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Dopo Palazzo Alvaro “L’Arciere” approda a Porto Bolaro. La location reggina è stata scelta per ospitare i dipinti dell’artista aspromontano dal 15 dicembre 2021 all’8 gennaio 2022. Diversi i soggetti che fanno parte della sua produzione, molti dei quali si potranno ammirare nel corso dell’esposizione natalizia: dai paesaggi e gli scorci calabresi alle rappresentazioni religiose, dalle ormai iconiche “Tarantelle” ai ritratti di personaggi noti. “Esprimere la propria emozione attraverso i colori – fanno sapere dall’organizzazione – è l’intento dell’artista, per dare libera interpretazione a chi la osserva e la vive”. L’arte, dunque, “come comunicazione”. Un principio a cui L’Arciere (al secolo Luigi Palamara) crede particolarmente essendo, oltre che artista, anche scrittore e giornalista.

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ARTE & CULTURA

Riace50, il programma di eventi per il cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi

Il programma ricco e ambizioso che guarda alla valorizzazione di un bene culturale in passato dimenticato. Il sindaco Trifoli: “Vogliamo che sia valorizzato il nostro territorio, che dall’esistenza delle due statue non ha mai tratto alcun beneficio”

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Riace50, il programma di eventi per il cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi | Rec News dir. Zaira Bartucca

Riace riparte con un insieme di eventi e progetti di rilievo per la celebrazione del Cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi. E’ la prima volta che la cittadina del Reggino è interessata da un programma culturale e promozionale di questa portata, che la proietterà – finalmente in maniera concreta – sul panorama nazionale e internazionale, così come merita un bene culturale unico nel suo genere quali sono i Guerrieri attribuiti da alcuni studioso allo scultore greco Fidia. Per festeggiarli è stato pensato un francobollo commemorativo stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ci sarà un evento televisivo che andrà in onda – in diretta – su Raiuno e una vetrina all’interno della Mostra del Cinema di Venezia, sarà organizzato il convegno di studi “Nel segno dei Bronzi”, percorsi multimediali (Bronzi 5.0) ed esperienziali, fino alla realizzazione di una multipiattaforma in grado di aggregare tutto quanto ruoterà attorno al brand delle due statue. Non solo: alla Festa del Cinema di Roma sarà consegnato il premio “Riace”, senza contare tutte le iniziative che ancora non sono state calendarizzate. Si partirà, comunque, ad agosto, per poi andare avanti fino al 2023 inoltrato.

Un programma ricco e ambizioso che guarda alla valorizzazione di un bene culturale in passato dimenticato: “Vogliamo – è quanto ha detto il sindaco di Riace Antonio Trifoli – che sia valorizzato il nostro territorio, che dall’esistenza delle due statue francamente non ha mai tratto alcun beneficio. Mi riferisco a Riace ma anche a tutta la Locride, che dalla scoperta devono trarre il vantaggio di uno sviluppo turistico ed economico, diventando meta di visitatori non solo italiani ma di tutto il mondo”. Da parte dell’amministrazione comunale è stata inoltre annunciata la volontà di commissionare un’opera, anch’essa in bronzo, da collocare “vicino al luogo del ritrovamento per ricordarne l’evento. Sarà realizzata da un grande scultore”, è stato anticipato.

Preziose le sinergie messe in campo per permettere la messa in pratica delle iniziative: la Fondazione Italiani, il Comitato di coordinamento istituzionale e la Regione Calabria, che ha recepito le iniziative ideate e promosse dal Comune. “La Regione Calabria – ha detto ancora il sindaco Trifoli – con l’impegno assunto direttamente con noi dal presidente Occhiuto, che ha avuto modo di apprezzare il nostro progetto al punto da volerlo pienamente sposare e condividere con i colleghi di Giunta e gli organi amministrativi della Regione Calabria, saprà individuare ulteriori strumenti attuativi per consolidare un progetto di grande qualità e spessore, capace di far apprezzare al mondo un patrimonio culturale, storico, artistico di primissimo piano, contribuendo ad offrire un’immagine straordinaria della nostra amata Calabria”.

“Grazie al lavoro portato avanti dal Comitato di coordinamento – ha proseguito – siamo già ad un punto strategico ed operativo importante di definizione del progetto, ma diventa necessario stabilire un’agenda di lavoro da subito, al fine di poter condividere con gli attori che si aggiungono al comitato da noi costituito le finalità e le attività propedeutiche alla realizzazione del grande evento. I Bronzi costituiscono dei testimonial d’eccellenza per la promozione della Calabria, in un contesto che spazia dalla Magna Grecia all’enogastronomia, dal turismo culturale a quello esperienziale, sostenibile, multiforme. Il progetto che abbiamo presentato e che il Presidente Roberto Occhiuto ha convintamente apprezzato e sostenuto, è ispirato alla scoperta, e riscoperta dei Bronzi, ma è finalizzato anche alla promozione di nuove indagini, studi e ricerche archeologiche sui fondali marini di Riace”.

“Siamo sicuri – ha detto ancora Trifoli – che sinergicamente con la Regione Calabria, la Fondazione Italiani e il Comune di Riace si potranno definire ulteriori apporti aggiuntivi al grande progetto che abbiamo sostanziato e che però, viste le scadenze temporali davvero prossime, ha bisogno di procedere immediatamente con i prossimi step. La qualità e il livello già raggiunti hanno richiesto tempi e investimenti materiali e immateriali assai significativi, che non possono essere dispersi con lungaggini o ripartendo da un punto zero. Già nei prossimi giorni attendiamo di poter definire con la Giunta Occhiuto e con il management della Regione Calabria la fase operativa di un progetto in essere, che abbiamo avuto modo già di perfezionare con una serie di accordi e partnership istituzionali, nazionali e internazionali di primissimo piano, una serie di attività insostituibili che sapranno offrire al mondo un’immagine fantastica e qualificante della Calabria”, ha concluso.

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CALABRIA

Cosenza, la rabbia di una paziente oncologica a rischio: “I nostri mali non aspettano che sparisca il covid”

La storia clinica da carcinoma, il rischio aumentato del 70% di ricontrarlo a causa di un gene mutato, il gonfiore, il dolore e il monito dell’oncologo di eseguire una Tac total body “nell’immediato”. Ma l’Annunziata di Cosenza le chiede di aspettare fino al 22 giugno. “Non so se arriverò a quella data”

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Cosenza, la rabbia di una paziente oncologica a rischio: "I nostri mali non aspettano che sparisca il covid" | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’Odissea di Flora Caruso – pubblichiamo il nome su sua indicazione – inizia quattro anni fa. Le viene diagnosticato un carcinoma al seno e inizia la sua lotta. Lo tiene a bada con terapie e i controlli continui tipici di queste patologie, sballottata da un nosocomio all’altro. “Cetraro, Praia a Mare, Castrovillari, ho visto quasi tutti gli ospedali della provincia. Ora non ce la faccio più a spostarmi, il mio corpo non me lo consente”. Ma l’Annunziata di Cosenza non è in grado di garantirle una visita in tempi brevi, neppure ora che il male si sta ripresentando. “Ho un gonfiore e sono dolorante”, ha raccontato afflitta. “Ho un gene mutato che mi causa oltre il 70% di possibilità di ricadere nel tumore, ho bisogno di esami tempestivi: quando il mio oncologo ha constatato il gonfiore del tessuto, mi ha detto di fare nell’immediato una Tac total body”.

Ma quell’immediatezza per il nosocomio cosentino si traduce nel 22 giugno. “Non posso aspettare cinque mesi. Non so cosa mi può accadere nel frattempo”. Domandiamo se l’ospedale è informato della gravità del suo caso. “La loro unica risposta è che non c’è posto. Io non do la colpa a loro, a chi prenota l’esame, perché è tutto il sistema non funzionante. Ho provato a prenotarmi anche con la richiesta con la dicitura “Urgenza”, ma non cambia nulla”. A Lecce c’è un polo oncologico distaccato dal resto degli ospedali, sono stata anche lì. Perché non si può fare anche in Calabria? Perché non si dà priorità alle malattie gravi? Non esiste solo il covid anzi a me, malata oncologica, del covid non me ne frega nulla”.

La rabbia verso un virus piuttosto insignificante ma fruttuoso, che viene prima della sua patologia, è tanta: “In questi quattro anni la mia prognosi non è mai stata sciolta, ma il covid ha fatto in modo che i miei controlli venissero bloccati. Non ho fatto visite per tutto il 2020, la prima, in due anni, è stata a marzo del 2021. Chiedo al governatore Occhiuto se tutto questo è normale, se in un momento in cui si straparla di Sanità sia giusto che il CUP di CosenzaCentro Unico di Prenotazione, nda – faccia fare quattro ore di fila allo sportello a persone disabili, a donne incinta, a gente che non si regge in piedi a causa delle malattie che devono sopportare. E’ vergognoso“.

Non si tratta di critiche sterili, ma di constatazioni oggettive, tanto più che la famiglia della signora Caruso ancora patisce i segni dell’abbandono degli altri malati:La figlia di mia cugina è morta perché il suo intervento è stato rimandato causa covid. Aveva 32 anni. Ci dicano di che morte dobbiamo morire e se il diritto a essere curati esiste ancora, ci diano delle risposte immediate perché le nostre malattie non aspettano che il virus sia scomparso”.

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CALABRIA

Non ha il Green Pass ma deve traghettare, fa ricorso e lo vince. Il caso dell’imprenditore ora fa giurisprudenza

Fabio Messina, agente di commercio palermitano, lo scorso lunedì si trova davanti alla zona imbarco dei traghetti di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Deve…

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Non ha il Green Pass ma deve traghettare, fa ricorso e lo vince. Il caso dell'imprenditore reggino ora fa giurisprudenza | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fabio Messina, agente di commercio palermitano, lo scorso lunedì si trova davanti alla zona imbarco dei traghetti di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Deve tornare a casa, a Palermo, ma non ha il Green Pass, né intende averlo. Trattandosi di un dato sensibile e riservato, il motivo è tutto suo: può darsi non voglia vaccinarsi, è possibile che non voglia utilizzare un dispositivo sanitario quale è il tampone o – ancora – che non ritenga di dover condividere le sue informazioni private con Sogei, con le altre aziende a cui il governo cederà i dati biometrici di ognuno e con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE).

L’imprenditore Fabio Messina

Non rinuncia, ovviamente, a tornare a casa, e decide di fare ricorso tramite gli avvocati Grazia Cutino e Mara Galletta. In più, fa qualcosa di abbastanza inusuale, ma a quanto pare efficace: si accampa nei pressi del check-in e aspetta. Prima è solo, poi viene confortato dalla generosità della gente del posto, che decide di ospitarlo nelle ultime due notti che avrebbe dovuto passare – di nuovo – all’addiaccio. La sua protesta pacifica è efficace e rompe il muro delle attese infinite legate alla Giustizia: ieri – rende noto Ansa – il Tribunale Civile di Reggio Calabria ha accolto il suo ricorso. Messina potrà tornare a casa (forse lo ha già fatto) senza esibire alcun Green Pass. Si direbbe che il suo caso faccia giurisprudenza e sia replicabile. Un’altra mazzata per l’incostituzionale certificato verde.

Non ha il Green Pass, Tribunale lo autorizza a traghettare
Fabio Messina può traghettare fino a casa: bloccato senza Green Pass all’imbarco di Villa San Giovanni
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