In tempi di propaganda, il pregio di raccontare la normalità

“Fidanzati e sposi sulla via del Paradiso” è il libro di Isidoro D’Anna. Il rapporto tra ragazzo e ragazzo e tra uomo e donna raccontato in pagine piene di spunti di riflessione

In tempi di propaganda gender, raccontare il rapporto genuino tra uomo e donna, soprattutto quello ancorato a determinati valori, è quasi una sfida. Isidoro D’Anna – apprezzato comunicatore con alle spalle diverse pubblicazioni – l’ha raccolta, fatta propria e presentata in un volume snello ma ricco di spunti di riflessione. E’ quel Fidanzati e sposi sulla via del Paradiso che ogni marito, moglie, compagno, compagna o anche ragazzi e ragazze che non hanno messo ancora in cantiere il matrimonio dovrebbero leggere. Perché? Perché spesso l’abitudine e il tran-tran quotidiano fanno dimenticare quello che ci lega all’amato o all’amata, e i motivi per cui lo abbiamo scelto o scelta tra mille. D’Anna regala anche questo, e allora leggerlo equivale a mettere in gioco un pezzo di sé, scoprendosi e scoprendo qualcosa di chi ci accompagna.


Significa, in fondo, “Cercare la felicità” e trovarla nell’epilogo, quando il (ri)contatto con una normalità che si vorrebbe far cessare, ci fa rendere grati di quello che abbiamo. Rapporti veri e unici che non baratteremmo per nessun esperimento o che non metteremmo mai in vendita al mercato dell’ipocrisia dei tempi moderni. C’è, in questa riflessione, la situazione dell’Occidente di oggi, che l’autore racconta alla luce della civiltà Cristiana. E’ un tema a lui caro: prova ne sia il suo seguito “Luce che sorge“, dove racconta il messaggio di Cristo a tutti, anche a chi ancora non è riuscito ad aprirsi a una religione tristemente perseguitata e messa in pericolo.


C’è poi il rapporto con i genitori, coloro i quali impostano il futuro dei figli porgendo loro il meglio in termini di valori. Nella crisi costruita dalla modernità nei confronti di chi ci ha generato, Isidoro ravvede tuttavia uno dei motivi fondanti per cui a volte ci viene difficile identificarci con un Padre e una Madre superiori: “Siamo stati delusi dai nostri stessi genitori – osserva D’Anna – e non siamo più disposti a credere in un Padre e una Madre che ci amano perdutamente. Non siamo più disposti a credere in un amore simile, e forse nemmeno più disposti a credere nella famiglia. Di conseguenza, cambia il modo di intendere la felicità”. Ma c’è un segreto che D’Anna svela, e che potrebbe regalare giornate colme di soddisfazione e gratitudine al posto di quelle stressate e stressanti che spesso dobbiamo affrontare.


Un pensiero lo scrittore lo rivolge ai “distruttori della famiglia” e ai somministratori di felicità illusorie e fugaci: “Pensare -scrive – che molti lavorano per distruggere la famiglia, l’innocenza, la speranza. Non li sentite i potenti – politici, giornalisti, intellettuali – che ci dicono cosa dobbiamo fare, qual è il modo migliore di peccare e fare il male?” La felicità che loro propongono, avverte l’autore, passa per diversi temi, tutti enucleati nel corso della narrazione. Con una previsione sul futuro che ci spetta, che ci ha molto colpito.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.