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La manifestazione per dire no all’ECT
Diverse associazioni ne hanno chiedono l’abolizione per i danni anche irreversibili che è in grado di causare al cervello. In Italia ci sono una decina di centri in cui viene praticato
La terapia psichiatrica elettroconvulsiva (ECT) è stata al centro della manifestazione tenuta il 17 settembre a Firenze al Congresso Mondiale della Genetica Psichiatrica alla Fortezza Da Basso, che ha visto centinaia di persone protestare contro i casi di violazione dei diritti umani e gli abusi commessi dalla psichiatria nel campo della salute mentale. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha consegnato una lettera aperta agli organizzatori del Congresso per chiedere la fine delle pratiche coercitive, la fine di qualunque danno fisico e psichico e, dunque, l’uso di approcci basati sul rispetto dell’individuo.

L’ECT, o elettroshock, comporta l’applicazione di elettricità ad alta tensione al
cervello. Diverse associazioni ne chiedono l’abolizione per i danni che è in grado di causare, compresa la perdita permanente della memoria e danni irreversibili al cervello. In Italia ci sono una decina di centri in cui l’ECT viene praticato, spesso senza un consenso veramente informato.
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