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“Cattura e abbattimento delle specie protette”, la tutela dell’Ecosistema secondo Cingolani

Il paradosso del ministro incaricato alla Transizione ecologica. L’ira delle associazioni e dei partiti ambientalisti. Europa Verde ne chiede le dimissioni

"Cattura e abbattimento delle specie protette", la tutela dell'Ecosistema secondo Cingolani | Rec News dir. Zaira Bartucca

Hanno fatto molto discutere le dichiarazioni del ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani (in questi giorni ospite di Fratelli d’Italia ad Atreju) sulla possibilità di abbattere i lupi. Per il fisico “l’essere umano è un parassita”, e deve esserlo anche la fauna selvatica. Messo da canto che determinate specie possono rappresentare un pericolo, il ministro non ha pensato a programmi che possono consentire di evitare l’uccisione degli animali, ma a “deroghe per la cattura e abbattimento delle specie protette”, rompendo un patto formale che dura da oltre un cinquantennio e che fino a questo momento ha avuto nel “Piano di conservazione del lupo” un mezzo di tutela per gli animali e per l’uomo.

Le dichiarazioni di Cingolani hanno scatenato le ire di associazioni ambientaliste come Enpa, Lav e Oipa, che hanno chiesto al ministro di abbandonare l’idea di abbattere gli animali che fanno parte di questa specie protetta e anzi di favorire soluzioni in grado di ridurre i problemi legati alla sua sopravvivenza e al rischio di avvicinamento a zone urbanizzate. Europa Verde tramite una petizione ha chiesto le dimissioni di Cingolani, criticato anche per il controverso appoggio al Nucleare.

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