Siri chiaro su Tso, vaccini e Dpcm: “Conte scherza col fuoco, c’è rischio di una insurrezione popolare”


Il senatore: “Non tollereremo nessuna ulteriore limitazione alle libertà. Siamo agli sgoccioli: l’occupazione ad oltranza del Parlamento e l’invito ai cittadini alla disobbedienza civile sono a un passo”


L’Annus horribilis che stiamo vivendo non è fatto solo di virus, ma di colpi bassi alla democrazia, invocazioni di Tso di massa, obblighi insensati. Abbiamo parlato di questo e di altro con il senatore della Lega Armando Siri.


Il tema dell’obbligatorietà vaccinale si è presentato con forza negli ultimi mesi. Qual è la posizione del suo partito? 

Io sono un liberale, quindi per me si può parlare solo di libertà di scelta, a maggior ragione se si tratta di presidi medico-sanitari. Non ho nulla contro il vaccino, se qualcuno lo vuole fare ha diritto di farlo, però guai a imporre un trattamento sanitario. Conte si è lasciato sfuggire l’ipotesi di un TSO agli italiani per il vaccino, ma non si rende conto che scherza col fuoco. Siamo un popolo resiliente, non lobotomizzato. Anche Matteo Salvini su questo è stato chiarissimo: la Lega è contraria alla somministrazione obbligatoria del vaccino. 


C’è sintonia su questo argomento con il resto della coalizione di centro-destra?

Su questo punto c’è ampia condivisione.


In questi giorni è partita la consegna per l’Italia delle dosi Pfizer-Biontech. Stando a quanto rendono noto le stesse aziende, la peculiarità di questo vaccino è la possibilità di modificare l’RNA. Chi si assumerà le responsabilità in caso di reazioni avverse?

La Gran Bretagna è il primo Paese d’Europa ad avere a disposizione il vaccino per i propri cittadini che lo chiedono, qui in Italia per ora se ne parla ma ancora non esiste un cronoprogramma per la distribuzione. Come già spiegato da medici, ricercatori e scienziati questo vaccino è definito a RNA Messaggero o mRNA e utilizza una tecnica genetica nuova a differenza dei vaccini tradizionali. Sull’efficacia terapeutica si è già detto che sarà come un vaccino antinfluenzale, ovvero non garantisce un’immunità definitiva ma stagionale. Si parla di circa un 90% di protezione dai sintomi della malattia Covid-19. Per quel che so ad assumersi la responsabilità per le reazioni avverse da vaccinazioni è lo Stato, che quando sottoscrive il contratto con le case farmaceutiche le manleva totalmente da ogni responsabilità. È un tema spinoso. Non voglio demonizzare i vaccini in toto, perché non sarebbe giusto. Però di sicuro intorno a questo tema ci sono zone d’ombra che preoccupano e insospettiscono i cittadini. Lo Stato sembra incapace di fare luce su questi aspetti controversi e si limita a dire “fidati di me”. Toppo poco per questa Epoca, poteva andare bene nel Secolo scorso. 


Ieri il premier mentre annunciava l’ultimo Dpcm ha parlato dell’eventualità di somministrare un Tso a chi non accetterà un vaccino. Cosa ne pensa? La rassicura quel “faremo di tutto per evitarlo”?

Il TSO va fatto a lui e a questo Governo che si ostina a vessare senza la minima ragione logica albergatori, ristoratori, baristi, organizzatori di eventi e congressi, piscine, palestre, e tantissime altre categorie economiche. Tutte imprese che hanno speso parecchi soldi per mettersi a norma sulle disposizioni anti contagio. E comunque il virus, lo dicono centinaia di studi internazionali, non si trasmette tramite la normale socialità ma in luoghi specifici come RSA e Ospedali. Non solo, è stato ampiamente dimostrato che laddove non si sono assunte restrizioni i risultati della curva epidemiologica sono esattamente sovrapponibili ai contesti in cui invece si è scelto di chiudere tutto. È evidente che il Governo persegua un accanimento ideologico contro le imprese che non ha nulla a che fare con la salute dei cittadini. Persino componenti molto autorevoli del CTS di Palazzo Chigi lo hanno confermato pubblicamente. 


Il progetto di un passaporto sanitario che permette di viaggiare, entrare in un negozio, fare vita sociale solo a chi dimostra di non avere il covid19, esiste già. Si chiama “Common Pass” ed è finanziato, tra gli altri, dal World economic Forum. Da lì al prevedere l’obbligatorietà vaccinale, il passo è breve.

Il passo è breve ma fatale. In Italia c’è una Costituzione che nonostante ultimamente sia stata sfregiata e umiliata è l’ultimo baluardo a presidio dei principi dello Stato di Diritto che abbiamo ereditato dal passato grazie a tanti sacrifici e battaglie. Non tollereremo nessuna ulteriore limitazione alle libertà. Siamo già agli sgoccioli e l’occupazione ad oltranza del Parlamento e l’invito ai cittadini alla disobbedienza civile sono a un passo. Nonostante la gravità delle lesioni subite dall’Ordinamento Costituzionale abbiamo fino ad ora mantenuto senso di responsabilità e in qualche caso collaborazione per evitare derive pericolose che possono ulteriormente compromettere il tessuto sociale ed economico del Paese, però a tutto c’è un limite. 


Cosa risponderebbe a chi parla di progetti sottesi all’azione di governo? Il coronavirus è una scusa per giungere a determinati obiettivi in un certo lasso di tempo o sparirà come è stato con Sars e Mers?

Non amo alimentare retropensieri. Le Istituzioni sono uno specchio, come la politica. Magari non tutti ci vediamo riflessi lì dentro ma di sicuro se ci vediamo spettinati non possiamo cambiare l’immagine pettinando lo specchio. Il coronavirus a differenza della Mers e della precedente Sars, che non sono stati così tanto contagiosi, rimarrà ancora in circolazione, ma quel che conta è sapere che nel 99% dei casi può essere curato. Sentendo i medici e gli scienziati (che litigando così tanto tra di loro certamente non hanno dato un gran bel esempio di autorevolezza e credibilità) si può immaginare che nel giro di un paio d’anni potrà essere quasi del tutto debellato. Me lo auguro. 



E’ innegabile che a partire dall’emergenza si sia iniziato a proporre con sempre più insistenza il tema della digitalizzazione. Per alcuni è un’opportunità, per altri il 5G potrebbe esporre a rischi salutari. Le cito per tutti il parere del presidente del Cts dell’ISDE Agostino Di Ciaula, che ha parlato addirittura di alterazioni cellulari, dei geni e cromosomiche. Il fattore salute è stato abbastanza considerato per quanto riguarda la tabella di marcia?

Anche questo è un tema spinoso e suscettibile di condizionamenti irrazionali. La tecnologia non è di per se malevola, semmai è l’uso che se ne fa che può esserlo. Non è escluso che questo avvenga, del resto si sa che il peggior nemico dell’Uomo è l’Uomo stesso. Però l’evoluzione ci dovrebbe dare l’opportunità di emanciparci da questa condizione. Un tempo il coltello era utilizzato solo per uccidere, oggi sappiamo invece che serve soprattutto per tagliare le pietanze. Mi auguro che la stessa consapevolezza valga per la tecnologia 5G. Certo lo Stato e le sue Istituzioni dovrebbero vigilare affinché ogni progresso sia a favore dell’Uomo e non contro di esso. Se lo Stato siamo noi, non abbassiamo la guardia sui nostri limiti e i nostri eccessi.



Gli accordi che riguardano il Green New Deal e la digitalizzazione salveranno l’economia nazionale o non basterà? Che fine faranno le PMI, chi non è legato alla grande distribuzione e chi per un motivo o per l’altro non potrà stare al passo?

Digitale in inglese significa numero, in italiano significa dita. Come vede le parole hanno un peso. Il digitale inteso all’anglosassone è relativo alla realtà virtuale creata da codici alfanumerici e può aiutare l’Uomo a semplificare i processi organizzativi. Ma anche qui vale il concetto dell’uso. Un sistema digitale che semplifica la burocrazia è utile, mentre uno che fa sparire il denaro e lo trasforma in un bit è alienante. Di fatto, però, il mondo sembra andare in quella direzione e gli Stati sono assenti o impreparati, in particolare l’Italia. Non sappiamo tutelare i nostri dati sensibili, non sappiamo imporre il rispetto delle Leggi Fondamentali ai grandi players mondiali di internet, non sappiamo stabilire e difendere la proprietà delle infrastrutture tecnologiche. Lo Stato si comporta come Re Luigi XVI a Versailles, che non si era accorto che il mondo era cambiato, l’economia si era trasformata da agricola a mercantile e per lui non c’era più posto. Oggi che siamo passati dall’analogico al digitale, per lo Stato c’è ancora posto? Questa è la domanda che dovrebbe preoccuparci. Corriamo il grave rischio di vedere scomparire tutto ciò che abbiamo conquistato nei secoli. La politica non discute e non si confronta su questi temi e quando lo fa è spesso vittima di frasi fatte e pregiudizi. Le imprese si difendono se prima ancora si difende un modello di convivenza sociale, economico e civile. Altrimenti andare avanti a spizzichi e bocconi sulla contingenza, ci porterà di sicuro dritti in una nuova dimensione di realtà. Quella che le grandi multinazionali della Silicon Valley hanno progettato occupando uno spazio lasciato vuoto dalla Coscienza Civica. 


Per quanto ancora l’Italia sarà retta dai Dpcm? E’ sufficiente chiedere di essere ascoltati se dall’altro lato c’è un premier come Conte? Perché nessuno parla di sfiducia? 

Noi a differenza del Governo rispettiamo la Costituzione e gli organi dell’Ordinamento democratico, primo fra tutti il Parlamento. Facciamo tutto ciò che la Costituzione ci concede di fare. Andare oltre significherebbe scivolare sul terreno pericoloso di una deriva autoritaria, che è il solco che il Governo sta lambendo in questi mesi. Non ci mettiamo al loro livello e difendiamo la dialettica democratica all’interno delle Istituzioni. Che ci piaccia oppure no, finché in Parlamento la maggioranza avrà i numeri possiamo incidere ben poco. Questa è l’amara verità. Abbiamo chiesto al Capo dello Stato una particolare vigilanza sugli atti del Governo, soprattuto sui provvedimenti che incidono fortemente sui diritti costituzionalmente garantiti. Certo, ripeto ancora una volta, tutto ha un limite e se il Governo proseguirà nel solco al confine dell’autoritarismo, non possiamo escludere che ci sia una reazione spontanea, pacifica, ma ferma dei cittadini che potrebbe sfociare in atti di disobbedienza civile e che non potrà che avere tutto il nostro sostegno.


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Zaira Bartucca
Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell’attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l’abilitazione per iscriversi all’Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell’Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l’incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull’affaire Coronavirus e su “Milano come Bibbiano”. Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de “I padroni di Riace – Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato”. Twitter@Zaira_Bartucca

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.