Ministero della Salute: non si fanno autopsie sui morti per Covid
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La circolare: “Finché c’è lo stato di emergenza niente autopsie ai casi di Covid-19”

La circolare: "Finché c'è lo stato di emergenza niente autopsie ai casi di Covid-19" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di Covid-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”. È quanto ha stabilito una circolare del ministero della Salute dello scorso 2 maggio (in basso, nel Pdf).

La circolare: "Finché c'è lo stato di emergenza niente autopsie ai casi di Covid-19" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Sembra che per il governo (di recente messo alle strette dal TAR del Lazio) lo stato di emergenza infinito abbia un indiscusso e sottovalutato pregio: nascondere la verità cancellando le prove, allontanando ogni possibilità di venire a contatto con cadaveri che potrebbero “raccontare” la verità. Perché le autopsie avrebbero potuto e potrebbero mostrare i segni di una o più malattie pregresse, palesare quelle che secondo molti medici sono le ostruzioni ai vasi sanguigni tipici dei casi non trattati entro le prime 48 ore – come facevano all’estero mentre in Italia si giocava al massacro per poter giustificare l’acquisto di 400 milioni di dosi di vaccino – e raccontare che in molti casi il coronavirus in realtà non c’entrava un bel niente.

Così come non aveva a che fare con i disabili e gli anziani di tutta Italia abbandonati nelle case di cure e lasciati morire assiderati, di fame e di sete, o con pazienti tracheotomizzati – è la denuncia che proviene dai social – lasciati morire soffocati a pancia in giù, legati per evitare che si muovessero, o imbottiti di ipnotici. Per mesi, del resto, in Italia è esistito solo il Covid, tanto che perfino le operazioni chirurgiche venivano rimandate.

Tutte cose di cui medici e politici sperano di non dover dare conto grazie all’immunità decisa per Dpcm e grazie alle stesse circolari di Speranza. Le stesse che ammettono che “il paziente deceduto a respirazione e motilità cessate non è fonte di dispersione del virus nell’ambiente“, ma che in ogni caso decidono che i corpi vadano riposti nei feretri e cremati il prima possibile (eppure persino a Wuhan allo scoppio dei primi casi venivano disposte le autopsie per avviare gli studi).

La circolare: "Finché c'è lo stato di emergenza niente autopsie ai casi di Covid-19" | Rec News dir. Zaira Bartucca
La circolare: "Finché c'è lo stato di emergenza niente autopsie ai casi di Covid-19" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Non solo. Speranza si premura di far scrivere al suo Ufficio che i feretri contrassegnati con la lettera “Y” (che indica il decesso per malattia infettiva) vadano esumati in segreto (“in orario di chiusura del cimitero al pubblico”) se le operazioni avvengono entro due anni dal decesso. Come spiegare un lasso di tempo così ampio? A sentire lo stesso ministero, “il paziente deceduto a respirazione e motilità cessate non è fonte di dispersione del virus nell’ambiente” e, dunque, figurarsi se lo è dopo 24 mesi.

La circolare: "Finché c'è lo stato di emergenza niente autopsie ai casi di Covid-19" | Rec News dir. Zaira Bartucca
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