione europea, il nuovo governo non inizia con il piede giusto. La colpa di tutto, poi, sarebbe dei cittadini che prendono il reddito di cittadinanza. Eppure nessuno sembra domandarsi davvero per quale motivo in molti sono costretti a percepire l’elemosina di Stato. Deputati e senatori con i loro stipendi e vitalizi sembrano non comprendere quanto la situazione sia grave per milioni di italiani.

Dal mio punto di vista l’abolizione del Reddito di cittadinanza potrebbe rappresentare un errore, perché a risentirne sarebbe innanzitutto la tenuta sociale . Che alternative avrà (e come reagirà) chi si vedrà privato del sussidio in un Paese dove la disoccupazione è alle stelle? L’Rdc, inoltre, pur essendo allo stato uno strumento pieno di falle e incoerenze, permette in qualche misura di far girare un’economia che altrimenti sarebbe quasi completamente stagnante. Chi lo riceve spende per le spese vive, per l’abbigliamento, per pagare l’affitto, per comprare libri o tecnologia. In questo momento mobilita un indotto che per le imprese è molto significativo.

Da un punto di vista ancora più pratico, sospendere questo sussidio in questa fase significa lasciare molte famiglie sole con la loro povertà. Il ricorso sempre più frequente ad associazioni come la Caritas racconta infatti che un numero crescente di italiani non ha entrate sufficienti per mangiare, per pagare la mensa o per iscrivere i figli a scuola. Per far fronte, insomma, a tutte le incombenze normali e necessarie della vita. E’ impossibile pensare di ridurre a numero burocratico chi ha problemi gravi di sostentamento, così come è impensabile che un lavoratore sottopagato possa riuscire a garantirsi un’esistenza dignitosa.

In Italia continua a mancare una riforma seria sul salario minimo: togliere il Reddito di cittadinanza “a chi può lavorare” significa permettere che milioni di persone sopravvivano con 600 euro al mese o anche meno, il che con il carovita e il carobollette è impensabile. L’Rdc dovrebbe dunque diventare davvero una misura di accompagnamento al lavoro, e andare a colmare le lacune reddituali a seconda delle singole situazioni.

E’ comprensibile, tuttavia, che uno Stato iper-indebitato cerchi di trovare soldi nelle pieghe del bilancio e in tutti i capitoli di spesa. Ma spostarli da un lato e metterli dall’altro non è certo una soluzione. Bisogna creare una riforma di ampio respiro che permetta di far quadrare i conti, generare produttività e far partire tutti i progetti. Bisogna investire, creare occupazione e tornare a essere autonomi, non dipendere sempre da altri. Una soluzione c’è sempre, e se non si riesce a trovare basta chiedere, senza lasciare tutto com’è sperando che la propaganda aiuti a tenere tutto sotto il tappeto. Il sistema Ragnatele permetterebbe di uscire da questa situazione. La soluzione è vicina, applicabile e davanti ai nostri occhi, ma nessuno degli esperti di economia sembra vederla.

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OPINIONI

Se i galoppini dei partiti accusano gli astensionisti del disastro italiano

Pur di non essere complici di un sistema distorto, in 16 milioni non sono andati a votare. Se ne facciano una ragione un po’ tutti, da destra a sinistra, ricordandosi che una democrazia può dirsi tale solo se si rispetta la maggioranza. E la maggioranza degli italiani oggi non si sente rappresentata da nessuno

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Se i galoppini dei partiti accusano gli astensionisti del disastro italiano | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’Italia è quel Paese in cui i diritti si possono esercitare solo se sono in linea con i programmi della classe dirigente. Puoi esprimere la tua opinione, ma devi rimanere in quella griglia di pensiero buonista e progressista, se no gli squadroni punitivi ti schedano come “fascista” tentando di negarti la libertà di espressione. Puoi esercitare la tua libertà di scelta, però devi essere consapevole che questa non può essere tale se esiste un trattamento sanitario imposto dal governo. Puoi muoverti, ma devi sempre tenere a mente che il diritto alla mobilità in alcuni periodi può essere sotteso al possesso di un certificato sanitario.

Puoi lavorare e puoi scaldarti in inverno, ma devi comprendere che non sei altro che un parassita che impatta sull’ambiente che pretende di mantenere se stesso e la sua famiglia in un momento in cui impazzano i disastri climatici. Puoi tenere aperto il negozio, sempre che tu riesca a essere più forte delle bollette. Puoi votare il partito di cui ti fidi con le schede di carta e la matita (poi parlano di digitalizzazione), ma devi essere consapevole del fatto che le manipolazioni sono dietro l’angolo e che ci sarà sempre un vincitore ombra che si farà il suo governo su misura, oppure che i vecchi partiti si alleeranno tutti insieme vanificando ogni singola preferenza.

Puoi – e qui arriviamo al punto – non votare se non ti senti rappresentato, ma devi essere conscio del fatto che faranno di tutto per trascinarti alle urne, perché il tuo non-voto può avere effetto su un sistema elettorale-farsa che deve permettere il riciclo delle solite facce e il buon vecchio motto del “cambiamo tutto per non cambiare niente”. Puoi fare, insomma, quello che ti viene concesso per grazia ricevuta, perché sennò ti devi sobbarcare le colpe di tutto. E’ colpa del fatto che non ti sei voluto prestare alla somministrazione di un siero sperimentale se il covid “tornerà”. E’ colpa del calorifero acceso se c’è la guerra in Ucraina e, ovviamente, è colpa del fatto che non sei andato a votare se l’Italia è un regime neocoloniale.

Questo dicono i galoppini dei partiti nelle loro sfuriate che questa volta sono contro 16 milioni di italiani che non si sono voluti recare alle urne. E’ singolare, ma in questa crociata contro l’italiano medio vessato da misure draconiane a da ogni sorta di ristrettezza, giornalisti e opinionisti prezzolati sono affiancati dai cosiddetti “anti-sistema”, cioè da coloro i quali pretendevano di essere votati solo perché per 24 mesi hanno cavalcato il covid con il fine ultimo di accaparrarsi un posto in Parlamento. Nascondendo, per giunta, la loro appartenenza ai vecchi partiti o la loro vicinanza a contesti massonici e think thank sovranazionali. Ora si ritrovano con un pugno di mosche in mano, certo, ma più che accusare chi non si è voluto (liberamente) fidare, dovrebbero fare un po’ di autocritica e comprendere che la mancanza di trasparenza non paga mai.

Il fallimento dei partiti vecchi e nuovi non risiede né nelle caratteristiche dei soggetti di rappresentanza, né nelle mancanze dei leader, né nell’incompletezza dei programmi ma – semplicemente – nella realtà oggettiva. Una realtà in cui il cittadino è abbandonato di fronte a problemi che, addirittura, sono causati dalla classe politica stessa. L’Italia era e sarà – con l’ennesimo governo accomodato su posizioni europeiste – il Paese della disoccupazione, dell’inflazione, delle speculazioni, delle persecuzioni ideologiche e sanitarie, della Giustizia impantanata. Nessun tra i partiti vecchi e nuovi ha dimostrato di voler porre rimedio in maniera concreta a questi problemi, e gli italiani – semplicemente –se ne sono accorti. Notando incoerenza, doppiogiochismo, menefreghismo, egocentrismo e un insano istinto di auto-conservazione da parte di partiti autori o corresponsabili del disastro.

E’ per questo che, pur di non essere complici di un sistema distorto, in 16 milioni non sono andati a votare. Se ne facciano una ragione un po’ tutti, da destra a sinistra, ricordandosi che una democrazia può dirsi tale solo se si rispetta la maggioranza, e la maggioranza degli italiani oggi non si sente rappresentata da nessuno.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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