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Giornalisti zitti sull’uomo di Ravanusa arrestato e sedato per un’opinione
E’ successo ad Agrigento, nel silenzio generale. A essere colpito dopo la task-force “Minculpop” di Martella è anche il giornalismo indipendente. Rec News compreso
Secondo le Nazioni Unite oggi si festeggia la Giornata della Libertà di Stampa. In Italia, Patria di un dibattito sulla presunta epidemia che si è rivelato inquinato e viziato dagli stessi inesatti dati istituzionali, sappiamo che siamo lontani da questo principio. Oggi più di allora, perché ormai il problema della libertà di esprimersi non è solo dei giornalisti e perché ormai sono tutte le libertà a mancare. Con la scusa del virus.
Ieri in provincia di Agrigento, in Sicilia, un uomo ha preso un megafono e dalla sua auto, senza creare occlusione al traffico che ormai non c’è, si è messo a dire che “non c’è nessuna pandemia”. Queste parole, ormai, dopo i bollettini dell’ISS, le parole di esperti come Tarro che ora si vorrebbe demolire, i falsi positivi, le mire di Bill Gates, le possibilità offerte dalla trasfusione di plasma gratuita e la presenza di cure sistematicamente ignorate, hanno un peso. Ma in Italia anziché discuterne, degli agenti arrestano un uomo che dovrebbe essere protetto dall’Articolo 21 della Costituzione, e lo sedano. Gli praticano un TSO, un trattamento sanitario forzato, tenendolo fermo assieme a personale medico. In rete circola già la voce che fosse “squilibrato”. Valutate da soli (video in basso) se, in realtà, non fosse solo più sveglio della media e – dunque – pericoloso.
Che fine ha fatto quell’uomo? Che fine fanno gli anziani della Sardegna allontanati dalle loro case per la “presuzione” che fossero contagiati, come si domanda in questi giorni il giornalista Cesare Sacchetti? Che fine hanno fatto – ci hanno chiesto – i bambini che a Milano e a Torino sono stati tolti a genitori “contagiati” settimane fa e non sono più tornati? Sindaco Sala, sindaco Appendino, i cittadini – che dovrebbero denunciare alla stampa indipendente (perché con quella commerciale è inutile) e alle Procure, aspettano risposte immediate. Dove sono i servizi indignati dei tg, dei programmi e dei quotidiani di regime che pure hanno schiere di corrispondenti? Perché nessuno ha parlato di quel povero uomo in Sicilia e di questi bambini?
Che cos’è il cittadino per le Forze dell’Ordine che eseguono ordini in maniera supina anche quando sono ingiusti e vanno contro quello che hanno imparato nel corso di una lunga e faticosa carriera? Che cos’è il giornalista che davvero può dirsi tale per la Polizia e per la Polizia Postale? Non una sentinella che vigila sul malaffare politico, da qualunque parte esso provenga, ma un nemico da combattere e a cui causare problemi, da vessare attraverso prassi inconsuete per impedirgli di lavorare. Da perseguitare, stalkerare, tempestandolo di domande che avrebbero facile risposta consultando le FAQ o il footer, dove sono ben esposte le informazioni di servizio. Che ruolo hanno quei pm politicizzati che scrivono sui giornali della concorrenza e lasciano dormire denunce presentate da anni, solo perché non sono gradite ai loro vicini?
Sta accadendo anche a Rec News per i suoi numerosi articoli scomodi: non saremo così stupidi da non tutelarci. Le pressioni – da qualunque parte provengano – come sempre non ci faranno abbassare la testa. Non ci impediranno di pubblicare il frutto delle nostre indagini giornalistiche, per quanto scomode. Se il sito, un giorno, dovesse essere sottoposto alla censura della task-force da Minculpop di Andrea Martella ne apriremo altri dieci uguali. Troveremo sempre nuovi modi per comunicare con la gente, perché questa è la nostra missione, fosse anche tornando al volantinaggio come ai tempi dell’Università. Buona giornata della “Libertà di stampa” a tutti.
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