Periodico di Inchieste

Intanto i boss scarcerati “causa covid” sono ancora fuori

di Vincenzo Musacchio – giurista, professore di diritto penale, associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA) e ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra


Foto Roberto Monaldo / LaPresse

A quanto pare, lo avevamo ampiamente anticipato (Gazzetta di Napoli del 9 giugno 2020), i decreti per riportare in carcere i mafiosi rilasciati a causa del Covid non funzionano. Nelle carceri italiane sembra regni il caos: celle devastate, suppellettili divelte e agenti della penitenziaria feriti. A mo’ d’esempio, il carcere di Benevento che pochi giorni fa è stato teatro di una violenta rivolta. Lo stato d’emergenza delle carceri è ormai sotto gli occhi di tutti gli esperti, si va dal collasso per la carenza d’organico degli agenti alle continue rivolte dei detenuti. Ha ragione Casalino quando afferma “non conta quello che fai, conta quello che dici”. “I giornalisti hanno 48 ore di memoria, dopodiché gli devi dare altro da dire”.


Si creano allora le armi di distrazione di massa che spostano l’attenzione su altro invece che sul vero problema. A quattro mesi dalla fine dell’emergenza Covid, ben 112 sui 223 (fonte: Repubblica) boss e detenuti scarcerati “causa Covid” e mandati ai domiciliari sono ancora in casa propria, alla faccia del decreto con il quale Bonafede sperava di poterli riportare dietro le sbarre. Questi sono i fatti. La maggior parte sono detenuti per delitti di mafia ristretti in alta sicurezza e uno al 41 bis. Si tenta di scaricare la colpa sui giudici ma la legge non la scrivono i magistrati ma i parlamentari e in questo caso Bonafede o chi per lui. Il tentativo di chiamarsi fuori è una toppa peggio del buco.


La mia amica Tina Montinaro, vedova del capo scorta di Giovanni Falcone, definisce giustamente le scarcerazioni “un segnale devastante”, e aggiunge a ragion veduta: “Non parlatemi di svista perché la lotta alla mafia deve essere fatta da persone competenti. E alla fine, tanti boss hanno lasciato il carcere, e noi familiari delle vittime siamo rimasti rinchiusi nel 41 bis del nostro dolore, a scontare il vero ergastolo”. Oggi i fatti dicono ancora che 112 mafiosi e narcotrafficanti scarcerati durante il lockdown non sono tornati dietro le sbarre quando in sede parlamentare si era assicurato il contrario. Quanto alla promessa di Bonafede di riportarli in cella, a quanto pare non ha funzionato come del resto era abbastanza prevedibile per chi mastica un po’ il diritto penale.


Per riportare i boss in galera sarebbe bastato revocare la scellerata circolare del Dap che, di fatto, ha spalancato le porte del carcere a tanti mafiosi. A me dispiace molto poiché invece di tutelarle, si offendono e umiliano le vittime della mafia e i loro familiari. Zagaria nel frattempo, è bene ricordarlo, non è tornato in carcere assieme ad altri tre autorevoli mafiosi della provincia di Palermo: Giuseppe Libreri, di Termini Imerese, Stefano Contino, di Cerda, e Diego Guzzino, di Caccamo. Per le forze di polizia ovviamente continua senza soste il gran lavoro quotidiano per tenere sotto controllo i boss rimasti a casa o in ospedale, o peggio ancora, nel loro territorio.


L’amico Salvo Palazzolo intanto solleva un nuovo giallo sui numeri forniti da Bonafede. Come detto sarebbero 223 i boss scarcerati per rischio Covid. In commissione giustizia, il ministro avrebbe parlato di “498 scarcerati fra alta sorveglianza e 41 bis”. Dietro allo scarto c’è quanto scoperto dai nuovi vertici del Dap: 275 boss erano finiti ai domiciliari per “cause diverse e indipendenti dalla pandemia”. Al peggio non c’è mai fine!


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


Iscriviti alla nostra Newsletter!


4.5 2 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error:

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.