Pastori sardi, pecorino e falsi miti

Il consumo di latte locale penalizzato non solo dalle politiche europeiste distorte, ma anche dalla disinformazione che aleggia su uno dei prodotti italiani più completi e affidabili. Il parere dell’esperto

Immagine tratta dal sito Vetrina Toscana. Intolleranze ai latticini? Esistono, certo, ma è frequente la pratica di demonizzare il problema. Forse perché così si consuma meno latte locale e sempre più bevande vegetali, spesso prodotte all’estero. Una pratica sempre più diffusa e incentivata, che in parte ha anche determinato crolli economici come quello che stanno patendo i pastori sardi, vittime di un sistema produttivo che non guarda al buono, alla salute, al locale, al Made in Italy, ma all’importato a tutti i costi. Che, spesso, si rileva scadente, per quanto a basso prezzo.


Ma davvero chi è intollerante non può consumare latticini? No, e a spiegarlo è il dottor Massimo Varenna, a capo della Struttura Semplice si S.S Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO e membro del consiglio direttivo della Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS): “Dopo aver eseguito il breath test, qualora si avesse la conferma di un’intolleranza al lattosio, a differenza di quanto si dice, non bisogna rinunciare ai latticini, ma è necessario prediligere latte senza lattosio o altri latticini che ne contengano una quantità limitata, come appunto il pecorino romano molto stagionato”.



Un consumo di calcio insufficiente poi, ricorda Varenna, è tra le cause dell’osteoporosi, insieme con fattori ormonali, metabolici e all’utilizzo di farmaci: “Il latte e i latticini sono i cibi più ricchi di calcio, facilmente assorbibile dal nostro organismo, ecco perché noi specialisti ne consigliamo l’assunzione anche da adulti. Non è vero infatti che solo i bambini sono in grado di digerire il latte ed è totalmente falso che il latte, e gli altri latticini, acidificando il sangue, provochino  l’osteoporosi. Nessun alimento infatti è in grado di modificare il pH del nostro sangue”.



Altro falso mito di cui è vittima il consumo di latte negli adulti è che provochi i calcoli renali, ma “la formazione di calcoli di ossalato di calcio, al contrario, può essere dovuta a una dieta troppo povera di calcio con conseguente aumento dell’assorbimento intestinale di ossalati e una maggior probabilità di formazione di calcoli”. Altra “fake news” è che il consumo di latte aumenti il peso corporeo: “Basta prediligere latticini con pochi grassi – commenta Varenna – se si vuole controllare il peso corporeo. Lo stesso vale per ridurre il rischio cardiovascolare e l’ipertensione, patologie per le quali il consumo di latte e derivati possiede probabilmente un effetto protettivo”.


Infine, il latte non favorisce lo sviluppo di tumori: “In diversi studi scientifici – dice il Direttore della Struttura Semplice di S.S Osteoporosi e Malattie Metabaliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO – non è stata evidenziata nessuna associazione tra il consumo di latte e l’incidenza di tumori. Al contrario, un consumo di almeno 200 grammi al giorno di latte sembra associato a una lieve riduzione del tumore del colon retto”, ha concluso.



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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.