Navalny si fa i selfie con lo smartphone da un “campo di concentramento”


L’esponente di Russia del Futuro sta scondando due anni e mezzo presso la colonia penale numero 2 nella città di Pokrov, nella regione di Vladimir. Il motivo non…



Alexei Navalny sta scondando due anni e mezzo presso la colonia penale numero 2 nella città di Pokrov, nella regione di Vladimir. Il motivo non è l’opposizione a Putin (il suo movimento che non è mai riuscito a trasformarsi in partito per irregolarità burocratiche ha un gradimento pari a quello di +Europa in Italia), ma l’affare Yves Rocher. I giudici nelle motivazioni della sentenza hanno rilevato come Navalny abbia truffato la filiale tramite la sua società GPA (Glavnoye Podpisnoye Agentstvo) assieme ad altri componenti della sua famiglia. Un ruolo preponderante è stato svolto dal fratello, Oleg Navalny, e dalla moglie Yulia Navalnaya, per la quale è stato emesso un ordine di cattura internazionale. Non a caso, la donna a febbraio è fuggita in Germania, dove i Navalny con buona probabilità godono di protezione e sussidio: sono infatti tedeschi i medici che hanno dichiarato l’avvelenamento da novichok, in netta discordanza rispetto a quanto è stato appurato attraverso i referti medici.


Per tutte queste vicende, Navalny è attualmente detenuto a circa cento chilometri da Mosca. Il campo di Pokrov è sicuramente noto per la rigidità del clima in inverno, per il protocollo discretamente rigoroso (non ci vanno i ladri di merendine) e per le attività lavorative che vi si svolgono all’interno. Con tutto questo, l’esponente di “Russia del Futuro” sembra stia godendo di un trattamento discretamente privilegiato, al contrario di quanto sostiene. Il clima da dittatura è tale, in Russia, che un “oppositore” in carcere può utilizzare lo smartphone, scattarsi selfie e postarli su Instagram.


Ovviamente il mainstream abbocca e questa mattina ha riportato le considerazioni di Navalny, che è apparso col cranio rasato in rispetto dei protocolli igienico-sanitari della struttura. Ha parlato di “etichette e numeri” sulla maglia ma, nei fatti, indossava una normale maglia verde militare con su una scritta.  “La routine, il quotidiano, l’osservanza letterale di regole infinite. Telecamere ovunque, tutti sono monitorati e alla minima infrazione viene fatta una denuncia. L’educazione attraverso la disumanizzazione”, scrive Navalny, teatrale come sempre. Una disumanizzazione che passa anche dalla possibilità di mantenere i contatti con l’esterno, con lo smartphone.

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Giancarlo Roma
Giancarlo Roma
1 mese fa

E’ un interno cella con divani e quadri…?

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.