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La comunicazione social di governo e opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca La comunicazione social di governo e opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca

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La comunicazione social di governo e opposizione

Una Giorgia Meloni come non si era mai vista, del tutto in confidenza con il ruolo di premier europeista e istituzionale. Un Matteo Salvini che è quasi un premier ombra e una opposizione in cui Enrico Letta appare del tutto marginale. A un mese dall’insediamento del nuovo governo, DeRev scatta una fotografia della politica italiana vista dalla comunicazione social dei suoi principali esponenti. Il report si concentra sul periodo che segue la formazione del nuovo governo, è stato chiuso l’1 dicembre 2022 e analizza le performance di 7 politici italiani su quattro piattaforme: Facebook, Instagram, Twitter e TikTok.

I risultati della ricerca hanno messo in luce la performance di Giorgia Meloni, con una prevedibile crescita di follower su tutte le piattaforme. Il report ne segnala anche una trasformazione comunicativa, con uno “ammorbidimento dei i toni” già nel corso del 2021, quando già si preparava ad apparire in un’altra veste. Soltanto nel periodo interessato dall’analisi, i suoi follower sulle varie piattaforme sono cresciuti di 608.869 unità (+14,19%). Questo non significa necessariamente che stia aumentando il consenso nei suoi confronti, ma che cresce l’interesse verso il suo nuovo ruolo di presidente del Consiglio.

Matteo Salvini ha invece abbandonato la prudenza dei primi giorni post voto a favore di un utilizzo decisamente più audace dei social. Dai propri profili Facebook, Instagram, TikTok e Twitter, secondo l’analisi “lancia messaggi con l’intento di suscitare la polemica mediatica e dettare così l’agenda politica, adottando l’atteggiamento di un premier ombra”. Da quando ha assunto il ruolo di vicepremier e di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pubblici, in effetti, il numero di messaggi legati al nuovo incarico non è preponderante come ci si aspetterebbe: Salvini preferisce attraversare più e vari temi per non chiudersi nel ruolo esecutivo e riuscire a evocare un più ampio raggio d’azione. Inoltre, continua a scegliere la cronaca per parlare al proprio elettorato: un approccio che non sta pagando, perché il segretario della Lega risulta sostanzialmente statico su Twitter e Facebook e in calo per numero di follower ed engagement su Instagram.

Silvio Berlusconi forse complice l’età si inserisce in questo contesto in modo equilibrato, con una media di pubblicazioni giornaliere molto bassa (0,87%) e una scelta molto studiata dei contenuti e del tono di voce. Come già durante la campagna elettorale, prosegue nella costruzione di un personaggio che tenta di porsi quale “padre nobile” di questo governo, nel tentativo di instillare un’idea di saggezza ed esperienza che deriverebbe dalla lunga storia politica e istituzionale e dal ruolo di mediatore tra i leader di maggioranza.

Sul fronte opposto spicca invece Carlo Calenda e la sua forte presenza social. Con una media di 7,8 uscite al giorno, tra i politici analizzati è quello che posta di più in assoluto, utilizzando uno stile diretto e incisivo. Il collega di coalizione Matteo Renzi, che con lui condivide la predilezione per Twitter, in questa fase gli lascia volentieri il palcoscenico, intervenendo con minore frequenza e con uno stile decisamente più distaccato.

Sullo stesso fronte anche Enrico Letta, molto meno meno incisivo e rilevante, che conferma il dialogo a senso unico verso gli iscritti del partito, nonostante questa strategia abbia già mostrato la propria inadeguatezza durante la campagna elettorale. Continua il trend di debolezza su Instagram e la totale assenza su TikTok: elementi che secondo DeRev “confermano il disinteresse a parlare al pubblico più giovane”.

Giuseppe Conte, infine, appare appannato. Ha adottato uno stile che serve a farlo passare per battagliero, tipico del Movimento 5 Stelle degli esordi. Dal momento del voto, ha però continuato a registrare una piccola ma costante perdita di follower (-8.945 su Instagram e -4587 su Facebook nel periodo di riferimento), il che secondo DeRev rappresenta un indicatore di come la sua comunicazione abbia perso “di incisività ed efficacia”.

“Guardando i dati – ha fatto notare il CEO di DeRev Roberto Esposito – potremmo dire che solo in due, Meloni e Calenda, hanno superato la sufficienza quest’anno e, in definitiva, tratto vantaggio dal momento elettorale e dalla definizione dei nuovi equilibri istituzionali. Senza particolari cambiamenti, sono i protagonisti della politica sui social media, dove il grande perdente è Enrico Letta.  Anche Salvini sembra ancora dover trovare un equilibrio, perché se cambia il contesto, devi adeguarti e sembra che il leader della Lega non lo abbia ancora compreso”.

I dati in base all’indice di performance

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L’indice di performance è calcolato sulla base del DeRev Score: un algoritmo che stabilisce un punteggio basato sui principali indicatori di ciascun canale social, tra cui engagement e crescita, per determinare un indice di qualità di ciascuna pagina in relazione alle altre.

Dall’analisi di DeRev emerge la crescita di Giorgia Meloni sia per numero di follower (che con un + 14,19% prosegue un trend già rilevato in campagna elettorale), ma anche per indice di performance media che supera il 92%, sempre complice il suo nuovo ruolo. Salvini, per contro, ha raggiunto un buon risultato solo su TikTok, che ha continuato a presidiare anche dopo la fine della campagna elettorale, ma risulta in calo sugli altri fronti, con un indice di performance che si ferma al 31%. La sua platea rimane comunque la più ampia in assoluto del panorama politico e nell’ultimo mese ha visto un incremento del numero di follower di circa 60 mila utenti.

L’unico tra i politici analizzati che registra un calo nell’indice di performance è Enrico Letta, che è passato da 45,33% al 27%. Sul fronte engagement, appaiono piuttosto interessanti i dati di TikTok. Salvini batte tutti con un 3,62%, seguito da Giuseppe Conte con un 3,01%. Distanziati di molto gli altri che si attestano intorno allo “zero virgola”, a eccezione di Giorgia Meloni che registra un 2,52%.

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