Recensioni
1984 è tornato tristemente attuale
Orwell scrive il suo cult memore dei fascismi d’Europa. In tempi di controllo spinto, requisizioni e limitazioni di ogni libertà personale, non resta che scrutarlo con preoccupazione
Vietato uscire, divertirsi, amare. Vietato infrangere i limiti imposti alla distanza interpersonale. Vietato fare altri lavori rispetto a quelli autorizzati dal leader del Socing, che nella maggior parte dei casi riguardano il funzionamento della macchina della propaganda. In tempi di droni che spiano tutto con la scusa del coronavirus, di app che vogliono scrutare a fondo, di tamponi a tappeto, requisizioni e altri metodi di coercizione, il libro 1984 di George Orwell è tornato tristemente attuale.

In un panorama dispotico e apocalittico in cui il Grande Fratello ha annullato ogni libertà personale in nome di quello che dice sia il bene di tutti, Winston Smith è “l’ultimo uomo d’Europa“, secondo il titolo (censurato) che Orwell avrebbe voluto. Assieme a Julia, l’impiegato lotta per conservare i suoi sentimenti e, soprattutto, la sua umanità. Una lotta impari e difficile, che tuttavia è in grado di trasformare una sopravvivenza inutile e controllata, in vita vera.
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