Periodico di Inchieste

Omicidio don Roberto Malgesini, non tutti i morti e non tutti i colpevoli sono uguali

di Monsignor Filippo Ortenzi – Vescovo della Chiesa Ortodossa Italiana

A Como è stato ucciso un sacerdote cattolico, don Roberto Malgesini. Ma ucciso da chi? La stampa, tutta presa dalla narrazione in chiave antisovranista del caso Willy – il ragazzo italiano di origine capoverdiana ucciso da due balordi, spacciatori e amanti delle arti marziali con tanto di reddito grillino di cittadinanza – è rimasta spiazzata dall’accaduto e, non potendo nascondere del tutto la notizia, ha cercato di non darle risalto, e casomai di nasconderla.


I giornali hanno iniziato a parlare dell’assassino di Don Roberto come di un senzatetto, poi come uno squilibrato, anche se nel caso specifico non risultano evenienze mediche sull’eventuale squilibrio mentale. Soltanto poi, vergognandosi di specificare meglio la notizia, si è saputo che l’assassino era un tunisino entrato clandestinamente in Italia, fatto oggetto di ben due provvedimenti di espulsione. Uno nel 1993 (c’era il governo Ciampi: Pds, Dc, Psi, Psdi, Pri, Verdi) e uno nel 2020 (governo Conte bis: Pd, M5S, Iv, Leu.


Sia la polizia che la magistratura “democratica” si sono ben guardati di applicare e rispedire al mittente detto signore. L’assassino si chiama Radi Mahmoudi, è tunisino e di religione islamica. Ovviamente, che sia musulmano è stato completamente omesso dalla stampa, non fosse mai che qualcuno pensi abbiano ragione colore che denunciano l’invasione afro-islamica favorita dalle sinistre e dall’eretica Chiesa catto-comunista vaticana. O i complottisti che denunciano il piano Kalergi o l’attività della Open Society Foundation del magnate liberal George Soros, per favorire l’immigrazione clandestina, la sostituzione etnica dei popoli cristiani ed europei e la creazione di un esercito di schiavi al servizio della plutocrazia mondialista, della Trilaterale e del Gruppo Bilderberg. Non sia mai.


Il signor Radi Mahmoudi, uno spiantato che viveva in un dormitorio pubblico grazie all’aiuto di organizzazioni cattoliche come la Caritas, aveva il terrore di tornare in Tunisia, dove sicuramente per vivere avrebbe dovuto lavorare, mentre in Italia ai clandestini un letto e un pasto caldo non lo nega nessuno. Nel suo fallimento come uomo che a 53 anni non è stato in grado di costruire nulla, l’unica ancora di salvezza sarà stata l’Islam, che in Occidente è rappresentato dalle sue correnti più estreme.


Basti pensare che la base della Fratellanza Musulmana tunisina (fuorilegge sotto il governo laico-socialista di Ben Alì) era la moschea di Centocelle a Roma. E cosa insegna l’Islam e a cosa si aggrappa un musulmano in terra di “infedeli”? Devono cercare gli “infedeli” e metterli a morte (sura 4.90), fare la guerra agli infedeli che vivono intorno a lui (sura 9.123), perché Allah instilla il terrore nel cuore degli infedeli e il musulmano deve accoltellare l’infedele (sura 8.12). Cosa che ha fatto.


Nella sua nullità e brutalità, il signor Mahmoudi in un colpo solo è diventato una persona rispettata dalla sua comunità religiosa, perché ha rispettato alcuni precetti coranici e nel contempo è riuscito a realizzare il suo sogno di rimanere in Italia a spese del popolo italiano in un confortevole carcere dal quale, se ne avrà voglia, tra qualche anno potrà tranquillamente evadere col permesso premio del magistrato democratico di turno.


Infatti il permesso premio non viene negato a nessuno, neppure ad ergastolani pluriomicidi con precedenti evasioni alle spalle come Johnny lo Zingaro, e non si capisce perché un domani non dovrà essere concesso anche a lui che ha il merito di essere straniero, clandestino, perseguitato dai populisti e dai sovranisti che vorrebbero mandarlo a casa. E poi lo stesso papa Francesco non ha parlato dell’assassino come di un clandestino (per lui usa il termine migrante) ma di un bisognoso. Di conseguenza, non sarebbe politicamente corretto condannarlo all’ergastolo e pretendere che sconti tutta la pena.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto (inviolabile) dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), circolare, riunirsi e manifestare in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm e dalle ordinanze – per gravi, documentati e passeggeri motivi. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convinzioni religiose o sociali. L’obiezione di coscienza è un diritto. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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