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Riace riparte con un insieme di eventi e progetti di rilievo per la celebrazione del Cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi. E’ la prima volta che la cittadina del Reggino è interessata da un programma culturale e promozionale di questa portata, che la proietterà – finalmente in maniera concreta – sul panorama nazionale e internazionale, così come merita un bene culturale unico nel suo genere quali sono i Guerrieri attribuiti da alcuni studioso allo scultore greco Fidia. Per festeggiarli è stato pensato un francobollo commemorativo stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ci sarà un evento televisivo che andrà in onda – in diretta – su Raiuno e una vetrina all’interno della Mostra del Cinema di Venezia, sarà organizzato il convegno di studi “Nel segno dei Bronzi”, percorsi multimediali (Bronzi 5.0) ed esperienziali, fino alla realizzazione di una multipiattaforma in grado di aggregare tutto quanto ruoterà attorno al brand delle due statue. Non solo: alla Festa del Cinema di Roma sarà consegnato il premio “Riace”, senza contare tutte le iniziative che ancora non sono state calendarizzate. Si partirà, comunque, ad agosto, per poi andare avanti fino al 2023 inoltrato.

Un programma ricco e ambizioso che guarda alla valorizzazione di un bene culturale in passato dimenticato: “Vogliamo – è quanto ha detto il sindaco di Riace Antonio Trifoli – che sia valorizzato il nostro territorio, che dall’esistenza delle due statue francamente non ha mai tratto alcun beneficio. Mi riferisco a Riace ma anche a tutta la Locride, che dalla scoperta devono trarre il vantaggio di uno sviluppo turistico ed economico, diventando meta di visitatori non solo italiani ma di tutto il mondo”. Da parte dell’amministrazione comunale è stata inoltre annunciata la volontà di commissionare un’opera, anch’essa in bronzo, da collocare “vicino al luogo del ritrovamento per ricordarne l’evento. Sarà realizzata da un grande scultore”, è stato anticipato.

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Preziose le sinergie messe in campo per permettere la messa in pratica delle iniziative: la Fondazione Italiani, il Comitato di coordinamento istituzionale e la Regione Calabria, che ha recepito le iniziative ideate e promosse dal Comune. “La Regione Calabria – ha detto ancora il sindaco Trifoli – con l’impegno assunto direttamente con noi dal presidente Occhiuto, che ha avuto modo di apprezzare il nostro progetto al punto da volerlo pienamente sposare e condividere con i colleghi di Giunta e gli organi amministrativi della Regione Calabria, saprà individuare ulteriori strumenti attuativi per consolidare un progetto di grande qualità e spessore, capace di far apprezzare al mondo un patrimonio culturale, storico, artistico di primissimo piano, contribuendo ad offrire un’immagine straordinaria della nostra amata Calabria”.

“Grazie al lavoro portato avanti dal Comitato di coordinamento – ha proseguito – siamo già ad un punto strategico ed operativo importante di definizione del progetto, ma diventa necessario stabilire un’agenda di lavoro da subito, al fine di poter condividere con gli attori che si aggiungono al comitato da noi costituito le finalità e le attività propedeutiche alla realizzazione del grande evento. I Bronzi costituiscono dei testimonial d’eccellenza per la promozione della Calabria, in un contesto che spazia dalla Magna Grecia all’enogastronomia, dal turismo culturale a quello esperienziale, sostenibile, multiforme. Il progetto che abbiamo presentato e che il Presidente Roberto Occhiuto ha convintamente apprezzato e sostenuto, è ispirato alla scoperta, e riscoperta dei Bronzi, ma è finalizzato anche alla promozione di nuove indagini, studi e ricerche archeologiche sui fondali marini di Riace”.

“Siamo sicuri – ha detto ancora Trifoli – che sinergicamente con la Regione Calabria, la Fondazione Italiani e il Comune di Riace si potranno definire ulteriori apporti aggiuntivi al grande progetto che abbiamo sostanziato e che però, viste le scadenze temporali davvero prossime, ha bisogno di procedere immediatamente con i prossimi step. La qualità e il livello già raggiunti hanno richiesto tempi e investimenti materiali e immateriali assai significativi, che non possono essere dispersi con lungaggini o ripartendo da un punto zero. Già nei prossimi giorni attendiamo di poter definire con la Giunta Occhiuto e con il management della Regione Calabria la fase operativa di un progetto in essere, che abbiamo avuto modo già di perfezionare con una serie di accordi e partnership istituzionali, nazionali e internazionali di primissimo piano, una serie di attività insostituibili che sapranno offrire al mondo un’immagine fantastica e qualificante della Calabria”, ha concluso.

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ARTE & CULTURA

Infrangere lo spazio pittorico e “innestare” le opere. A Udine il dialogo di Ghezzi con la natura

L’artista nella sua opera tesse un dialogo costante tra uomo e natura. La sua ricerca consiste nel posizionamento in luoghi naturali di tele su cui poi agiscono gli agenti atmosferici e gli organismi animali e vegetali. Il risultato finale sono campiture materiche che testimoniano la presenza di micromondi invisibili. Le sue residenze artistiche in Italia e in luoghi remoti del pianeta: dall’Alaska all’Islanda, dalla Patagonia alla Groenlandia

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Infrangere lo spazio pittorico e "innestare" le opere. A Udine il dialogo di Ghezzi con la natura | Rec News dir. Zaira Bartucca

BUTTRIO (UDINE) – Sarà visitabile fino all’11 settembre la mostra “Naturografie”, personale dell’artista Roberto Ghezzi. Immerso fra vigneti e i boschi del Collio friulano, Buttrio, con la sua settecentesca Villa di Toppo Florio, da questa estate è anche il palcoscenico naturale per l’installazione artistica “Innesti”, opera permanente che andrà ad arricchire il museo d’arte contemporanea a cielo aperto.

L’artista

Roberto Ghezzi nella sua opera tesse un dialogo costante tra uomo e natura. La sua ricerca consiste nel posizionamento in luoghi naturali di tele su cui poi agiscono gli agenti atmosferici, gli organismi animali e vegetali. Il risultato finale sono campiture materiche che testimoniano la presenza di invisibili micromondi naturali. L’artista è stato protagonista di svariate residenze artistiche in Italia e in luoghi remoti del pianeta come l’Alaska, l’Islanda, la Norvegia e la Patagonia e, solo nelle scorse settimane, la Groenlandia.

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Infrangere lo spazio pittorico e "innestare" le opere. A Udine il dialogo di Ghezzi con la natura | Rec News dir. Zaira Bartucca
Se la tela si “innesta” nell’ambiente

Ghezzi infrange inoltre il concetto di spazio pittorico con una singolare rivisitazione dei caposaldi della Land Art. Le tele da lui preparate installate su appositi supporti vengono letteralmente “piantate” in verticale a terra, come piccoli alberi, e lasciate lì per un intero anno nel terreno per completare la reazione con l’habitat nel quale sono immerse. Come gli alberi, anche l’opera “Innesti” avrà un suo sviluppo nel corso del succedersi delle stagioni: muteranno sia sotto il suolo, nella parte invisibile, che nella parte aerea, interagendo con ciò che le circonda. Da questa installazione, tra un anno, l’artista preleverà un’unica tela che diverrà l’opera permanente del museo a cielo aperto.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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ARTE & CULTURA

A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art

L’acquisizione di 7 nuove sculture, itinerari guidati da esperti d’arte e di escursionismo, un programma di concerti e proiezioni: queste le novità dell’estate 2022 in Val dl’Ert – il parco d’arte che raccoglie la collezione permanente della biennale SMACH

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A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art | Rec News dir. Zaira Bartucca - recnews.it
Andrea Salvetti, "Corno" - installazione ambientale. Foto di Gustav Willeit

Per l’estate 2022 la Val dl’Ert, il parco di sculture open air che raccoglie la collezione permanente della Biennale SMACH, ha in serbo diverse novità. A cominciare dalle ultime opere acquisite e allocate nella loro nuova dimora. Sono in tutto sette e fanno arrivare la collezione a 23 opere in totale. Ma per gli appassionati di arte e vita all’aria aperta c’è anche un altro motivo per visitare la Val dl’Ert: le visite guidate organizzate ogni venerdì fino al 28 ottobre.

A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art | Rec News dir. Zaira Bartucca

Accompagnati da esperti di arte e di trekking, nel parco che offre un modo originale per godersi la montagna estiva e per dedicarsi a percorsi poco affollati che regalano la sorpresa di opere perfettamente inserite nel contesto naturale in cui sono ospitate. E poi c’è il calendario degli appuntamenti, tra concerti e proiezioni: per il 17 luglio è previsto il concerto “The Queen’s Favourites”, tenuto alle 17 dall’ensemble di fiati La Petite Écurie, diretto dal musicista e compositore Philipp Lamprecht; il 5 agosto è in programma alle ore 21 la proiezione de “Il senso della bellezza: arte e scienza al CERN“; infine, il 21 agosto alle ore 17 la Val Badia Orchestra, diretta di Bruno Rives che eseguirà un repertorio eterogeneo di brani classici e contemporanei e la prima assoluta di “Vaia“.

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A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art | Rec News dir. Zaira Bartucca

Oltre alle sculture, all’interno del parco è disponibile una minuscola ma ben fornita biblioteca immersa nella natura (in alto), che permette di consultare libri scelti e messi nelle disponibilità dei visitatori. Eccezion fatta per le visite guidate, il parco è sempre aperto – 24h su 24h, 7 giorni su 7 – con ingresso libero e gratuito. Lo scopo della Val dl’Ert è far sì che i visitatori, lontano dai sentieri turistici iper-affollati, instaurino un rapporto diretto con la natura, anche per scoprire la storia di questi luoghi.

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ARTE & CULTURA

I “misteri della Puglia” offerti al pubblico parigino

La mostra aperta fino al 28 settembre percorre le bellezze della regione, dal IV secolo ai giorni nostri

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I "misteri della Puglia" offerti al pubblico parigino | Rec News dir. Zaira Bartucca

E’ stata inaugurata lo scorso 5 luglio e resterà aperta al pubblico fino al prossimo 28 settembre la mostra Apulia. Mystères des Pouilles entre terre, pierres et mer ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. L’esposizione contiene reperti esposti per la prima volta che raccontano la storia e i misteri di questa regione del Sud.

Si comincia da una sezione archeologica (IV-III secolo a.C.) che mostra l’estrema raffinatezza delle antiche civiltà autoctone, l’arte di dipingere la ceramica e di modellarla in figurine plastiche e iconiche, tecniche che raggiunsero l’apice in questo periodo. Si prosegue con la sezione medievale (VIII-XIII secolo) che espone un’installazione video sui villaggi e chiese rupestri.

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Sul prato del giardino dell’Istituto, poi, un “Maestro parietaro” costruirà un “muro a secco”, ad immagine dei muretti in pietra che si snodano tra gli ulivi millenari e segnano il paesaggio pugliese, richiamando antiche tecniche costruttive ancora oggi utilizzate per i Trulli. Il percorso si conclude con un’esposizione di artisti contemporanei.

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