OPINIONI
Carabinieri di serie A e di serie B
Tutti gli onori per chi perisce a bordo di un convoglio ONU, neanche una parola per chi muore in circostanze che vanno tenute nascoste
Di Maio, Salvini, Draghi, la Farnesina, i Tg, tutti stanno (giustamente) ricordando Vittorio Iacovacci, il carabiniere ucciso in Congo assieme all’ambasciatore Luca Attanasio. L’Arma dei Carabinieri e l’Italia intera – è il senso di quanto dicono – sono in lutto. Sacrosanto.
Tre giorni fa è morto un altro Carabiniere, questa volta nel silenzio generale. Niente foto reperibili. Nessun politico ha speso parole accorate. La Farnesina non ha inviato note. Non ci sono stati servizi dei Tg.
Si chiamava Giuseppe Maniscalco, aveva 54 anni, una famiglia e una carriera promettente. Era un sottufficiale. Giorni fa si era dovuto sottoporre al vaccino anti-covid. Dopo un dolore al braccio, è deceduto.
Non ci sono Carabinieri di serie A e di serie B, cittadini di serie A e di serie B. Non si ricorda un uomo perché viaggiava su un convoglio ONU e se ne dimentica un altro perché perito per cause che vanno tenute nascoste. Non condanniamo Giuseppe Maniscalco alla damnatio memoriae.
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