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A venti giorni esatti di distanza dalle elezioni regionali, Lucano non rinuncia ai momenti di propaganda. A giochi ormai fatti, sembra infatti che l’ex sindaco di Riace sia comunque risoluto ad accaparrarsi un posticino, fosse anche come tappabuchi nei via vai che periodicamente interessano Palazzo Campanella. Un po’ quello che voleva fare con il Pd, Leu e chiunque altro gli avesse permesso di tenere lontani i suoi guai giudiziari. E così oggi, di fronte a una piccola platea di pescetti lessi, si è dovuto assistere all’ennesimo sermone dal tono elettorale.

Le sardine difendono Lucano anche dopo l’ennesimo avviso di garanzia per falsificazione

Nel fiorire di retorica buonista e anti-salviniana (è il politico a fare da collante a un movimento che a quanto pare non ha nulla da dire) non una parola è stata spesa in relazione all’avviso di garanzia ricevuto da Lucano a fine dicembre. L’ennesimo, in cui si contesta all’ex sindaco l’aver falsificato documenti pubblici ai tempi della sua amministrazione, azione che secondo gli inquirenti che hanno lavorato al primo filone di inchiesta avveniva con l’ausilio dell’attuale consigliere di minoranza Maria Caterina Spanò.

Il “modello” difeso? Lo sfruttamento dei migranti che fa bene alle proprie tasche

Ma neanche il fatto che gli sia stato contestato l’ennesimo illecito civile ha scoraggiato oggi le (poche) sardine accorse oggi a Riace, affinché non si spenga l’ormai debole fiammella del sindaco eroe dell’accoglienza (immaginata). Quella che fa bene alle proprie tasche prima che agli ospiti, e che abbiamo imparato a conoscere soprattutto grazie a diversi episodi di sfruttamento da parte della criminalità organizzata.

Anche a “Potere al popolo” si parlerà dei pescetti

Sull’argomento interverrà domani la responsabile di Rec News. Autrice del libro I padroni di Riace, Zaira Bartucca sarà ospite – a partire dalle 13 – del programma radiofonico di RPL condotto dal giornalista Sammy Varin “Potere al popolo“. Canale 740 del digitale terrestre, disponibile anche in streaming.

LAZIO

Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma

L’associazione appena qualche giorno fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale. Oggi l’annuncio dell’ingresso nell’Ufficio “Clima” del gabinetto del sindaco

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Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma | Rec News dir. Zaira Bartucca

Edoardo Zanchini, già vicepresidente e membro della segreteria nazionale di Legambiente, è stato nominato direttore dell’Ufficio “Clima” del Comune di Roma, emanazione del Gabinetto del sindaco. L’associazione appena qualche settimana fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale, con la previsione della costruzione di nuovi termovalorizzatori. Quale sarà la posizione di Zanchini sull’argomento? Non si sa, e comunque a passaggio avvenuto le acque si sono calmate e il clima si annuncia più che disteso.

Legambiente ha già inviato il suo bigliettino virtuale di felicitazioni: “Auguri di buon lavoro per il nuovo prestigioso incarico. Roma ha bisogno della sua competenza ed esperienza”. I termovalorizzatori ora non sono più un problema: il baricentro si è già spostato sulla “diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, gli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici e i progetti di forestazione per contribuire a combattere la crisi climatica”: questi i punti indicati dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani assieme alla “decarbonizzazione”.

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POLITICA

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente

Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza…

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Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Angelo Carconi (Ansa)

La Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente: è Stefania Craxi, figlia di Bettino. Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza dell’addio di Petrocelli. Il pentastellato è stato costretto a lasciare la commissione e anche il M5S dopo aver espresso posizioni critiche verso l’invio di armi in Ucraina e verso l’operato del governo Draghi.

Negli scorsi giorni la Giunta per il regolamento aveva votato a favore dello scioglimento della Commissione Esteri dopo che venti membri di tutti i partiti avevano annunciato le loro dimissioni.

Rec News dir. Zaira Bartucca

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POLITICA

Chiesta la sfiducia di Draghi

Ma a sostenere l’operato del premier con le dimissioni di massa dalla Commissione Affari Esteri ci sono esponenti di tutti i partiti. Anche i “pacifisti” della Lega con a capo Matteo Salvini e la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia. Petrocelli: “Hanno votato tutti la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022, tutto il resto è propaganda”

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Chiesta la sfiducia di Draghi | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio (Imagoeconomica)

“Togliere la fiducia a Draghi” e “fermare l’invio di tutte le armi” all’Ucraina. E’ quanto ha chiesto oggi il presidente della Commissione Esteri al Senato Vito Petrocelli. E’ l’epilogo di tensioni che si sono manifestate nel corso di tutta la settimana, prima con la promessa di ricorrere alla Corte Costituzionale e poi con le dimissioni di diversi componenti della commissione.

Ad abbandonare l’organismo in segno di protesta verso le recenti prese di posizione di Petrocelli negli scorsi giorni sono stati esponenti di tutti i partiti. Ci sono anche i leghisti “pacifisti” a difendere l’operato del premier Draghi e l’invio di armi all’Ucraina: Matteo Salvini, Tony Iwobi, Stefano Lucidi, e Manuel Vescovi.

Non resta fuori neanche la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia, che ha confermato le dimissioni del presidente del Copasir Adolfo Urso. A fare blocco contro la via diplomatica sono poi stati Stefania Craxi (Forza Italia), Alberto Airola (M5S), Laura Garavini (Italia Viva) e Pier Ferdinando Casini.

“Tutti i partiti – ha detto Petrocelli – hanno votato la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022. Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale”.

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