La Grecia dice no alle politiche di austerità. Va a casa l’europeista Tsipras

Il megafono ellenico di Bruxelles pronto a lasciare il posto a Mitsotakis. Il leader identitario di Nea Demokratia stacca di circa dieci punti percentuali il progressista, e si prepara a conquistare più di 150 seggi in Parlamento. Pronta la scusa “dem” sulle schede elettorali rubate

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(Ansa) Il secondo ed ultimo exit poll trasmesso dalle tv greche assegna ai conservatori di Nea Dimokratia tra il 38,5 e il 41,5% dei voti, e a Syriza tra il 27 e il 30. A Kinal (socialisti) 6,5-8%; Kke (comunisti), 5-6%; Diem25, 3-4%; Alba Dorata, 2,8-3,8%; Elliniki Lysi (ultra nazionalisti), 2,8-3,5%. Se gli exit poll saranno confermati dallo scrutinio, la Grecia di avvia verso una maggioranza assoluta alla destra con il partito conservatore Nea Dimokratia. In base ai primi rilevamenti, il partito di Mitsotakis otterrebbe tra i 155 ed i 167 seggi sui 300 totali in parlamento.


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Sono stati circa 10 milioni i greci chiamati alle urne per le elezioni politiche anticipate.  I seggi hanno aperto alle 7 locali (le 6 in Italia) e hanno chiuso alle 19 (le 18 in Italia). Attese per le 21 le prime proiezioni basate su dati reali che dovrebbero dare un’indicazione pressoché certa del risultato. Il sistema elettorale greco è un ‘proporzionale rafforzato’: il partito che prende la maggioranza relativa a livello nazionale ottiene un bonus di 50 seggi, per avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi che compongono il parlamento monocamerale greco servono dunque 151 deputati.


Una parte di seggi vengono assegnati sulla base dei voti presi nelle varie regioni (il Paese è diviso in 56 circoscrizioni, che corrispondono grossomodo alle regioni, con le aree più popolose, come Atene e l’Attica, che sono a loro volta divise in sotto-circoscrizioni). Con il 40,5% dei voti si ha, in pratica, la certezza di avere la maggioranza assoluta.


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