Il Mipaaft apre ai parchi permanenti

L’incontro tra il ministro con delega al Turismo Centinaio e i rappresentanti del settore al “Parlamentino” e lo spartiacque rispetto al passato. Così il comparto che genera 376 milioni di euro all’anno accarezza l’idea della partecipazione statale (la nostra Gallery)

Non era mai successo: pur generando un indotto da 376 milioni di euro l’anno, 60mila posti di lavoro e capacità ricettive con cifre a sei zeri, l’industria dei parchi permanenti e le relative organizzazioni di settore non si erano mai interfacciate ufficialmente con la politica. E’ per questo che l’incontro che si è tenuto oggi al cosiddetto “Parlamentino” del Mipaaft alla presenza del ministro alle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, potrebbe rappresentare uno spartiacque rispetto al passato. Non si tratta solo di turismo stagionale o mordi e fuggi: l’industria legata al divertimento a differenza di altre è in grado di intercettare segmenti di consumatori tra più svariati, provenienti o meno dal territorio nazionale. Non ci sono solo i ticket di ingresso ma anche il giro di affari che riguarda gli hotel, la ristorazione, il merchandising e tutta una serie di servizi complementari. Il tutto è stato – cifre alla mano – esposto dai relatori intervenuti e dal presidente dell’associazione dei Parchi permanenti italiani, Giuseppe Ira.


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Pur contando su diverse strutture con attrazioni all’avanguardia, l’Italia si trova del resto indietro rispetto ai principali competitor europei: è, per esempio, ottava nella classifica relativa al numero di parchi tematici, sorpassata da Francia, Regno Unito, Germania, Danimarca e perfino da Spagna, Svezia e Olanda. Si tratta di un comparto che fino a oggi si è alimentato da solo, ma che potrebbe strizzare l’occhio alla partecipazione pubblica, forte di risultati di tutto rispetto e a fronte di qualche ritorno per le casse dello Stato.


Il ruolo dei parchi permanenti è, insomma, strategico, e potrebbe – nelle intenzioni dei promotori – sopperire alla debolezza che l’Italia sta registrando in altri settori. “Dobbiamo – ha detto oggi Centinaio – puntare sempre più sulla diversificazione e sulla destagionalizzazione dell’offerta se vogliamo attrarre diverse tipologie di visitatori. Le ricadute su tutto il territorio in termini di mercato e occupazione – ha concluso – sono infatti importanti”.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.