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Quando si va al cinema per vedere un film di Emmerich (“The Day After Tomorrow”, “Indipendence Day”), ci si aspettano grandi sobbalzi. Con “Moonfall” non è diverso. Il genere è quello che lo ha fatto diventare famoso e abbordabile dai canali tv: apocalittico. Pur essendo ambientato prevalentemente nello spazio, non vengono risparmiate incursioni nelle città strapazzate dalle maree e dalla distruzione. Perché a decidere la tranquillità del pianeta è solo una cosa: la Luna, che improvvisamente impazzisce e inizia ad orbitare sempre più vicino alla Terra.

Tutto ruota attorno al satellite artificiale, alle storie e alle azioni salvifiche di un trio singolare: un nerd tutto osservazioni e calcoli matematici, un’astronauta dalla vita privata travagliata e un comandante della NASA, Halle Berry nel suo ritorno action dopo la parentesi felice della saga John Wick. La pellicola è ambiziosa: in alcune scene luminose e intense cita il Kubrick del caposaldo del genere 2001 Odissea nello Spazio, come quando uno dei tre protagonisti ha un contatto ravvicinato con l’intelligenza artificiale “creatrice”.

Il "segreto" della Luna nel nuovo film di Emmerich | Rec News dir. Zaira Bartucca

Un film riuscito, in grado di dire qualcosa di più rispetto alle produzioni tutte uguali degli ultimi anni e che tutto sommato può generare due tipi di reazione. Può piacere, interessare, incuriosire, spingere a farsi domande. Oppure, al contrario, può disarmare per la scelta di appoggiare al cento per cento le teorie che vogliono che la Luna nasconda segreti connessi all’origine della Terra e alla sua sopravvivenza. Che, cioè, sia sorvegliata da particolari entità che c’entrano con la creazione dell’uomo, che al suo interno nasconda un deposito di generi di prima necessità, che sia stata messa in orbita dopo una guerra spaziale e che abbia un lato nascosto, oscuro. Lo stesso di cui cantavano i Pink Floyd. Comunque la si pensi, tanta roba.

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Commenti

4 Comments

  1. Giuseppe Casamassima

    23 Aprile 2022 at 15:23

    Non sono d’accordo con la recensione. Nel film c’è davvero sul “tanta roba” ?
    Le citazioni metacinematografiche sono almeno 6. E la più palese riguarda sicuramente il Mission to Mars di Brian De Palma.
    Credo che c’è davvero poco di veramente originale in questo film, che presenta inoltre evidenti incoerenze sia a livello drammaturgico, sia a livello narrativo.
    Emmerich, come regista, è già tutto un programma di catastrofismo irrazionalistico postmoderno.
    Credo che in coda a tutti i film di questo genere si dovrebbe aggiungere, con discrezione, la didascalia che “trattasi di pura fantasia”. Perché altrimenti possono risultare diseducativi, aumentando l’ignoranza delle masse riguardo alla conoscenza della Storia e delle Scienze.
    Come si può, ad esempio, addurre l’idea che la Luna nasconda davvero cotali segreti ? Pochi giorni fa, una missione spaziale cinese ha esplorato da vicino proprio la faccia nascosta della Luna. E vi ha anche sparato un missile per testarlo segretamente. Non aggiungo altro se non che, a mio giudizio, Moonfall non è un granché, né tiene il confronto, tra quelli usciti finora nel 2022, con Tomorrow War.

    • carmine costanzo

      24 Aprile 2022 at 11:53

      io l’ho visto questo sabato al cinema e devo dire che a me e’ piaciuto. non so come può venire in mente di specificare con una didascalia che si tratta di una opera di fantasia; chiaro che lo e’, e’ un film di fantascenza non un documentario. poi la recensione e’ un punto di vista e su un film ognuno ha la propria impressione personale. io per esempio di de palma non ci vedo nulla

      • Giuseppe Casamassima

        25 Aprile 2022 at 01:19

        Fantascienza è la traduzione fuorviante di science-fiction, che presuppone un genere narrativo scientificamente fondato. Fuori da questo seminato, si va nel genere del fantasy. E già in base a questo criterio di base viene facile giudicare Moonfall come un film mediocre, come il suo regista che, essendo americano, non può esprimere neanche una vera autorialità artistica.
        Premesso questo, ribadisco che la didascalia sarebbe necessaria perché ci sono milioni di persone che credono veramente alla fantasia che l’origine della vita su questo pianeta sia un prodotto di ingegneria genetica aliena, o che siano esistite nella preistoria civiltà antichissime tecnologicamente super-evolute ecc. C’è la necessità quindi di aggiungere una breve avvertenza riguardo al fatto che “le situazioni e i personaggi narrati sono il frutto di pura immaginazione”, come del resto si fa in tanti altri film.
        E dico che c’è necessità di questo, perché su tali temi è in forte crescita una subcultura antistorica e antiscientifica. Che è deleteria, poiché alimenta molto la stupidita’ di massa.
        Non tutti capiscono che trattasi di mera fantasia. Perciò è bene sottolinearlo con una didascalia. In modo discreto, certo, ma obbligatorio per Legge, dal momento che è dovere dello Stato tutelare l’educazione culturale dei cittadini.
        Infine, il fatto che in questo mediocre Moonfall tu non abbia visto “nulla di De Palma” (io parlo di Mission to Mars + altri 5 non di De Palma ovviamente), non significa che tali riferimenti metacinematografici non vi siano. Significa solo che a te manca l’occhio clinico per coglierli.
        Un film di solito lo si va a vedere nel tempo libero per svago o per curiosità.
        Io invece vedo ogni film per studio e per interesse professionale. È dal 1996 che faccio ricerca di storia del cinema. E ho anche operato nel settore audiovisivo con iscrizione all’AGPCI. Fino a maggio 2019. Perciò è chiaro che non tutti vediamo un film alla stessa maniera e con lo stesso grado di analisi e interpretazione. Saluti.

        • Carmine Costanzo

          25 Aprile 2022 at 09:10

          scrivere obbligatoriamente per legge che si tratta di fantasia?? che cosa assurda, e’ proprio vero che senza ingabbiarvi anche nelle piccole cose non riuscite a vivere…io non sono un’esperto come te ma credo che il cinema non dovrebbe avere condizionamenti di questo tipo, gia’ e’ troppo politicizzato…grazie per il saggio ma questo non modifica la mia opinione positiva. io guardo i film per svagarmi, non ho 70 anni e di certe cose mi importa poco. a me moonfall è piaciuto e mi piacerebbe che ci fosse anche un seguito. spero di essere libero di pensarla come voglio, buona giornata

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IL SACCENTE

Assassin’s Creed in realtà virtuale, una recensione

Con estremo ritardo, ma alla fine anch’io ho provato Assassin’s Creed in VR. Ubisoft sta preparando il lancio della saga su visore con il capitolo “Nexus” e la creazione di 16 nuovi missioni con elementi di parkour e furtività, ma bisogna ancora aspettare. Nell’attesa se ne può però avere un’assaggio

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Assassin's Creed in realtà virtuale, una recensione | Rec News dir. Zaira Bartucca

Con estremo ritardo, ma alla fine anch’io ho provato Assassin’s Creed in realtà virtuale. Ubisoft sta preparando il lancio della saga su visore con il capitolo “Nexus”e la creazione di 16 nuovi missioni con elementi di parkour (i più attesi) e furtività, ma bisogna ancora aspettare. Nel frattempo, tra le attrazioni in VR di un parco divertimenti della Capitale c’è anche questa, e probabilmente è una delle più immersive del genere.

Ambientazione

L’ambientazione è quella del Tempio di Anubi e dunque del capitolo “Origins“, dove si raccontano le origini della confraternita. Ci si muove muniti di arco e freccia: i controller circolari con le funzioni di “presa” e movimento assicurano una discreta resa, ma per scoccare basta, purtroppo, un movimento anche minimo.

All’esterno i vostri amici vi vedranno girare in un labirinto bianco vuoto, mentre voi, nel gioco, sarete alle prese con guardie da annientare, mummie da colpire e un prigioniero da liberare (non dimenticate di guardare in alto, oltre che in basso!).

Assassin's Creed in realtà virtuale, una recensione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Chi scende e chi sale

Quando si inizia a camminare su piastrelle di cinque centimetri in punta di piedi per non cadere, il confine tra reale e virtuale si fa più sottile.

La visione a 120° del visore garantisce una buona immedesimazione, aumentata dagli ascensori rudimentali che restituiscono la sensazione di stare davvero salendo verso il covo del “boss”, una vecchia conoscenza degli estimatori della saga.

Non bisogna però avere fretta, perché negli anfratti che il gatto-guida non consiglia c’è tanto da trovare, e questo farà la differenza sul tabellone finale (se ci arrivate) in cui è segnato il punteggio giornaliero e i migliori punteggi assoluti.

Ad attendervi c’è l’iconico “salto della fede”

Ad attendervi come ricompensa per non esservi schiantati al suolo, c’è l’iconico “salto della fede”. Lo farete, non lo farete? Se temete le altezze vi restituirà una sensazione di vertigine, altrimenti vi lancerete entusiasti di poterne provare l’ebrezza.

Sarebbe stato ancora meglio se

Tirando le somme, l’impressione è abbastanza positiva. Addentrarsi nei vari cunicoli incuriosisce, mentre lo scenario ampio fa respirare l’intero gioco e spinge a controllare ogni direzione. I limiti sono la durata, davvero troppo breve, e l’impossibilità di confrontarsi in multiplayer.

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IL SACCENTE

Tornano i concerti senza Green Pass. Le date italiane da non perdere

Tante le tappe italiane cancellate negli ultimi due anni, con gli artisti che intanto si dirigevano nelle altre capitali europee, dove non si è mai smesso di garantire live colossali. Ma la buona notizie è che finalmente a Roma, Milano, Firenze e Bologna le arene e le piazze torneranno a riempirsi di artisti internazionali e leggende del Rock

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Tornano i concerti senza Green Pass. Le date italiane da non perdere | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il “Freedom Day” italiano, il giorno della liberazione dalle imposizioni sanitarie, potrebbe essere fissato per il primo maggio. Niente più mascherine, Green Pass, distanziamento. Largo alla capienza massima. Vale per quasi tutti i settori e vale per i concerti, che negli ultimi due anni sono stati più che penalizzati. Tante le tappe italiane cancellate negli ultimi due anni, con gli artisti che intanto si dirigevano nelle altre capitali europee, dove non si è mai smesso di garantire live colossali. Ma la buona notizie è che finalmente a Roma, Milano, Firenze e Bologna le arene e le piazze torneranno a riempirsi di artisti internazionali e leggende del rock. Ho selezionato per voi (e per me) un po’ di appuntamenti imperdibili. Chi vuole può segnalare altre date interessanti (anche di artisti italiani ed emergenti) nei commenti.

Mogway La formazione britannica si esibirà in Italia per tre giorni consecutivi: il 9 Maggio (Roma, Atlantico Live) il 10 Maggio (Milano, Fabrique) e l’11 Maggio (Vox Club di Nonantola, Modena)

KoЯn Grande attesa per il ritorno a Milano della band nu-metal. Il 7 giugno saranno all’Ippodromo SNAI di San Siro per il Milano Summer Festival

Foo Fighters Chi ha già acquistato il biglietto è rimasto col cerino in mano perché la data del 12 giugno è stata annullata dopo la dipartita improvvisa del batterista Taylor Hawkins

Muse Dal 16 al 19 giugno saranno all’Arena di Visarno per il Firenze Rocks 2022

Deftones Con un ritardo di un anno tornano le sonorità del gruppo alternative metal con un unico appuntamento in calendario: 21 giugno, Sequoie Music Park (Bologna)

Pearl Jam Il ballo di Clairvoyants, le canzoni storiche della band originariamente grunge e la voce graffiante di Eddie Vedder il 26 giugno a Imola all’Autodromo Enzo Ferrari

Pixies Due date italiane estive per la band nineties del classico “Here comes your man”: il 27 giugno saranno a Roma all’Auditorium Parco della Musica per il Roma Summer Fest, mentre il 16 agosto raggiungeranno Lecce e il Sud Est indipendente Festival

Liam Gallagher e Kasabian L’ex Oasis e la formazione di Tom Meighan saranno a Lucca il 6 luglio a Piazza Napoleone

The Chemical Brothers Tre date per i fratelli chimici del dj set: 7 luglio (Ippodromo Snai di San Siro – Milano Summer Festival), 8 luglio (Urban Park di Milano) e 9 luglio (Rock in Roma)

Guns N’ Roses E’ già quasi tutto esaurito per il live del 10 luglio a San Siro

Patty Smith Quartet La regina del rock e il suo quartetto gireranno l’Italia a partire dall’estate. Finora le due tappe annunciate sono quelle del 27 luglio (Auditorium Parco della Musica, Roma) e del 31 luglio (piazza Garibaldi, Cervia)

Franz Ferdinand Il gruppo indie rock scozzese di Alex Kapranos farà tappa in Italia l’1 novembre (Milano, Lorenzini District)

Nightwish – Tornano il metal sinfonico delle lande più fredde e lo splendido timbro della vocalist Floor Jansen: il 12 dicembre si esibirà assieme agli altri a Milano, al Lorenzin District.

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IL SACCENTE

Le “macchine mortali” e il bello di restare umani

Nel 2018 il mainstream nostrano distrugge la pellicola di Christian Rivers, forse perché contiene tutto quello che a certe latitudini non piace: la critica al potere, la reazione al sopruso, un senso di giustizia che non si può sopire. Nelle scene iconiche e nei paesaggi mozzafiato di Christian Rivers la tecnologia disumanizzante e le soluzioni finali pensate dai piani alti ne escono distrutte. Trionfano al contrario la speranza, i sentimenti umani, i legami veri, gli ideali

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Le "macchine mortali" e il bello di restare umani | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’altro giorno ho ripescato un film che è uscito nelle sale nel 2018 e che vale la pena rivedere, oggi, per la riflessione sul transumanesimo e il piglio rivoluzionario dei protagonisti. Parlo di “Macchine Mortali”, pellicola di fattura neozelandese ispirata all’omonima saga letteraria di Philip Reeve. E’ un film di fantascienza che piacerà senz’altro agli appassionati del genere steampunk, vista la quantità di vapore distopico che si respira e le tonnellate di ingranaggi retrò sparsi ovunque. Su alcuni di questi si muove quel che rimane dell’intera città di Londra, che in questo futuro immaginato è composta da un manipolo poco sveglio e guerrafondaio di esponenti delle classi elitarie. La macchina londinese immaginata dal regista Christian Rivers è una via di mezzo tra Il Castello errante di Howl e Mad Max, una struttura temibile che si sostiene saccheggiando risorse e schiavizzando altre popolazioni. Anche la scelta della città, del resto, è evocativa, e riporta a quel 1984 che ha lasciato un po’ il segno in tutti coloro che si approcciano al genere.

La trama

La città ambulante di Londra è guidata dal dittatore Thaddeus Valentine che, si scoprirà guardando il film che non lesina gli effetti speciali e neppure qualche piccolo colpo di scena, ha un legame temporale con Ester Shaw, la ribelle che a inizio storia tenterà un regolamento di conti. Fin qui niente di che, anche perché l’inizio è caratterizzato da una trama un po’ ingarbugliata che però saprà riprendersi il suo spazio con il tentativo di Valentine di colonizzare (a conti fatti distruggere) gli anti-trazionisti che vivono nella natura e in villaggi solidali abbarbicati al di qua di un ampio muro. Sono coloro che hanno scelto di stare fermi e solidi, gli “stazionisti” minacciati da una Londra mossa da uno spirito colonizzatore che le costerà caro.

Cruciale è la figura di Pandora e quella del cyborg Shrike, il “non vivo” con un passato da umano che cresce Ester dopo che è rimasta orfana. Nell’illusione di poter vivere in eterno, decide di far trasferire il suo cervello in un automa, un po’ come accade nell’inquietante Transcendence. Ma in “Macchine Mortali” la critica al Transumanesimo è lampante: Shrike da ammasso di metallo è un essere spietato ed egoista, ma la genuinità dei sentimenti tra Ester Shaw e Tom Natsworthy (ex trazionista passato alla lega dei rivoltosi) lo riportano alla dimensione umana che in realtà ha sempre rimpianto e rivissuto nel corso dei suoi flashback “mentali”.

Il parere negativo della critica mainstream lo rende ancora più prezioso

C’è da dire che in Italia “Macchine Mortali” è stato demolito dai critici. C’è chi lo ha definito “un disastro da 125 milioni di dollari”, chi un “bellissimo flop”, per il resto è stato pressoché ignorato. Per quanto riguarda le reazioni internazionali, la produzione del film si è detta “surclassata” dalla pellicola molto più popolare e popolana che usciva nelle sale negli stessi mesi del 2018, e cioè “Avengers – Infinity War” di fattura Marvel. Ma a ben guardare il motivo della disaffezione del mainstream è un altro: in “Macchine Mortali” c’è tutto quello che a certe latitudini non piace: la critica al potere, la reazione al sopruso, un senso di giustizia che non si può sopire. Nelle scene iconiche e nei paesaggi mozzafiato la tecnologia disumanizzante e le soluzioni finali pensate dai piani alti ne escono distrutte. Trionfano, al contrario la speranza, i sentimenti umani, i legami veri, gli ideali. Tutte cose che bisogna saper riconoscere per poterle apprezzare e, certo, non è roba per tutti.

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FUN

I concerti in live streaming non sono concerti

Recnews.it | I concerti in live streaming non sono concerti. Non è una provocazione in stile Magritte, ma un dato di fatto. Manca soprattutto il contatto umano (come si fa a “pogare” da soli, al chiuso, attaccati a uno schermo?), mancano…

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I concerti in live streaming non sono concerti | Rec News dir. Zaira Bartucca
Articolo scritto il 25/10/20 e aggiornato il 05/01/21

I concerti in live streaming non sono concerti. Non è una provocazione in stile Magritte, ma un dato di fatto. Manca soprattutto il contatto umano (come si fa a “pogare” da soli, al chiuso, attaccati a uno schermo?), mancano le luci, i suoni in presa diretta, le città che si animano e respirano. Tutte cose che nessuno smartphone, abbonamento di digital ticket o un domani visore per la realtà aumentata, può restituire. Lo sanno bene anche i lavoratori dell’indotto artistico, che vanno reclamando certezze su un futuro che qualcuno vorrebbe stravolgere, anche attraverso l’utilizzo di un passaporto orwelliano che abiliterebbe alla vita pubblica e all’aperto.

Già è un fiorire di piattaforme che promettono (illusione) un divertimento pari a quello di un concerto dal vivo, complici le misure restrittive che stanno interessando l’Europa e l’Italia in particolare. C’è chi dice che gli streaming online sono “i concerti del futuro”, chi fa leva sul costo esiguo dei biglietti e sulla possibilità di accedere a backstage e contenuti extra. Fuffa, perché la vita interamente vissuta dietro uno schermo, senza uscite e senza vita sociale, non è vita. Anche se tentano di farla passare come la panacea per tutti i mali, anzi per l’ultimo male rimasto (secondo loro).

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Come in Star Wars. L’arte di usare la spada laser (che equilibra corpo e mente) spiegata dagli atleti

Recnews.it | Chi non ha sognato di maneggiare una spada laser come Luke Skywalker o Obi Wan Kenobi di Guerre Stellari? C’è chi della passione per questo tipo di aggeggi affascinanti ci ha fatto un lavoro e una disciplina di studio che mira a migliorarsi

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Come in Star Wars. L'arte di usare la spada laser (che equilibra corpo e mente) spiegata dagli atleti | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi non ha sognato di saper maneggiare una spada (rigorosamente laser) come Luke Skywalker o Obi Wan Kenobi di Guerre Stellari? C’è chi della passione per questo tipo di aggeggi affascinanti ci ha fatto un lavoro e una disciplina di studio costante che mira a potenziare corpo e mente, proprio come farebbe uno jedi. Per impararla non serve rincorrere Hollywood o qualche disciplina orientale. Basta andare a Milano, dove “la Forza” rivive nelle movenze fluide degli atleti della LudoSport Combat Academy.

Si allenano destrezza, riflessi e precisione

Di recente, LudoSport ha inaugurato anche la possibilità di seguire delle lezioni preparatorie da casa, anche se difficilmente l’e-learning è in grado di restituire il piacere del contatto tra gli sportivi e il clima da allenamento e da combattimento tipici della presenza dal vivo. Per chi non è nei paraggi, comunque, i corsi online rimangono una buona soluzione provvisoria, magari in attesa di una nuova apertura nella propria città. Caratteristica di questo sport, fanno sapere i capofila italiani, è la possibilità di “allenare destrezza, riflessi e precisione, tenendosi in forma praticando una disciplina sportiva spettacolare e completa”.

Due atleti

L’importanza del brandeggio

E’ difficile? E’ facile? Si può giungere ad acrobazie in stile Iron Blade? Dopo i rudimenti – essenziali – tanto è affidato alla tecnica del “brandeggio”, che, spiegano da LudoSport, “è un allenamento mirato a portare l’aspirante combattente a dominare la propria spada, migliorando le sue performance fisiche e la propria coordinazione. Questo gli permette di raggiungere alti livelli di controllo e sicurezza, fino a realizzare veri e propri virtuosismi”.

Il tecnico Eugenio Di Fraia

E’ anche un buon modo per tenersi in forma

Non solo. “Per un atleta il brandeggio è una forma di allenamento che mira a migliorare la confidenza con la spada” – Spiega Gianluca Longo, Founder e Maestro LudoSport – “È una pratica integrativa alle tecniche schermistiche che porta l’atleta ad acquisire il pieno controllo delle leve e dei bilanciamenti, e a padroneggiare le forze che governano la dinamica del movimento. Il brandeggio inoltre è un’intensa attività aerobica consigliata anche per chi pratica fitness.” Con il primo percorso di Forma 1, inoltre, come accennato LudoSport ha aperto virtualmente le sue classi grazie alla collaborazione con l’attore Eugenio Di Fraia, uno dei primi allievi del team milanese che nei corsi si trasforma nella guida digitale “Dante”.

Una foto di gruppo

Un po’ di storia

LudoSport è la prima scuola di combattimento sportivo con spada laser, lo sport che permette di allenare e potenziare fisico e mente praticando le tecniche di spada. Nasce in Italia nel 2006 per poi diffondersi in oltre 10 Paesi e oltre 50 città in tutto il mondo. Con oltre 4500 praticanti, tornei nazionali e mondiali, rappresenta oggi una vera e propria istituzione sportiva. Attraverso uno strumento ispirato ad una delle armi più iconiche del cinema, insegna a combattere realmente applicando tecniche codificate ed apprezzate – tanto per rigore che per completezza – sia dai fan della saga cinematografica che da praticanti di arti marziali e scherma. “Tutto merito – concludono gli atleti – della complessità e della varietà di movimenti che caratterizzano i nove stili insegnati nelle accademie LudoSport”.

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