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Il trasloco da un ufficio all’altro è un momento importante nella vita lavorativa di ognuno, magari foriero di tante novità, come un nuovo ruolo aziendale, ma portare con sé tutti gli oggetti e i fascicoli usati in precedenza può essere piuttosto stressante.

Ecco qualche idea su come traslocare da un ufficio all’altro, senza dimenticare documenti importanti.
La prima cosa da fare è quella di organizzarsi per tempo, traslocare all’ultimo momento rischia solo di accrescere ansia e stress.

Farsi aiutare dai propri collaboratori, assegnando loro ruoli diversi facilita il lavoro e permette una buona organizzazione, che è alla base della riuscita del trasloco.

Bisogna decidere quali sono i documenti da digitalizzare e quali, invece, da inscatolare.
Servirsi di scatole resistenti e di buona qualità è un ottimo modo per risparmiare tempo.
Si possono etichettare le scatole, così da sapere subito come andrà sistemato il contenuto.
Le cose più leggere o di piccole dimensioni possono essere trasportate in sacchetti resistenti e capienti, come quelli proposti dallo shop online di Raja, azienda leader nella vendita di prodotti da imballaggio e trasloco.

Usare sacchetti di dimensioni diverse e trasparenti, permette di vedere il contenuto all’interno, evitando errori o di lasciare qualcosa nel vecchio ufficio.
Per avere la sicurezza di portare tutto l’occorrente, è il caso di fare un inventario.

Cambio ufficio, mai stato.. | Rec News dir. Zaira Bartucca

Stilare una lista degli oggetti da portare e di quelli superflui, permette di fare anche un po’ di pulizia.
Spesso negli uffici vengono accumulati documenti vecchi e anacronistici, quindi il trasloco è il momento giusto per fare decluttering, tenendo solo le cose utili alla nuova mansione.
La lista permette di etichettare scatole e sacchetti, non solo specificando il tipo di materiale contenuto, per esempio se si tratta di cancelleria, fascicoli, telefoni, oggetti personali, ma anche la destinazione, alcune cose andranno negli armadietti, altre nei cassetti delle scrivanie etc.
Tutto il materiale, per facilitare lo spostamento, va comprato per tempo, è davvero confusionario dover uscire per comprare scatole, sacchetti, scotch o forbici nel bel mezzo del trasloco.
Sul sito di Raja è facile trovare tutto l’occorrente per la sistemazione delle cose da portare con sé.

Un’altra cosa che spesso si dimentica, presi dalla foga del trasloco, è quella di sistemare gli aspetti burocratici.
La burocrazia è sempre noiosa da fare, ma va fatta, affinché non rimangano pendenze o utenze aperte.

Ecco perché bisogna provvedere alla chiusura delle utenze, nello spostarsi da un ufficio all’altro vanno gestite le spese relative all’elettricità, al gas e all’acqua.
Inoltre, è il caso di pagare tutto ciò che è rimasto aperto, per non rischiare multe e sanzioni.
Fornitori e clienti vanno avvertiti del cambio di indirizzo, utilizzando sia una mail sia un cartello da apporre per un periodo fuori dalla porta dell’ufficio: comunicare il nuovo indirizzo, permette anche ai corrieri di consegnare la merce ordinata alla persona giusta.

Se si è in affitto, va comunicata la disdetta del contratto d’affitto, a mezzo raccomandata A/R almeno 12 mesi prima della scadenza, oppure 6 mesi, ma solo in casi particolari.

Anche nel nuovo ufficio, ci sono delle formalità da sbrigare prima di mettersi al lavoro.
Attivazione delle nuove utenze e cambio destinazione d’uso del locale a livello catastale e urbanistico.

Per essere in regola bisogna accertarsi di aver svolto correttamente tutti i lavori di adeguamento necessari e di aver sostituito tutte le componenti obsolete.
Lavorare con una rete wi.fi non efficiente o con computer datati, rallenta solo la produttività lavorativa.

Alla base di un ottimo trasloco, c’è l’organizzazione.
Avere a disposizione materiale come scatole, sacchetti, nastro adesivo, etichette, facilita il lavoro, permettendo di cominciare la nuova occupazione con serenità.

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Albero di Natale, quale comprare e come prendersi cura di un abete vero

La Festa dell’Immacolata Concezione si avvicina e con essa l’inizio dei preparativi per Natale. Fatto il Presepe, si passa alla scelta dell’albero, che non sempre è immediata

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Albero di Natale, quale comprare e come prendersi cura di un abete vero | Rec News dir. Zaira Bartucca

La Festa dell’Immacolata Concezione si avvicina e con essa l’inizio dei preparativi per Natale. Fatto il Presepe, si passa alla scelta dell’albero, che non sempre è immediata. Meglio acquistarne uno vero o finto? Un albero artificiale di plastica alto due metri – afferma Pefc Italia – ha un’impronta di carbonio pari a circa 40 kg di emissioni di CO2 equivalenti, senza considerare il tempo che gli alberi finti impiegano a deteriorarsi nelle discariche, che è di oltre 200 anni. Secondo Coldiretti, nel 2021 quasi 3 milioni di italiani hanno scelto un albero vero a Natale.

E’ inoltre importante mettere in casa una pianta che respira, anche quando recisa: un abete vero assorbe anidride carbonica, rilascia ossigeno e olii essenziali che purificano l’ambiente e – terminato il suo ciclo vitale – torna ad essere sostanza organica. Al contrario degli alberi in plastica (energivori, inquinanti e destinati alle discariche), le piante sono parte del motore di filtrazione della natura.

“Scegliere un abete vero, però, significa anche fare una scelta precisa: rivolgersi a vivai specializzati o assicurarsi che provenga da attività di gestione forestale sostenibile, vuol dire sostenere aziende agricole che impiegano centinaia di persone in aree montane a rischio spopolamento e creare una relazione positiva tra città e montagna, prendendo le distanze da sistemi produttivi incompatibili con l’ambiente”, spiega Francesco Dellagiacoma, Presidente di Pefc Italia. “Evitare la plastica significa quindi contribuire all’economia di aziende che lavorano nelle aree interne del nostro Paese”.

Ma come scegliere, acquistare e prendersi cura di un abete vero? Ecco un vademecum con tutti i consigli utili per l’occasione.

1) PROVENIENZA – Secondo Coldiretti, gli abeti italiani disponibili sul mercato in occasione del Natale derivano per il 90% da coltivazioni vivaistiche specializzate gestite da piccole aziende agricole italiane del territorio rurale. Il restante 10% (i cosiddetti cimali o punte di abete o giovani piante destinate al taglio), deriva ad esempio da normali pratiche di gestione forestale di diradamento, indispensabili per lo sviluppo delle foreste. E’ sempre preferibile scegliere un abete a chilometro zero, e in ogni caso acquistarlo dai produttori locali anziché affidarsi agli e-commerce online che spesso dipendono dall’estero.

2) PRIMA DI ACQUISTARE L’ALBERO – Prima dell’acquisto è opportuno misurare accuratamente l’altezza del soffitto di casa: all’aperto gli alberi sembrano molto più piccoli e il rischio è quello di trovarsi con una pianta troppo alta. Bisogna inoltre tener presente che l’albero perfetto non esiste: ogni esemplare tende ad avere un lato meno ricco di rami nella parte cresciuta verso nord, inoltre l’asimmetria è una caratteristica naturale di un albero vivo. Tutte le conifere tendono a perdere gli aghi nella parte interna dei rami, per questo è consigliabile chiedere al vivaista di scuotere l’albero per far cadere gli aghi secchi. Per il trasporto, è meglio portarlo a casa distendendo i rami con qualche giorno di anticipo prima di addobbarlo: in questo modo si adatterà più facilmente al nuovo ambiente, come spiega Coldiretti.

3) COME CURARE L’ALBERO VERO IN CASA – Prendersi cura di un abete vero non è complicato, ma bisogna sapere come fare: è bene sistemarlo in un luogo luminoso, lontano da fonti di calore, ma anche da correnti d’aria troppo forti (quindi non vicino a termosifoni accesi o finestre). Un aspetto importante, soprattutto per le piante in vaso, è innaffiare l’albero regolarmente, ogni 1-2 giorni: un sistema semplice ed efficace consiste nel posizionare dei cubetti di ghiaccio nel vaso dell’albero, così da preservare l’umidità della terra nel vaso. Neve sintetica o spray colorati sono invece da evitare.
 

4) COSA FARE QUANDO FINISCONO LE FESTE – Gli alberi recisi o in vaso che non vogliono essere tenuti per gli anni successivi, dovranno essere smaltiti in modo corretto: portandoli nelle isole ecologiche, saranno trasformati in compost, utile alla crescita di nuove piante. Piantare nuovamente gli alberi dei vasi in bosco è invece una scelta sbagliata: se l’abete non fa parte dei boschi naturali di pianura/collina, è ecologicamente una pianta “alloctona”, cioé estranea al contesto ambientale. Ove possibile, meglio scegliere il giardino di casa, con la raccomandazione di non posizionare  gli alberi troppo vicino agli edifici, visto che tendono a crescere rapidamente.

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Risparmiare sull’elettricità con i pannelli fotovoltaici: i prezzi e quale scegliere

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Risparmiare sull'elettricità con i pannelli fotovoltaici: quale scegliere, i prezzi e le aziende che li installano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Con i rincari sull’energia e con il caro bollette, per imprese e famiglie è sempre più importante trovare soluzioni che permettano di risparmiare. Il pensiero corre subito ai pannelli solari, impianti green che hanno un minore impatto sull’ambiente e che consentono di ridurre i costi in ambito lavorativo e domestico, risparmiando sull’elettricità o sul riscaldamento dell’acqua sanitaria. Si tratta di una tecnologia pulita (non c’è emissione di CO2) caratterizzata da prezzi accessibili e facilità di installazione. Come sempre, però, è importante orientarsi e capire come procedere per dotarsi di un impianto e come scegliere quello che fa al caso proprio. Ecco, dunque, una breve guida.

Pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici

Il pannello solare termico converte le radiazioni solari in energia termica, per poi trasferirla verso un accumulatore. Consente di produrre acqua calda e di raffreddare o riscaldare gli ambienti, e deve essere installato su una superficie piana o inclinata. Nel caso in cui si vogliano abbattere i costi energetici si deve invece fare affidamento sui pannelli fotovoltaici, dispositivi composti da celle che trasformano la radiazione solare in energia elettrica sfruttando l’effetto fotovoltaico, da cui deriva il nome. Non richiedono l’uso di alcun combustibile e sono in grado di produrre quantità di energia anche superiore al fabbisogno di una famiglia media. I pannelli solari fotovoltaici in wekiwisolar.it, per esempio, sono caratterizzati da una tecnologia all’avanguardia e sono particolarmente affidabili in termini di qualità e di resa, sia che si tratti della gamma standard e dei moduli fotovoltaici “Jasolar”, sia che si scelga la gamma Premium e i pannelli fotovoltaici LG.

Risparmiare sull'elettricità con i pannelli fotovoltaici: quale scegliere, i prezzi e le aziende che li installano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Lo studio preliminare sugli spazi a disposizione e sul fabbisogno energetico

Per passare dalle parole ai fatti, una primissima analisi propedeutica all’installazione deve necessariamente riguardare gli spazi utilizzabili della nostra proprietà, del nostro terreno o della nostra impresa. Fatto questo, è necessario stimare il consumo energetico, che dipende dalla dimensione del fabbricato e dal numero di persone che vi abitano. A titolo esemplificativo: il consumo energetico annuo di una casa piccola con due persone si aggira attorno ai 3200 kWh. Se si divide questo numero per 0,85, si ottiene una stima della potenza necessaria per coprire il fabbisogno energetico annuale. Se i kilowatt ora consumati sono 3200, dobbiamo sapere che i pannelli dovranno coprirne 3800 per garantire una resa adeguata, dunque in questo caso si avrà bisogno di 15 pannelli da 260 Wp ognuno. Il tetto di casa o del condominio, com’è noto, può essere uno spazio adeguato per l’installazione di pannelli che coprano i costi energetici di una famiglia media.

I prezzi

Un altro aspetto da considerare è quello relativo ai prezzi. I pannelli solari sono anzitutto un investimento, e hanno costi che di anno in anno si fanno sempre più accessibili. Per calcolarli si può creare il proprio preventivo personalizzato con pochi semplici passaggi: inserisci il consumo mensile e il tuo indirizzo, fornisci informazioni sull’area utilizzabile e simula il tuo impianto con wekiwisolar, azienda specializzata nell’installazione di sistemi fotovoltaici per case, condomini e aziende.

Risparmiare sull'elettricità con i pannelli fotovoltaici: quale scegliere, i prezzi e le aziende che li installano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Gli incentivi fiscali a disposizione

I vantaggi non sono finiti qui, perché è possibile acquistare un impianto fotovoltaico e usufruire delle detrazioni fiscali. Quest’ultima può avvenire senza cessione del credito (il cliente paga il 100% e il governo restituisce il 50% attraverso la dichiarazione dei redditi) o con la cessione del credito: il cliente paga il 50% e l’azienda – in questo caso Wekiwi, attenta anche alle agevolazioni – offre uno sconto in fattura del restante 50% che acquisterà come credito d’imposta. Un’occasione in più se si pensa che i termini per aderire al Superbonus 110% previsto dal decreto Aiuti sono scaduti il 31 settembre.

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La cura di un cucciolo parte dal cibo e non solo

Prevenzione, alimentazione, igiene del cucciolo e dell’ambiente: gli imperativi da seguire per prenderci cura al meglio del nostro animale domestico

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La cura di un cucciolo parte dal cibo e non solo | Rec News

La cura dei propri cani è fondamentale, fin dalla nascita. È importante infatti, prestare attenzione al suo regime alimentare e ad eventuali sintomi che potrebbero essere indicatori di eventuali patologie. Sono importanti i controlli veterinari: visto che comprendono esami medici e visite, hanno anche scopo preventivo.

I vaccini anche sono importanti, così che il veterinario possa illustrare il piano vaccinale a cui deve sottoporsi il cucciolo. In linea generale il piano vaccinale inizia intorno ai due mesi, con richiami mensili che durano fino ai quattro mesi di vita. Il consiglio fondamentale è il rispetto delle date di richiamo, altrimenti si rischia di dover iniziare il protocollo da capo.

L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale per una crescita in salute del proprio amico a quattro zampe. La scelta del cibo da fornire viene infatti fatta insieme al veterinario. Per comprendere quali cibi somministrare in base alle esigenze dei cani, al loro gusto ed in base anche ad eventuali intolleranze. Soprattutto per chi non ha avuto mai un cane, è importante capire quando il proprio cucciolo sta poco bene, imparando a comprendere cosa sia normale e cosa non lo sia, così da riuscire ad individuare i sintomi di alcuni problemi di salute.

Gli alimenti del marchio Amusi sono progettati per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei cuccioli in base alla razza e alla taglia. Tale brand propone anche crocchette per cani cuccioli con all’interno olio di pesce utile per la promozione di un corretto sviluppo del cervello e della vista, proteine di qualità per lo sviluppo di massa muscolare magra e minerali ben bilanciati per denti e ossa forti; infine anche la presenza di antiossidanti che supportano le difese immunitarie del proprio cucciolo.

Anche la cura dell’igiene è importante, in quanto risulta essere fondamentale insegnare al proprio cane a farsi pulire denti e a farsi spazzolare, in quanto quest’ultima spesso risulta essere una manovra difficile da attuare, specie se il cane è piccolo. È dunque necessario abituare il cucciolo ad una piccola routine.

La cura dell’igiene dell’ambiente anch’essa è molto importante, così da eludere l’insorgenza di patologie correlate ad ambienti non propriamente salutari. Per quanto concerne l’alimentazione di un cucciolo, bisogna dire inoltre, che anche prestare attenzione alla tipologia di latte da utilizzare è importante, poiché non tutti i cani riescono a tollerare lo stesso prodotto

Nei primi mesi di vita, un cucciolo necessita di una moltitudine di nutrienti adeguati che contribuiscono al mantenimento del suo stato di salute. Il regime alimentare di un cucciolo quindi, deve essere fornire le giuste dosi di energia e proteine di elevata qualità al fine di supportare la crescita e la salute digestiva.

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