Sanità e censura, vi racconto cosa ha significato per me la Task-Force del governo | | Rec News
Periodico di Inchieste

Sanità e censura, vi racconto cosa ha significato per me la Task-Force del governo

di Daniela Giudice

Gentile Direttore,

Possiedo un blog su una nota piattaforma e negli scorsi anni ho trattato molti temi che riguardano la Sanità e il conflitto di interessi. Ritenevo allora che tali argomenti fossero di interesse generale e molto significativi e, con soddisfazione, ho ottenuto i primi risultati di ricerca, nonostante non vi fosse da parte mia alcun investimento economico: ho scritto sempre e soltanto animata dal desiderio di informare, laddove la gran parte dei media tacciono. La piattaforma, da parte sua, ha pubblicato e continua a pubblicare la maggior parte dei miei articoli. 


Da un po’ di tempo, però, mi sono accorta che, presenti fino a pochi mesi fa, sono stati tagliati oggi la maggior parte dei risultati di ricerca per quanto concerne il settore sanitario. In particolare sono stati fortemente penalizzati alcuni articoli come “Conflitto di interessi, corruzione, riciclaggio: dati allarmanti sulla sanità italiana”, “Terapie innovative ed orfani finanziari: i grandi interessi di Big Pharma nella guerra contro il cancro” (parte 1 e 2) e “Arriveranno le vaccinazioni obbligatorie anche per gli adulti?” che per tanto tempo ha ottenuto i primissimi risultati alla ricerca: “vaccini obbligatori, alluminio”.



Ogni articolo è stato sempre scrupolosamente documentato, controllando l’attendibilità delle fonti. Per la stesura dell’articolo sui vaccini, in particolare, mi sono documentata leggendo pagina per pagina la relazione finale della Commissione Parlamentare d’inchiesta, riportando stralci mai riportati in nessun altro articolo. Adesso, anche se forse ormai non bisogna più stupirsi di nulla, trovo inaccettabile che ore di lavoro serio siano state cancellate in un istante da chi ha il potere di farlo. All’evidente censura, reggono testate che hanno maggior forza editoriale; ma evidentemente, chi non ha forza economica deve subìre anche l’imbavagliamento, senza potersi difendere. 


Mi piacerebbe conoscere quali siano i criteri oggettivi in base ai quali la nuova Task Force per combattere le fake news, con a capo il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, ha il potere di censurare e zittire i cittadini. Una società dove è annientato il diritto alla libera espressione, peraltro sancito dalla nostra Costituzione, non può che tradire gli uomini che la compongono, privandoli dei loro più elementari diritti, tra cui quello dell’informazione, condizione imprescindibile per una libera e consapevole scelta. E’ una società destinata al disfacimento etico e sociale, come tristemente insegna la storia.


Un sentito grazie per il Suo impegno nel diffondere la verità.


Grazie a Te Daniela per averci scritto e per la tua opera di divulgazione. Speriamo continui nonostante tutto.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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