REGIONI
Disoccupata, sfrattata e separata dal figlio disabile, la signora Adele Ferraro ora vive in strada
La tragedia umana e sociale si consuma a Reggio Calabria, con la compiacenza dell’amministrazione Falcomatà appena reinsediata, che non ha ancora garantito un alloggio alla famiglia nonostante sia previsto da una legge regionale
L’amato figlio disabile, un’abitazione in affitto alla meno peggio che racchiudeva i suoi beni di prima necessità e sei gatti. Era tutto quello che aveva la signora Adele Ferraro, ma da inizio anno non le è rimasto più nulla. Indigente perché disoccupata, senza colpe ma con tanta dignità, ora la aspettano la strada d’inverno e una vita di stenti. Nel cuore conserva speranza di vedere il figlio ricoverato da cui l’hanno separata, e la possibilità – magra consolazione – di andare a trovare gli animali custoditi dalla padrona di casa che ha deciso di buttarla in strada.

Questo dramma familiare, umano e sociale si consuma a Reggio Calabria, con la compiacenza dell’amministrazione Falcomatà appena reinsediata, che non ha ancora garantito un alloggio alla donna e al figlio disabile. Nonostante l’assegnazione sia prevista in concomitanza allo sfratto di persone a basso reddito che non hanno una sistemazione alternativa (articolo 31 della Legge Regionale 32/1996). All’ombra dei Bronzi custoditi nel museo nazionale, vicino al “chilometro più bello d’Italia”, a fianco della “Reggio bene”, insomma, la signora Adele sfida con dignità gli stenti cui vorrebbero condannarla, ma l’inverno e la situazione precaria del figlio ricoverato sono una preoccupazione. Una situazione che non è degna di un Paese civile, un’ingiustizia sociale simbolo di un’Italia – e forse di una parte politica – che sa solo riempirsi la bocca di buonismo, lasciando le vittime della crisi artefatta sempre più indietro.
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