«La Procura di Palermo? Un “bancomat” per parenti e amici»

Incarichi a parenti e amici e “l’utilizzo” dei beni sequestrati. Nella gestione allegra sarebbero finiti anche la figlia e il cugino del procuratore capo Francesco Lo Voi. L’intervista al direttore di Telejato Pino Maniaci

Pino Maniaci la Procura di Palermo la conosce bene. Giornalista antimafia per merito e non per vezzo (non è, per intenderci, uno dei tanti “saviano”), a lui lo Stato non ha affidato la scorta nonostante la sua vita sia rimasta segnata da un’attività giornalistica puntuale e coraggiosa. Le ripetute denunce sul “malaffare”interno alla magistratura lanciate dal 1999 dall’emittente sicialiana Telejato, tuttavia, non sono passate sotto traccia, anzi. Quel pezzo di anti-Stato che inquina lo Stato stesso, quel “verminaio”, come lo chiama lui, oggi è sotto gli occhi di tutti. Per lui Francesco Lo Voi – il Procuratore capo che a inizio settembre ha firmato l’atto giudiziario notificato al ministro dell’Interno Salvini – non è un nome come un altro. Lo abbiamo intervistato per cogliere alcuni retroscena interessanti e per avere un parere sui reati contestati al vicepremier.

Telejato è nota per aver speso parole pungenti su Procure e procuratori siciliani. Palermo non fa eccezione.

La Procura di Palermo è quella della vicenda Saguto, rimossa a marzo di quest’anno dalla magistratura per uno scandalo su dei beni sequestrati che proprio Lo Voi ha cercato di ridimensionare. Io questa Procura la chiamo “l’ufficio di collocamento di magistrati e cancellieri”.

E’ una definizione curiosa.

Ma motivata. È tutto collegato: a titolo di esempio l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara che riceveva incarichi in cambio di denaro e favori dalla Saguto (è nota l’indagine della Procura di Caltanissetta che ha portato a un sequestro preventivo di 900mila euro a carico di 7 dei 20 indagati, tra cui lo stesso Cappellano Seminara, ndr), è il cugino di Pasqua Seminara, moglie del procuratore Lo Voi. Sui beni sequestrati lavorava anche sua figlia, Valentina Lo Voi.

Tutto in famiglia, quindi.

(Ride). Più che Procura si deve parlare di “bancomat”. Usano i beni confiscati come se fossero carte di credito. Mi dicono sempre: hai distrutto il bancomat del Tribunale di Palermo con il tuo lavoro (dalle inchieste di Maniaci si sono successivamente sviluppate le indagini della Procura di Caltanissetta).

Spieghiamo per chi è totalmente a crudo di nozioni sulla Procura di Palermo.

Esiste un giro di consulenze e incarichi ad amici e conoscenti. I beni sequestrati venivano “distrutti” da parcelle. Il fratello del pm Vittorio Teresi si prese una parcella da 670mila euro, la stessa figlia di Lo Voi nell’ambito della gestione di alcuni beni confiscati ha chiesto 5000 euro per un cambio di contatore. Mi sa dire quanto costa fare una voltura?

Non lo so, al massimo qualche decina di euro?

No, è gratis. Ma dopo che la ditta in questione fu estromessa e divenne responsabile l’amministrazione, Valentina Lo Voi iniziò a gestire questo contatore e chiese quella cifra per una operazione gratuita.

La loro deve essere una famiglia davvero appassionata di diritto. Padre, cugini, la figlia Valentina…

La sua è stata una carriera fulminante. Anche inspiegabile, se ha modo di consultare il suo curriculum.

 
 

Torniamo a Lo Voi padre. Cosa ne pensa dell’indagine a carico di Salvini? Lei che di indagini ne mastica da una vita, crede che il reato contestato di sequestro di persona aggravato abbia fondamento?

E’ assurdo che ci siano pezzi dello Stato che inquisiscono altri pezzi dello Stato. Credo che un magistrato che vuole farsi notare agisca come ha agito il Procuratore Lo Voi. Buttare fango su di una persona per molti è un’occasione. Si alza un polverone, si apre un’indagine, poi se c’è l’assoluzione chi fa cattiva informazione ci dedica tre righe o cinque secondi di video. Però nella memoria collettiva rimani quello che ha commesso un reato, quello che è stato indagato.

Non le sembra un po’ contro-producente farsi notare visto quello che ci sarebbe dietro la Procura di Palermo?

Sa cosa mi ha fatto ridere? Che Lo Voi si sia rivolto a un indagato chiamandolo “illustrissimo”. Non le sembra comico?

Io le chiamo assurdità all’italiana. Ma il reato c’era o non c’era?

Premetto che personalmente sono dell’idea che i migranti dovevano sbarcare. Il ministro, però, ha usato le sue prerogative. Niente di più e niente di meno. Semmai dall’altro lato c’è stato un abuso di potere.


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